Domenica, 7 Marzo 2021
Italia

Decreto Sicurezza, Mattarella firma ma manda un messaggio a Salvini

Via libera del Presidente della Repubblica al decreto legge su migranti e sicurezza in una versione "modificata" su impulso del Quirinale. Mattarella ricorda al Governo gli obblighi costituzionali in particolare quanto al diritto d'asilo

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Matteo Salvini durante il giuramento del Governo al Quirinale, Roma, 1 giugno 2018. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha emanato in data odierna il decreto legge in materia di Sicurezza e Immigrazione e ha contestualmente inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

"Signor Presidente, in data odierna ho emanato il decreto legge recante: 'Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica nonchè misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata"

Mattarella ricorda i "fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato" e in particolare le disposizione dell'articolo 10 della Costituzione.

Solo ieri sera si era svolto al Quirinale un incontro tra il presidente della repubblica e il vicepremier Matteo Salvini che il leader della lega ha definito "cordiale e positivo": "Sono state fatte rifiniture al testo del provvedimento. È la chiusura virtuosa di un percorso condiviso con tutti. Mai decreto è stato così tanto accompagnato e studiato come questo sulla sicurezza e l'immigrazione".

Che cosa dice l'articolo 10 della Costituzione

Ecco che cosa dice l'articolo 10 della Costituzione richiamato dal Presidente della Repubblica.

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici 

In riferimento a quest'ultimo comma, la legge costituzionale 21 giugno 1967, numero 1, prevede che, come anche l'ultimo comma dell'articolo 26 che disciplina l'estradizione, non si applichi ai delitti di genocidio.

Proprio gli appunti di Mattarella avrebbero spinto il governo a modificare il testo del decreto prima dell'invio al Quirinale: nella versione definitiva la "sospensione del procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale" al migrante che delinque si trasforma in un "procedimento immediato innanzi alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale".

Che cosa cambia con il decreto Salvini su sicurezza e migranti

Sul fronte immigrazione, il decreto prevede il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio: da 90 a 180 giorni; l'abrogazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari sostituiti con permessi per meriti civili o per cure mediche o se il Paese di origine vive una calamità naturale. "La protezione umanitaria viene normata con sei fattispecie specifiche, non ci sarà più la libera interpretazione del singolo", ha spiegato Salvini. "Per i richiedenti asilo la sospensione della domanda d'asilo è prevista in caso di pericolosità sociale o in caso di condanna in primo grado", ha chiarito Salvini. Quanto agli Sprar continueranno ad esistere ma "limitatamente ai richiedenti di protezione umanitaria e ai minori accompagnati".

Il dl Salvini prevede, inoltre, l'ampliamento dei reati che provocano la revoca del permesso di rifugiato (violenza sessuale, spaccio di droga, violenza a pubblico ufficiale); la revoca della protezione umanitaria ai cosiddetti 'profughi vacanzieri'; l'esclusione del gratuito patrocinio nei casi in cui il ricorso è dichiarato improcedibile o inammissibile: le spese processuali non saranno più a carico dello Stato.

Per quanto riguarda le 'disposizioni in materia di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa', il decreto prevede una stretta sul noleggio di furgoni che potrebbero essere utilizzati per attentati terroristici; l'estensione del 'daspo' per i sospettati di avere a che fare con il terrorismo internazionale; mentre per gli stranieri considerati una minaccia per la sicurezza nazionale scatterà la revoca della cittadinanza.

Inoltre, il dl contempla il potenziamento degli organici dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie; la possibilità per il personale della polizia locale di accedere alla banca dati interforze delle forze di polizia; l'estensione del daspo urbano anche ad aree quali mercati e fiere. Inoltre, la sperimentazione di armi ad impulsi elettrici (taser) da parte di operatori della polizia municipale di Comuni con più di 100.000 abitanti; l'inasprimento delle sanzioni nei confronti di coloro che promuovono o organizzano l'invasione di terreni o edifici e l'ampliamento della possibilità dell'utilizzo dello strumento investigativo delle intercettazioni telefoniche per coloro che commettono tale tipologia di reato.

Salvini: "Pacchia finita, asilo politico a chi lo merita"

Salvini si scaglia contro la nave italiana 'Mediterranea' impegnata nel Mediterraneo per "un'attività di monitoraggio" promossa da ong e onlus tra cui l'Arci, Ya Basta di Bologna, lSea-Watch, il magazine online 'I Diavoli' e l'impresa sociale 'Moltivolti' di Palermo. I garanti del progetto sono alcuni parlamentari, con il sostegno di esponenti del mondo della cultura e della società civile.

"Siamo una nave che risponde a tutti i requisiti per la navigazione internazionale - dice Alessandro Metz, di Ya Basta, armatore della nave - ci comporteremo come prescrive il diritto, cioè soccorreremo". 

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