Stop alle multe milionarie alle navi Ong: così Lamorgese cambierà i decreti sicurezza di Salvini

L'accordo in maggioranza ora c'è. No multe milionarie (ma le sanzioni non sono cancellate, affatto) alle navi ong, allargamento delle maglie che consentono di arrivare alla protezione umanitaria, revisione del sistema di accoglienza Siproimi

Il ministro dell'Interno (Foto: Ansa)

Decreti sicurezza: si cambia. L'accordo in maggioranza ora c'è.  "La riunione di ieri è stata particolarmente positiva. La ministra Lamorgese ha presentato una seconda bozza che recepisce molte delle proposte che le forze politiche hanno avanzato in queste settimane di incontri. E' un testo avanzato: si ricostruisce un sistema di accoglienza degno di questo nome, con gli Sprar, favorendo l'integrazione". Lo ha detto Matteo Mauri, viceministro dell'Interno, a Radio24, all'indomani del vertice al Viminale sui decreti sicurezza. "Bisogna riportare il sistema in una dimensione umana, garantire che l'accoglienza venga fatta per piccoli nuclei e distribuiti sul territorio". Mauri critica dunque la scelta che fece Salvini con i decreti "di mettere i richiedenti asilo in grandi centri con pochi servizi" ed esorta: "bisogna cambiare il meccanismo e riportarlo a come era prima". "Avere delle persone integrate, che conoscono la lingua, che riescono a inserirsi nel sistema credo sia interesse di tutti ed è l'opposto di cercare il conflitto", ha aggiunto.

No multe milionarie alle navi ong, allargamento delle maglie che consentono di arrivare alla protezione umanitaria, revisione del sistema di accoglienza Siproimi, possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe comunale. C'è anche questo nella bozza di decreto presentata agli esponenti della maggioranza dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per superare i decreti sicurezza di salviniana memoria. Per quel che riguarda le multe per le navi che violano divieti di ingresso in acque territoriali, saranno soppresse le multe amministrative, attualmente emesse dalle prefetture a carico dell’armatore e che con il Decreto sicurezza Bis erano state alzate fino alla spropositata cifra di un milione di euro. La riforma Lamorgese stabilisce che se una nave effettua un soccorso in mare, e lo comunica sia al Centro di coordinamento competente sia al proprio Stato di bandiera, non incorre in alcun divieto.

Altrimenti però al momento dell’ingresso in acque territoriali sì rischia la violazione del Codice della navigazione, reato penale - spiega Repubblica - che per la fattispecie assimilabile alla forzatura di un blocco (come accaduto in passato con la Sea Watch e la Mare Ionio) prevede fino a 2 anni di carcere e una sanzione pecuniaria di 516 euro. Lamorgese ha trovato un punto di mediazione inserendo, nella bozza, il comma che modifica la cornice edittale e innalza la sanzione tra i 10 mila e 50 mila euro. La stessa cifra prevista nel primo Decreto sicurezza. 

Di fatto verrebbero poi ampliati i permessi speciali a chi rischia di subire “trattamenti inumani e degradanti” nel proprio Paese, a chi necessita di cure mediche, a chi proviene da Paesi in cui sono avvenute “gravi calamità”. Ridotti di molto anche i tempi di trattenimento nei Cpr (da 180 a 90 giorni) e si riorganizza il sistema di accoglienza secondo due livelli (uno di prima assistenza l’altro anche con l’integrazione), privilegiando strutture con piccoli numeri gestite dai comuni. Si andrebbe anche verso la convertibilità di diverse tipologie permessi di soggiorno in permessi per motivi di lavoro.

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La prossima riunione, in calendario entro una decina di giorni, potrebbe essere decisiva: poi dovrà pronunciarsi il Consiglio dei ministri.

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