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Giovedì, 18 Aprile 2024
Il botta e risposta

Il ministro degli Esteri Di Maio attacca Salvini per il suo viaggio a Mosca

Le pungenti affermazioni del titolare della Farnesina hanno toccato il nervo scoperto di Salvini. Il leader del Carroccio si dice “dispiaciuto” per l’approccio divisivo della sinistra, ma anche di Fratelli di Italia

La notizia del viaggio di Matteo Salvini a Mosca sta scatenando non poche polemiche all’interno della maggioranza. Il portavoce di quello che sembra essere un malcontento è Luigi Di Maio, l’ex alleato del leghista durante il governo giallo-verde. Il responsabile della diplomazia italiana sostiene di non essere stato informato da Salvini dell'intenzione di andare a Mosca e incontrare il presidente russo Vladimir Putin e ritiene che il premier Mario Draghi debba essere l’unico interlocutore a parlare con Putin. Dal ministero degli Esteri non c'è stata richiesta di chiarimenti al leader della Lega sul tour in Russia, precisa il titolare della Farnesina.

Di Maio però non risparmia osservazioni pungenti nei confronti di Salvini. “La guerra in Ucraina o andare a Mosca non è un tema da tour estivo. Non voglio fare la morale a nessuno ma ci sarà un motivo perché non ci è andato ancora nessuno della nostra alleanza occidentale", ha detto di Maio rispondendo ad una domanda di Bruno Vespa durante il 'Forum in Masseria' in Salento.

Il ministro ha poi ricordato l’accoglienza riservata a Salvini in Polonia è stato contestato dal sindaco della città polacca di Przemys, Wojciech Bakun, che ha mostrato a Salvini la maglietta con il volto di Putin, la stessa che il leader del Carroccio indossò nella Piazza rossa nel 2017 e postò come testimonianza della sua passione per il presidente russo.

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Salvini ci ripensa. O forse no.

Le pungenti affermazioni del titolare della Farnesina hanno toccato il nervo scoperto di Salvini. Il leader del Carroccio si dice “dispiaciuto” per l’approccio divisivo della sinistra – ma anche di Fratelli di Italia, che ha bollato l’intenzione del segretario della Lega di sfruttare l’incontro per fare propaganda politica. “Io pensavo forse ingenuamente, mettendomi in gioco, che costruire la pace valesse la pena, non pretendo applausi ma nemmeno insulti”, ha chiarito Salvini che ha poi mostrato l’intenzione di fare un passo indietro: "Notando che da Letta a Renzi alla Meloni a Calenda vedo solo grida e polemiche, mi vien voglia di dire: 'chi me lo fa fare?’”.

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Ma non mancano gli attacchi a Di Maio, a cui consiglia di “studiare un po’ di diplomazia”, in riferimento al piano di . “E’ il ministro che dovrebbe occuparsi di diplomazia, che manda pseudo piani di pace sconosciuti a tutti, anche a Draghi, e dà del cane a una delle persone con cui deve dialogare”. E tornando a parlare dell'ipotesi del suo viaggio in Russia, ha affermato di fare quello che ritiene utile, “perché la pace richiede gli sforzi di tutti”.

Dall’invasione russa dell'Ucraina soltanto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il cancelliere austriaco Karl Nehammer e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko - da sempre molto vicino al Cremlino - hanno incontrato personalmente Vladimir Putin. Dall'inizio della guerra Salvini ha espresso la volontà di incontrare Putin. 

“Se una missione di pace deve dividere aspetto che ci vada Di Maio, aspettando di capire quale sia il suo piano di pace. Io comunque continuo a lavorare dialogando con Kiev e con Mosca. Se non partirò domani, magari sarà fra una settimana o quindici giorni”, è la chiosa di Salvini che sembra ripensarci. O forse no.

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