Venerdì, 22 Gennaio 2021

"E la chiamano dignità", "lobby contro di noi": è scontro sul decreto del governo

I calcoli sugli effetti del decreto dignità. Dal Pd a Forza Italia, si annuncia battaglia sul provvedimento del governo. Di Maio: "Questo decreto farà crescere i contratti stabili"

Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, prima della conferenza stampa nella sede di via Veneto del ministero del Lavoro, Roma, 14 giugno 2018. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Ottomila posti di lavoro in meno in un anno. Sarebbe questa la stima inserita nella relazione tecnica che accompagna il decreto dignità, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale, e che ha già sollevato un polverone di polemiche. Secondo i calcoli, infatti, il decreto dignità potrebbe bruciare 8mila unità in un anno per effetto della stretta sui contratti a tempo determinato.

Una previsione "senza fondamento", secondo il vicepremier Di Maio, che evoca una sorta di complotto contro il governo: "Quel numero, che per me non ha alcuna validità, è apparso nella relazione al decreto la notte prima che il dl venisse inviato al Quirinale. Non è un numero messo dai miei ministeri o altri ministri. La verità è che questo dl ha contro lobby di tutti i tipi". Ma la reazione che arriva dal Mef è durissima: "Le relazioni tecniche sono presentate insieme ai provvedimenti dalle amministrazioni proponenti, così anche nel caso del decreto dignità, giunto al Mef corredato di relazione con tutti i dati, compreso quello sugli effetti sui contratti di lavoro della stretta anti-precari", dicono fonti del Ministero dell'Economia, aggiungendo che "la Ragioneria generale dello Stato prende atto dei dati riportati nella relazione per valutare oneri e coperture".

Ad attaccare il primo provvedimento del governo pentaleghista sono le opposizioni, che puntano il dito contro il pacchetto di norme voluto dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio. Dai dem a Forza Italia l'accusa è simile: invece di essere uno strumento nella lotta contro scarsa occupazione e precarietà, il decreto potrebbe far perdere altri posti di lavoro.

Contratti a termine e causali: pro e contro del Decreto Dignità 

"80mila posti di lavoro in meno in 10 anni. Sono quelli che prevede la relazione del decreto dignità - scrive in un tweet il segretario dem, Maurizio Martina, allegando la tabella della relazione tecnica del decreto dignità -. Ma non doveva essere la Waterloo del precariato? Il problema del lavoro non si risolve distruggendolo". A fare eco a Martina è il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci: "Se l'obiettivo di Di Maio, con il decreto dignità, è la decrescita infelice - osserva il senatore dem - si può dire con obiettività che la strada è quella giusta. Non si è mai visto nella storia della Repubblica un governo che nella relazione tecnica di un provvedimento prevede di ottenere 80 mila posti di lavoro in meno. La cosa incredibile è che la narrazione 5 Stelle presentava il decreto come risolutivo contro il precariato".


Di Maio: "Questo decreto farà crescere i contratti stabili"

"80mila è un numero che non sta da nessuna parte, mi faccio una risata", dice Luigi Di Maio in un video su Facebook a proposito delle critiche al dl Dignità che porterebbe ad una contrazione di 80mila posti di lavoro in dieci anni. "C'è un altro numero invece: 8mila. Perché nella relazione c'è scritto che questo decreto legge farà perdere 8mila posti di lavoro in un anno. Ci tengo a dirvi che quel numero è apparso la notte prima che il dl venisse inviato al Quirinale. Non è un numero messo dal governo". La verità, osserva, è che "questo dl Dignità ha contro lobby di tutti i tipi. Siamo fermamente convinti che questo decreto farà crescere i contratti stabili".

Questo invece il tweet dell'ex premier Paolo Gentiloni: "Migliaia di lavoratori a termine passeranno da precari a disoccupati. E la chiamano dignità".


Sulla stessa lunghezza d'onda è Forza Italia. ''Io credo che l'eccezionalità della situazione politica nazionale non debba compromettere la coesione dei programmi e dei contenuti della nostra coalizione", ha detto Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente agli stati generali di Forza Italia in Abruzzo, in corso a Pescara. "Sta piuttosto a chi ha voluto dare vita al governo Conte riuscire a far valere quelle stesse idee e quegli stessi contenuti nell'azione di governo nazionale. Un'azione che appare ancora confusa e contraddittoria, caratterizzata da provvedimenti disastrosi per le aziende e i lavoratori come il cosiddetto Decreto Dignità''. A tuonare contro il provvedimento è anche la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. "Il primo decreto del ministro del Lavoro Di Maio? Persi almeno 8.000 posti di lavoro ogni anno. Non lo dice Fratelli d’Italia, lo scrive lo stesso governo nella relazione tecnica che accompagna il decreto. Che 'dignità' c'è nel far perdere il lavoro alla gente?".

Il decreto dignità è stato firmato dal presidente Mattarella: il provvedimento arriverà quindi in Parlamento nei prossimi giorni. Si annuncia battaglia in aula.


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