Venerdì, 5 Marzo 2021

Chi protesta rischia il processo: tutto quello che non è cambiato nei decreti sicurezza

Le novità sono sostanziali (o quantomeno reali) sul fronte immigrazione. Ma chi sperava e auspicava modifiche alle norme contro il dissenso e il diritto a manifestare è rimasto profondamente deluso

Una manifestazione sindacale in una foto d'archivio

Il governo Conte II ha cambiato i decreti sicurezza del governo Conte I.  Le novità sono sostanziali (o quantomeno reali) sul fronte immigrazione (dalla
protezione umanitaria che viene reintrodotta all'addio alle multe per le Ong che salvano i migranti sulla rotta del Mediterraneo centrale). Ma chi sperava e auspicava modifiche alle norme contro il dissenso e il diritto a manifestare è rimasto profondamente deluso.

Decreti sicurezza: che cosa non cambia

Non ci sono modifiche alle norme sulla repressione del dissenso e della conflittualità sindacale che erano l’altro cuore delle norme predisposte dal primo esecutivo guidato dal professore di diritto privato originario di Volturara Appula. Il Fatto Quotidiano, in un articolo di Marco Palombi, fa oggi qualche esempio concreto: la prossima settimana davanti al Tribunale di Nuoro, ci sarà un presidio, in aula un giudice deciderà se rinviare a giudizio 12 pastori accusati di blocco stradale (durante una manifestazione di febbraio 2019 avevano versato latte per strada dai loro camion).

A Prato, a dicembre 2019, 21 operai della tintoria industriale Superlativa hanno ricevuto multe fino a 4mila euro sempre per blocco stradale: lavoravano in condizioni assurde e non ricevevano stipendio da 7 mesi. Dopo le sanzioni ci furono scontri con la polizia durante un corteo di solidarietà coi lavoratori multati: per quello la questura diede il foglio di via a due sindacalisti dei Cobas sulla base di una legge del 1931 inasprita dal governo Gentiloni (i Daspo urbani cari a Minniti e poi a Salvini). Il Tar toscano, fortunatamente, annullò poi il provvedimento.

Ora non è stata toccata nemmeno la reintroduzione nel 2018 del reato di blocco stradale su strada ordinaria (da uno a sei anni), che era stato depenalizzato più di vent'anni fa: per questo vanno a processo i pastori sardi. Per di più Salvini "s’inventò di sana pianta - scrive il Fatto - le multe per il blocco stradale realizzato “con il pro- prio corpo”(è il caso di Prato)".

Facciamo un altro esempio: può diventare reato improvvisare un picchetto fuori da una fabbrica nell'Italia del 2020 a guida Pd-M5s. Bene ma non benissimo, come si suol dire. Inoltre se prima rischiava al massimo una multa ora rischia fino a 12 mesi di galera il promotore di un corteo in cui qualcuno compia i reati di devastazione e danneggiamento e la stessa condanna pende sul capo di chi partecipa a un corteo non autorizzato. In molti chiedono ai giallorossi più coraggio.

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