Mercoledì, 3 Marzo 2021

Def, c'è chi dice no: "Tempesta perfetta" e "tagli devastanti al welfare"

"Il governo italiano sta andando in rotta di collisione con la Commissione europea" secondo il Wall street journal. Ma non c'è bisogno di andare all'estero per trovare voci molto critiche

Il governo italiano sta andando in rotta di collisione con la Commissione europea. Lo scrive oggi il Wall street journal in versione online commentando la decisione dell'esecutivo di portare il prossimo anno in Deficit al 2,4% del Pil. "Il governo antiestablishment italiano - scrive il giornale - ha ampliato il target sul deficit per il prossimo anno, per finanziare le sue promesse elettorali, andando così verso una collisione con l'Unione europea".

"Il governo - aggiunge il Esj - pressato dai populisti 5 Stelle e dal partito anti-immigrazione della Lega, ha inserito in budget un deficit del 2,4% del Pil, il triplo rispetto a quanto aveva pianificato il precedente governo".

Critiche di Pd e Forza Italia

Non c'è bisogno di andare all'estero per trovare voci molto critiche sul Def. "Il governo di Salvini e Di Maio si sta prendendo la responsabilità di esporre il nostro Paese a rischi economici e finanziari drammatici". Lo dice Emanuele Fiano, del Pd. "Qui c'è in ballo il futuro del Paese, non solo il consenso dei loro partiti, ma presi unicamente dai loro giochi di potere rischiamo di portarci indietro di anni, sull'orlo del burrone'', conclude il deputato dem.

"La notizia della scellerata decisione di Lega -M5S di alzare il rapporto deficit/Pil 2019 al 2,4% sta girando nelle sale dei grandi investitori internazionali e ha già provocato il crollo dell'euro nei confronti del dollaro. Il declassamento del debito italiano nei prossimi giorni è dato ormai per scontato, con effetti collaterali su tutta l'eurozona". Così Renato Brunetta, deputato e responsabile del dipartimento di politica economica di Forza Italia, dopo aver appreso la notizia dell`accordo di Governo sulla soglia del 2,4% del rapporto deficit/Pil.

"Tagli su sanità, scuola, assistenza"

Parla di "devastanti tagli al welfare" Stefano Fassina. "Nella bozza del PNR, il Piano Nazionale di Riforme, che accompagna la Nota di Aggiornamento al Def nella Tavola V.1 è contenuta per il 2019 una raccomandazione devastante sul piano sociale e recessiva sul piano macroeconomico: "0.1% di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta". L'obiettivo era già stato indicato dal Ministro Tria nella sua audizione parlamentare il 3 luglio scorso e oggi, è ufficialmente nel programma del Governo". Lo denuncia l'ex Viceministro all'Economia di Leu.

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"Per i non addetti ai lavori - sottolinea- vuol dire che, a bocce ferme, ossia senza attuare nulla del Contratto di Governo, si taglia la spesa, escluse le uscite per interessi, di circa 5 miliardi per il prossimo anno. Questo significa che per dedicare risorse al cosiddetto reddito e pensione di cittadinanza e a "Quota 100" si fanno ulteriori tagli su sanità, scuola, assistenza, pensioni, lavoratori pubblici, investimenti. A tali tagli si aggiungono ancora tagli per l'avvio della cosiddetta flat tax o aumenti di altre tasse. Insomma, se il Consiglio dei Ministri conferma il Programma di Governo contenuto nel PNR siamo di fronte a una legge di bilancio con un drammatico gioco delle tre carte sulla pelle dei più deboli e di lavoratrici e lavoratori. Altro che manovra del popolo: e' continuità".

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