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Martedì, 6 Giugno 2023
Politica

Migranti, cosa ha in mente Salvini

Il vicepremier e ministro dell'Interno sta preparando il decreto sull'immigrazione da presentare al Consiglio dei ministri: tra le principali novità l'istituzione di un Fondo per i rimpatri e una stretta sulla concessione della cittadinanza

Stretta sulla cittadinanza, un fondo per i rimpatri e la 'fine' della protezione internazionale: queste sono soltanto alcune delle novità che il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha intenzione di inserire nel decreto sull'immigrazione. Venerdì 7 settembre il leader della Lega dovrebbe riunirsi con tutti i ministri interessati per preparare il testo da presentare al Consiglio dei ministri. 

Il decreto migranti

Il provvedimento, formato da 15 articoli, reca "disposizioni urgenti in materia di rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale, di immigrazione e di cittadinanza".

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Un fondo per i rimpatri

Tra le principali novità, più risorse al Fondo per i rimpatri, per un totale di 3,5 milioni di euro spalmati in tre anni: "Al fine di potenziare le misure di rimpatrio"  il Fondo "è incrementato di euro 500.000 per il 2018, di euro 1.500.000 per il 2019 e di euro 1.500.000 per il 2020".

Stretta sulla cittadinanza

Il provvedimento voluto dal leader della Lega prevede anche una stretta sulla concessione della cittadinanza italiana. Gli stranieri a cui viene concessa, recita il testo, "non devono avere, a carico proprio o dei familiari conviventi, provvedimenti dell'autorità di pubblica sicurezza, giudiziari o di condanna, anche non definitiva, nonché concreti elementi di pericolosità sociale o di non irreprensibilità della condotta. Ai medesimi fini, gli stessi devono avere un reddito pari a quello previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, ai sensi dell'articolo 2, comma 15 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e devono assolvere regolarmente gli obblighi fiscali".

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"La cittadinanza italiana è revocata quando lo straniero o l'apolide a cui è stata concessa è condannato con sentenza di primo grado confermata in appello per i reati previsti dall'articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4), del codice di procedura penale, nonché per i reati di cui agli articoli 270-ter e 270-quinquies.2, del codice penale", si legge  nello schema di decreto.

La protezione internazionale

Per quanto riguarda il provvedimento di cessazione della protezione internazionale, invece, "è rilevante ogni rientro nel Paese di origine, salva la valutazione del caso concreto". L'articolo 10 del decreto disciplina inoltre l'istituzione di "sezioni della Unità Dublino", operanti presso il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Viminale.

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