rotate-mobile
Domenica, 23 Gennaio 2022
Politica /1

Governo nel caos: tutta colpa della fiducia sul "Fare"

Per il ministro Franceschini troppi gli emendamenti presentati e poco il tempo per l'approvazione del maxi provvedimento. Ma i grillini: "Il governo non ha voluto neppure discutere i nostri 8 emendamenti". Ora il rischio è un corto circuito a catena

Dopo un tam-tam nevrotico tra il governo e le forze parlamentari il governo, sul cosiddetto decreto del fare, ha scelto la via più veloce e, allo stesso tempo, quella piena zeppa di spigoli: porre la questione di fiducia sul maxi provvedimento approvato in sede di commissione. Ad annunciarlo alla Camera è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini. Una comunicazione che, tuttavia, ha lasciato il segno: con questa scelta, infatti, l’esecutivo Letta ha certificato il fallimento del tentativo di mediazione con il Movimento 5 Stelle. Cosa che inevitabilmente provocherà ricadute sui lavori parlamentari: ostruzionismo ad oltranza, annunciano i grillini, e c’è il rischio che la cosa faccia slittare un calendario dei lavori già pieno zeppo di scadenze. Una scelta, quella del M5S, che ha immediatamente attirato l’ira del Pd: in questo modo, fanno sapere, “rischia anche la norma sull’omofobia”.

REATO DI OMOFOBIA: IL PDL PRONTO AD AFFOSSARE IL TESTO

GOVERNO – Il problema, secondo Franceschini, sta nel numero degli emendamenti. Troppi per il governo che su questo tema vuol spingere sull’acceleratore: “Da qui alla pausa estiva – ha sottolineato il ministro – bisogna esaminare sei decreti legge, le leggi europee, il ddl di riforma costituzionale, il testo sul finanziamento pubblico ai partiti e quello sull'omofobia: affrontare il voto su 800 emendamenti al dl Fare non consentirebbe di riuscire ad esaminare tutto in tempo”. Per questo l’appello alla semplificazione, promosso nelle scorse ore e accolto da molti (Lega e Sel, peresempio), ma non dai 5 Stelle: “Abbiamo avuto – ha continuato il ministro – un incontro stamani e ci è stato detto che se avessimo accolto una serie di loro emendamenti gli altri sarebbero stati ritirati. Quando abbiamo obiettato che una parte di essi era ammissibile e un'altra no per ragioni di copertura ma anche di merito, quel gruppo ha deciso di chiedere il voto su tutti gli emendamenti”.

IMU PRIMA CASA: PAGHERA' SOLO CHI HA PIU' DI 150MQ

GRILLO – Parole, quelle di Franceschini, che hanno mandato su tutte le furie i parlamentari 5 Stelle. Così prima è arrivata la smentita via Facebook: “M5S propone 400 emendamenti al decreto del Fare. Poi ridotti a 75 in commissione. Poi ridotti agli 8 più salienti. Ma il governo non accetta neanche quelli e pone la fiducia. Ancora una volta la maggioranza non si è scongelata”. Poi ci ha pensato direttamente Beppe Grillo, stavolta su Twitter, ha fare il punto: “Lo stanno facendo di nuovo: scandaloso! Oggi il governo di capitan findus Letta, ha posto la fiducia sul decreto del fare pur di non discutere gli 8 emendamenti presentati dal M5S”.

PD – Schermaglie governo – M5S che si sono allargate al Partito democratico che ha preso la palla al balzo per contrattaccare i grillini proprio sulla legge sull’omofobia, che in caso di prolungamenti accentuati rischierebbe di saltare: “Avevamo chiesto – ha detto il capogruppo Roberto Speranza – che si potesse votare subito la fiducia al decreto legge Fare, ma il Movimento 5 Stelle si è opposto . Abbiamo chiesto che le commissioni potessero lavorare e si sono opposti. A nostro giudizio questo è un ostruzionismo grave, si rischia di ritardare provvedimenti”.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Governo nel caos: tutta colpa della fiducia sul "Fare"

Today è in caricamento