Da capo popolo a capro espiatorio: voto su Rousseau per decidere il ruolo di Di Maio

Clamoroso nel M5s: Di Maio rimette il mandato nelle mani degli iscritti. La domanda a cui rispondere su Rousseau è: "Confermi Luigi Di Maio come capo politico del Movimento 5 Stelle?". Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 20 del 30 maggio

Luigi Di Maio. Foto Ansa

Tira una brutta aria nel Movimento 5 stelle, dopo la batosta alle elezioni europee, in concomitanza con il pieno di consensi dell'alleato di governo, la Lega di Matteo Salvini. Il partito ha perso sei milioni di voti: solo meno della metà di chi aveva votato i Cinque stelle nel 2018 ha confermato il proprio consenso. "Abbiamo appena preso la più grande 'scoppola' della nostra vita", ha ammesso senza mezzi termini Alessandro Di Battista in un post su Facebook.

Processo a Di Maio nel M5s: gli incarichi e il ruolo di Di Battista

Oggi Di Maio è un leader zoppo, dimezzato, ridimensionato, in un governo con un rapporto di forza tra alleati decisamente rovesciato rispetto alle politiche del 4 marzo scorso. O il partito o il governo: nel Movimento 5 stelle è partita una fronda di chi vuole che Di Maio lasci qualche incarico. Una proposta che ha l’effetto di indebolire il vicepremier/capo partito/ministro del Lavoro/ministro dello Sviluppo economico proprio quando il suo alleato leghista è più forte. Ma c'è di più, come spiega Annalisa Cuzzocrea su Repubblica: "Luigi Di Maio ha un unico terrore: che questa volta gli attacchi contro di lui non siano isolati, com'è stato finora. Che ci sia una regia e che il primo dei congiurati sia colui che un tempo chiamava fratello: Alessandro Di Battista".

Voto su Rousseau per confermare la fiducia a Luigi Di Maio

Ecco perché ci sarà una consultazione della base degli elettori su Rousseau sulla questione della leadership. Di Maio, insomma, vuole un voto di conferma. Lo scrive lui stesso in un post sul Blog delle Stelle: "Non sono mai scappato dai miei doveri e se c'è qualcosa da cambiare nel Movimento lo faremo. Se ci sono strutture o luoghi decisionali da creare: lo faremo. Prima di ogni altra decisione, oggi però ho anche io il diritto di sapere cosa ne pensate voi del mio operato. Voglio sentire la voce dei cittadini che mi hanno eletto capo politico qualche anno fa. Quindi a voi la parola. Chiedo di mettere al voto degli iscritti su Rousseau il mio ruolo di capo politico, perché è giusto che siate voi ad esprimervi. Gli unici a cui devo rendere conto del mio operato".

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"Sarà tutto il Movimento 5 Stelle a scegliere. Se il Movimento rinnoverà la fiducia in me - aggiunge - allora ci metteremo al lavoro per cambiare tante cose che non vanno. Io personalmente con ancora più impegno e dedizione. La domanda a cui rispondere è: confermi Luigi Di Maio come capo politico del Movimento 5 Stelle? Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 20 di domani 30 maggio".

L'intervista di Gianluigi Paragone e le critiche a Di Maio

Ad agitare le acque nel Movimento è stata anche un'intervista che il senatore M5s Gianluigi Paragone ha rilasciato al Corriere della Sera. Al centro delle polemiche sempre la figura di Luigi Di Maio, giudicato da molti il principale responsabile del fallimento elettorale. Queste le parole di Paragone, che ha sollevato una questione cruciale, quella degli incarichi del vicepremier pentastellato. "Abbiamo perso tutti, anche io. Ma il M5s è passato dal noi all'io. Finché si scriveva con la minuscola, l'io andava anche bene. Ma si è cominciato a scriverlo con la maiuscola. Se vuoi fare Superman, devi dimostrare di esserlo. A 32 anni non puoi fare il capo della prima forza del Paese, il vicepremier, il ministro dello Sviluppo economico e il ministro del Lavoro", ha detto Paragone. 

Alla domanda se Di Maio farà un passo indietro, Paragone dichiara: "Lo farà. Decida lui da cosa. Abbiamo bisogno di una leadership forte: deve andare per sottrazione. Il M5s ha bisogno di un interlocutore che lo ascolti. E non può tenere due ministeri". Il senatore pentastellato aggiunge che serve una segreteria politica per il Movimento 5 stelle: "Non mi piace la definizione. Ma sì, si deve passare a una collegialità. Un gruppo ristretto, 4 o 5 persone che rappresentino tutte le anime".

Paragone annuncia le dimissioni da senatore

Non solo. Oggi Paragone porta a compimento lo strappo, annunciando di voler consegnare le proprie dimissioni da parlamentare nelle mani di Luigi Di Maio. Nel corso della trasmissione televisiva di RaiTre Agorà, infatti, stamattina l’ex direttore de La Padania ha spiegato: "Di Maio è ancora il mio leader di riferimento, proprio per questo consegnerò a lui le mie dimissioni da parlamentare e deciderà lui cosa fare. Dimissioni dal Parlamento perché per me non c'è alternativa al Movimento 5 stelle. Cambio idea solo se resta un rapporto di fiducia". Paragone ha poi contestato il titolo del Corsera, che aveva scritto "Paragone: Di Maio ha fatto male pure da ministro". E ha spiegato la sua volontà di rassegnare le dimissioni da senatore.


Ma ormai è chiaro: il momento della verità sarà domani, con il voto online. 

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