Sabato, 6 Marzo 2021

Migranti e sicurezza, decreto approvato: tutte le novità

Il Consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità il dl Salvini. Dalla Daspo per i corrotti ai richiedenti asilo 'pericolosi': ecco cosa cambia

Matteo Salvini

Il Consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità il decreto su sicurezza e immigrazione voluto da Matteo Salvini. Il vicepremier  ha annunciato su Facebook il via libera definitivo: “Decreto Sicurezza, alle 12.38 il Consiglio dei ministri approva all'unanimità! Sono felice”. Novità sulla Daspo per i corrotti e per le condanne per terrorismo in relazione alla cittadinanza.

"Un passo in avanti – ha sottolineato sulla sui social il ministro dell'Interno - per rendere l'Italia più sicura, per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un'immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi, per dare più poteri alle Forze dell'ordine. Dalle parole ai fatti, io vado avanti!".

I punti chiave della nuova legge

Stretta sul fronte immigrazione e sul fronte sicurezza. Il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimità i due decreti voluti dal ministro dell'Interno Matteo Salvini e da lui stesso definiti "due passi in avanti importanti nel nome della legalità, della sicurezza, del rispetto, della disciplina e della tutela dell'ordine pubblico". I due dl originari sono confluiti in un unico decreto. Un testo che, a detta del titolare del Viminale, "non è blindato". Dall'abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari al 'giro di vite' sul noleggio di furgoni, sono tante le novità contenute nel decreto Salvini.

Sul fronte immigrazione, il decreto prevede il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio: da 90 a 180 giorni; l'abrogazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari sostituiti con permessi per meriti civili o per cure mediche o se il Paese di origine vive una calamità naturale. "La protezione umanitaria viene normata con sei fattispecie specifiche, non ci sarà più la libera interpretazione del singolo", ha spiegato Salvini. "Per i richiedenti asilo la sospensione della domanda d'asilo è prevista in caso di pericolosità sociale o in caso di condanna in primo grado", ha chiarito Salvini. Quanto agli Sprar continueranno ad esistere ma "limitatamente ai richiedenti di protezione umanitaria e ai minori accompagnati".

Il dl Salvini prevede, inoltre, l'ampliamento dei reati che provocano la revoca del permesso di rifugiato (violenza sessuale, spaccio di droga, violenza a pubblico ufficiale); la revoca della protezione umanitaria ai cosiddetti 'profughi vacanzieri'; l'esclusione del gratuito patrocinio nei casi in cui il ricorso è dichiarato improcedibile o inammissibile: le spese processuali non saranno più a carico dello Stato.

Per quanto riguarda le 'disposizioni in materia di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa', il decreto prevede una stretta sul noleggio di furgoni che potrebbero essere utilizzati per attentati terroristici; l'estensione del 'daspo' per i sospettati di avere a che fare con il terrorismo internazionale; mentre per gli stranieri considerati una minaccia per la sicurezza nazionale scatterà la revoca della cittadinanza.

Inoltre, il dl contempla il potenziamento degli organici dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie; la possibilità per il personale della polizia locale di accedere alla banca dati interforze delle forze di polizia; l'estensione del daspo urbano anche ad aree quali mercati e fiere. Inoltre, la sperimentazione di armi ad impulsi elettrici (taser) da parte di operatori della polizia municipale di Comuni con più di 100.000 abitanti; l'inasprimento delle sanzioni nei confronti di coloro che promuovono o organizzano l'invasione di terreni o edifici e l'ampliamento della possibilità dell'utilizzo dello strumento investigativo delle intercettazioni telefoniche per coloro che commettono tale tipologia di reato.

Il testo non è 'blindato'

"Il decreto è stato approvato all'unanimità, poi si potrà arricchirlo, ho accolto proposte che modificheranno il testo, un testo che non è blindato". Lo dice al termine del Cdm, Matteo Salvini. "Il decreto è stato approvato all'unanimità. Sono state smentite le potenziali e inesistenti polemiche che sarebbero state alla base di questo decreto" "Già sono state accolte - ha concluso il ministro dell'Interno - le proposte di sindaci ed amministratori locali. Il principio di fondo è quello di mettere punti fermi su temi quali l'immigrazione e la richiesta di asilo".

Conte sui migranti: “Non cacciamo nessuno dall'oggi al domani”

"Non cacciamo dall'oggi al domani nessuno, rendiamo più efficace il sistema per i rimpatri". Lo dice il premier Giuseppe Conte, parlando al termine del cdm. "Non smantelliamo alcunché - sottolinea - rileviamo che la protezione umanitaria che doveva essere marginale è arrivata al 25%". "Se non governiamo la realtà, la realtà ci sopravanza", conclude.

Martina critico su Twitter

"Con #DecretoSalvini più insicurezza e più clandestinità. Meno diritti e meno doveri. Così il paese rischia". Lo scrive su twitter il segretario del Pd, Maurizio Martina.

Refugees Welcome Italia: “Preoccupante passo indietro”

Refugees Welcome Italia esprime forte preoccupazione per le misure contenute nel decreto immigrazione in discussione oggi al Consiglio dei Ministri. Ridimensionamento dello Sprar - fiore all'occhiello del sistema di accoglienza italiano - abolizione della protezione umanitaria, esclusione dei richiedenti asilo dai servizi per l'integrazione, incremento dei grandi centri e stretta sulla concessione della cittadinanza: sono alcune delle misure contenute nel provvedimento che, se approvato senza alcuna modifica, ridisegnerà, secondo l'associazione, l'architettura del sistema nazionale di accoglienza in senso negativo. ''Questo decreto rappresenta un preoccupante passo indietro'', sottolinea Fabiana Musicco, presidente dell'associazione che promuove l'accoglienza in famiglia di rifugiati e titolari di protezione.

"Invece di potenziare - spiega - il sistema di accoglienza diffusa gestito dagli enti locali, che ha favorito, in questi anni, reali processi di inclusione per richiedenti asilo e titolari di protezione, si sceglie di rafforzare la logica emergenziale dei grandi centri che, oltre a non garantire alcuna integrazione, genera spesso, a causa dei pochi controlli, abusi e malversazioni''.

Ad allarmare Refugees Welcome Italia è soprattutto l'abolizione della protezione umanitaria, un permesso di soggiorno che lo Stato italiano riconosce a coloro che, pur non avendo i requisiti per ottenere la protezione internazionale, presentano comunque delle vulnerabilità tali da richiedere una forma di tutela.

''Nel nostro progetto - prosegue Musicco - accogliamo diversi ragazzi con protezione umanitaria e conosciamo bene le loro storie. Sono giovani che hanno subìto abusi e violenze indicibili nei paesi in cui sono transitati per giungere in Italia, specie in Libia. Alcuni, come Samuel o Abdou, sono ex minori non accompagnati, arrivati senza genitori o parenti. Ci sono donne sole, come Blessing, mamma di una bimba di 10 mesi. Questo tipo di protezione è un modo per tutelarli, per consentirgli di costruirsi una nuova vita in Italia e di non interrompere il percorso di inserimento nel nostro Paese''.

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