Sabato, 16 Ottobre 2021
Politica

Dai contratti al gratta e vinci che "nuoce alla salute": le novità del decreto dignità

Ok della Camera, ora passa al Senato. Cosa c'è nel primo vero provvedimento del governo M5s-Lega

E' arrivato l'ok della Camera al decreto dignità con 312 sì, 190 no e un astenuto. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato per il via libera definitivo. Si dovrebbe arrivare all’approvazione entro martedì per far sì che il decreto venga convertito in legge. Il provvedimento ha l’obiettivo di cambiare le regole sui contratti a termine e le delocalizzazioni, vietando inoltre la pubblicità del gioco d’azzardo. Tra le ultime novità, introdotte ieri, c’è anche l’inserimento dell’obbligo di scrivere su tutti i gratta e vinci che il gioco "nuoce alla salute". Probabilmente il testo non verrà ulteriormente modificato al Senato, dove il governo potrebbe ricorrere alla fiducia.

Cosa c'è nel Decreto Dignità approvato alla Camera

Si tratta del primo vero provvedimento del governo guidato da Giuseppe Conte, voluto dal ministro del Lavoro e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio. "Non voglio dire che sia la panacea di tutti mali, ma che sia un buon inizio", ha detto Di Maio. Sono diverse le modifiche approvate alla Camera rispetto al testo originario, a partire dai voucher per gli alberghi, per arrivare al bonus assunzioni per gli under 35. Inserito, inoltre, anche il concorso straordinario per le maestre diplomate, così come il periodo transitorio per i contratti a termine già attivi. Prevista, inoltre, anche l’esenzione per le famiglie dall’aggravio sui contratti per colf e badanti.

Ecco le misure principali previste dal testo che porta la firma di Luigi Di Maio.

Contratti, bonus under 35 e soglia del 30%

Saranno circa 31.200 l'anno i giovani under 35 a beneficiare del bonus assunzioni rinnovato per due anni. Dunque, 62mila nel biennio. La stima è calcolata sulle assunzioni dei primi 5 mesi del 2018, nella fascia d'eta' 30-35 anni (circa 11.300), con un esonero contributivo in media di 2.650 euro. Passa al 30% la quota di contratti a tempo indeterminato da non superare con accordi a tempo determinato e di somministrazione. Finora il tetto era del 20% per quelli a tempo e un altro 20% per quelli di somministrazione. In caso di somministrazione fraudolenta è prevista una sanzione di "20 euro per ciascuno lavoratore coinvolto e ciascun giorno" lavorato in condizioni di irregolarità. I contratti a tempo determinato senza causali che superano i 12 mesi verranno trasformati automaticamente in tempo indeterminato. Sui contratti a termine in essere è previsto un periodo transitorio fino al 31 ottobre prossimo, data entro la quale le nuove norme non saranno applicabili.

Come cambiano i contratti a termine con il decreto dignità

Portuali e colf

Sono ufficialmente esclusi dalla stretta sui contratti di somministrazione, prevista dal decreto dignità, i lavoratori occupati nel settore marittimo. La misura ha avuto l'approvazione dell'aula di Montecitorio all'unanimità, dopo la riformulazione dei relatori, che hanno accolto differenti proposte avanzate dalle varie forze politiche. Gli aumenti dei contributi per i rinnovi dei contratti a tempo determinato "non si applicano ai contratti di lavoro domestico".

Voucher e delocalizzazioni

Tornano i buoni lavoro, ma potranno essere utilizzati dalle aziende agricole, "alberghiere e delle strutture ricettive che operano nel settore del turismo" e che "hanno alle dipendenze fino a 8 lavoratori". La "data di inizio e monte orario" deve essere compreso in "un arco temporale non superiore a 10 giorni". La misura prevede che "il pagamento del compenso al prestatore può essere effettuato decorsi 15 giorni dal momento in cui la prestazione lavorativa inserita è la procedura informatica e consolidate, per il tramite di qualsiasi sportello postale". "Le somme derivanti da sanzioni" applicate alle aziende che delocalizzano prima di 5 anni dopo aver ricevuto contributi pubblici, sono riassegnate a un fondo finalizzato al "finanziamento di contratti di sviluppo ai fini della riconversione del sito produttivo".

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Giochi: tutte le novità

Con il decreto dignità arriva il divieto di pubblicità dei giochi d'azzardo. Inoltre, si prevede "l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari al 20% del valore della sponsorizzazione (non al 5% come previsto in precedenza) o della pubblicità e in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, a 50mila euro". Dal 1° gennaio 2020, inoltre, "l'accesso agli apparecchi da intrattenimento", è concesso "esclusivamente mediante l'utilizzo della tessera sanitaria al fine di impedire l'accesso ai giochi da parte dei minori". Sui biglietti dei gratta e vinci d'ora in poi apparirà anche l'avviso "nuoce gravemente alla salute", esattamente come accade con le sigarette. Lo prevede un emendamento del Pd al decreto dignità approvato dall'Aula della Camera con 445 sì, 10 astenuti e 59 contrari (dichiarato il no di Forza Italia). I tagliandi dovranno contenere messaggi sui rischi connessi al gioco d'azzardo "in modo da coprire almeno il 20% della superficie su entrambi i lati". I Comuni possono concedere il logo no slot, patrocinato dal ministero dello Sviluppo economico, agli esercizi commerciali che eliminano o si impegnano a eliminare le apparecchiature da intrattenimento dai loro locali.

Compensazione e scuola

Per le aziende titolari di un credito nei confronti della Pubblica amministrazione sarà possibile effettuare una "compensazione" con i debiti contratti con lo Stato. La misura è valida solo per il 2018. Viene cancellato il tetto dei 36 mesi ai contratti a tempo determinato per i docenti e il personale scolastico. La norma era prevista da una misura contenuta nella legge 107 del 2015, la cosiddetta "Buona scuola".

Martina, Pd: "Lo chiamerei decreto disoccupazione"

"E’ un decreto che genererà più precarietà, che complica la vita alle imprese, come stanno dicendo molti imprenditori non solo a nord, bloccherà gli investimenti al sud. Siamo di fronte a un provvedimento con cui Di Maio spera di reggere l’urto comunicativo di Salvini più che un provvedimento che voglia aiutare gli imprenditori e i precari. E’ un decreto che creerà molti di problemi al paese. Anche per come sono state scritte alcune norme. Per esempio riguardo gli insegnanti: a giugno 2019 assisteremo a un mese tremendo dove in migliaia verranno espulsi dalla scuola. E’ un provvedimento regressivo per l’Italia. Spero di non avere ragione". Così Maurizio Martina, segretario del Pd, questa mattina ai microfoni di Nicole Ramadori a Radio anch’io (Rai Radio1). Si è parlato anche di Rai nell’intervista: "Bene che le opposizioni abbiano unito le proprie forze. Bene che Forza Italia non abbia ceduto ai diktat di Salvini. Mi chiedo ora cosa succederà? Spero che Lega e M5s non forzino la mano. Già l’hanno fatto e sono stati sconfitti. Per me il punto è quello di una presidenza di garanzia ed equilibrio e non certo una provocazione e una proposta estremista come hanno fatto con l’ipotesi Foa".


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