Decreto sicurezza bis, il Governo approva: via libera alle nuove misure volute da Salvini

Molte le novità nella misura composta da diciotto articoli: dallo spazza-clan con 800 assunzioni negli organici del Mistero della Giustizia, al giro di vite nel contrasto dell'immigrazione clandestina. Nuove norme contro la violenza nelle manifestazioni pubbliche e sportive

È terminato il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi che ha dato il via libera al decreto sicurezza bis. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini hanno illustrato i contenuti del decreto legge come approvato dal Governo in una conferenza stampa che Today.it ha seguito in diretta.

Come ha spiegato il premier Giuseppe Conte, l'approvazione del decreto è stata posticipata a causa delle elezioni: "Il provvedimento era in lavorazione durante la campagna elettorale, poi ci sono stati interventi rispetto alla versione originaria ed era in dirittura d'arrivo, ma a ridosso della competizione elettorale io stesso ho chiesto di rinviare al ministro Salvini, perché fissare il cdm a due giorni della giornata elettorale non mi pareva opportuno".

Il testo del decreto sicurezza bis è quello già diffuso a fine maggio: l'unica integrazione riguarda un articolo che proroga la riforma sulle intercettazioni.

Spazza clan, daspo e multe alle navi dei migranti: cosa c'è nel decreto sicurezza bis

Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha invece illustrato le norme per rendere più efficaci le misure di contrasto alla violenza negli stadi. Il decreto Sicurezza bis infatti prevede un ampliamento del Daspo che viene esteso anche ad episodi occorsi all'estero e in occasioni di manifestazioni sportive non solo di calcio. Misure specifiche impediscono inoltre forme di collaborazioni "opache" tra associazioni sportive e tifosi, con il divieto di rapporti di natura commerciale e maggiori controlli anche su vendita di biglietti online.

Decreto sicurezza: migranti, cosa cambia

Il decreto sicurezza bis nell'ambito del tema "porti chiusi" sposta in capo al Ministro dell’interno quale "Autorità nazionale di pubblica sicurezza" la possibilità di limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, per motivi di ordine e sicurezza pubblica limitatamente alle violazioni delle leggi di immigrazione vigenti.

Il provvedimento che può chiudere i porti italiani è "adottato di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le rispettive competenze, informandone il Presidente del Consiglio dei ministri".

In caso di violazione del divieto si applica all’armatore e al proprietario della nave una multa da 10mila a 50mila euro. In caso di reiterazione è prevista la confisca della nave "procedendo immediatamente a sequestro cautelare". 

Il decreto sicurezza bis modifica inoltre la disciplina dei soggiorni di breve durata degli stranieri stabilita dalla legge 28 maggio 2007, n. 68 restringendo la mancata richiesta del permesso di soggiorno per l'ingresso in Italia solo nei casi di "missione, gara sportiva, visita, affari, turismo e studio", eliminando così il più vago pretesto di "visita"

Decreto sicurezza, più soldi per i rimpatri

Con il decreto sicurezza bis viene istituito un fondo alla Farnesina destinato a "premiare"gli stati esteri che collaborano per riammettere sul proprio territorio gli stranieri extracomunitari che sono presenti irregolarmente in Italia. 

"La dotazione iniziale del fondo è pari a euro 2 milioni per l’anno 2019. La dotazione potrà essere incrementata da una quota annua non superiore a euro 50 milioni".

Decreto sicurezza: operazioni sotto copertura

Il decreto sicurezza bis stanzia ben 500mila euro per l’anno 2019 (che salgono a un milione di euro per l’anno 2020 e un milione e 500mila euro per l’anno 2021) per l’utilizzo di agenti sotto copertura anche in attività di contrasto al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Decreto sicurezza: modifiche alla legge Reale

Dove la legge sulla pubblica sicurezza vieta "l'uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo", il decreto sicurezza bis aumenta la pena prevista con l'arresto che aumenta di un anno (da due a tre anni) e la multa che potrà arrivare ad un massimo di 6mila euro.

Inoltre con il decreto sicurezza bis viene previsto l'arresto fino a 4 anni per i manifestanti che utilizzano razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, "strumenti per l’emissione di fumo o di gas visibile o in grado di nebulizzare gas contenenti principi attivi urticanti, ovvero bastoni, mazze, oggetti contundenti o, comunque, atti a offendere”.

Sempre nell'ambito del contrasto alla violenza contro gli agenti dell'ordine pubblico il decreto sicurezza aumenta le pene prevedendo l'arresto fino a due anni per chi aggredisce gli agenti durante le manifestazioni, e l'arresto fino a 5 anni per chi "distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico".

Decreto sicurezza, assunzioni per la Giustizia

Il decreto sicurezza bis autorizza il Ministero della giustizia ad assumere, per il biennio 2019-2020, con contratto di lavoro a tempo determinato di durata annuale, un contingente massimo di 800 unità di personale amministrativo non dirigenziale di Area I e II "per l’eliminazione dell’arretrato relativo all’esecuzione delle sentenze penali di condanna definitive". 

Per tali assunzioni sono stanziati 3.518.433 euro per l’anno 2019 e 24.629.026 euro per l’anno 2020.

Decreto sicurezza, 500 soldati a Napoli per le Universiadi

Inoltre in occasione delle Universiadi che si svolgeranno a Napoli, il decreto sicurezza bis prevede l'incremento del contingente dell'esercito di ben 500 unità per la vigilanza a siti e obiettivi sensibili.

Decreto sicurezza, pene aumentate per violenza negli stadi

Ben sei articoli del decreto sicurezza bis sono dedicati alle misure di prevenzione contro la violenza durante le manifestazioni sportive. In primis chiarisce come il DASpo sportivo disposto dal questore possa applicarsi anche con sentenza non definitiva per determinati reati valutati di particolare allarme sociale (ad esempio, la rissa).

La disposizione prevede, inoltre, che la misura sia applicabile anche alle condotte connesse ai reati di terrorismo e anche alle condotte poste in essere all’estero. Inoltre il decreto sicurezza dà mandanto al questore di imporre alle persone "daspate" il divieto di possedere o utilizzare "apparati radiotrasmittenti, radar e visori notturni, indumenti e accessori per la protezione balistica individuale, mezzi di trasporto blindati o modificati al fine di aumentarne la potenza o la capacità offensiva, sul modello di quanto previsto nei confronti di soggetti colpiti da misure di prevenzione personale".

Il decreto sicurezza estende inoltre l'applicabilità del fermo indiziario di delitto ai reati commessi in occasione delle manifestazioni sportive. Inoltre modifica il decreto Minniti rendendo permanente la facoltà per le Forze di polizia di procedere all’arresto anche fuori flagranza di reato.

Inoltre il decreto sicurezza aggiorna ai tempi di internet le pene per il cosiddetto "bagarinaggio" chiarendo come sarà multabili chiunque rivenderà abusivamente biglietti per accedere alle manifestazioni sportive, anche via telematica.

Decreto sicurezza, la conferenza stampa in diretta

Qui la sintesi del decreto sicurezza bis (pdf)

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