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Martedì, 28 Giugno 2022
Lo scisma

Di Maio lascia il Movimento 5 Stelle: "Uno non vale l'altro"

Il ministro degli esteri ha presentato il nuovo gruppo parlamentare, con già almeno 50 adesioni. M5s non è più prima forza in Parlamento

Lo scisma è definitivo e certificato. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio esce dal Movimento 5 Stelle e presenta il suo nuovo gruppo parlamentare: “Insieme per il futuro”. Lo fa in una sala dell’hotel Bernini di Roma, dopo essere stato al Quirinale per rassicurare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla tenuta del Governo. Di Maio si palesa e viene accolto da una standing ovation come quelle che si riservano ai leader indiscussi di un partito. “Dovevamo scegliere da che parte della storia stare” ha detto in primis il ministro, dando subito l’idea di che cosa abbia provocato la separazione: la posizione in politica estera, di fronte alla guerra in Ucraina. Da una parte Conte, che ha tentato di ricompattare il Movimento intorno ad una posizione critica sull’invio delle armi a Kiev; dall’altra Di Maio, che vuole restare fedele alla posizione filo atlantista senza se e senza ma.   

Alla fine Di Maio ha consumato l’ultimo strappo e se ne va. Porta con sé almeno cinquanta fra deputati e senatori, certificando la fine dell’egemonia del Movimento 5 Stelle come prima forza del Parlamento. Di Maio sferra il colpo letale a Conte nel giorno in cui si sente più forte, in cui il Parlamento italiano ha votato la risoluzione presentata da Draghi, che si presenterà in Europa per continuare a sostenere Kiev, forte della legittimazione del Paese intero.

Il nuovo partito di Di Maio: c'è già il nome 

 "Quella di oggi è stata una giornata molto importante, - ha detto Di Maio - al Senato è stata votata la risoluzione che rafforza il governo e il presidente Draghi che andrà al prossimo consiglio europeo con il forte sostegno delle forze politiche che sostengono l'esecutivo. Dopo settimane di ambiguità, turbolenze e attacchi oggi siamo arrivati a un voto netto". Poi ha spiegato come questa scelta fosse inevitabile per lui perché ha contrapposto gli interessi del Paese con quelli del Movimento 5 Stelle. La sua vecchia casa, dalla quale se ne va sbattendo la porta e rinnegando tutto degli anni passati sotto la bandiera pentastellata. Ha infatti detto che il suo nuovo partito lavorerà sui territori dando spazio ai migliori e ai talenti perché “uno non vale l’altro”. Sarà inoltre, ha concluso Di Maio, un partito “senza odio, senza populismo e senza sovranismi”.

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