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Martedì, 18 Gennaio 2022
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Berlusconi al contrattacco: pronto il ricorso alla Corte dei diritti dell'uomo

Sei pareri di giuristi e una lettera del leader del Pdl nella quale si annuncia il ricorso alla Corte di Strasburgo: è la "memoria difensiva" del Cavaliere in vista del pronunciamento sulla sua decadenza da senatore

ROMA - In attesa del pronunciamento sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore - attesa per il 9 settembre - e dopo la condanna definitiva a 4 anni di reclusione per frode fiscale nel processo Mediaset, il Cavaliere passa "al contrattacco" cominciando a formulare la sua linea difensiva.

I SEI PARERI E LA LETTERA DEL CAV. - Una sorta di "memoria difensiva" messa a punto dai suoi legali è stata infatti presentata in queste ore alla Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato. Si tratta dei pareri di alcuni giuristi e costituzionalisti accompagnati da una breve lettera firmata da Berlusconi che preannuncia anche il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo contro la legge Severino.

E SILVIO RICHIAMA I SUOI: SILENZIO STAMPA

Ad esprimersi sulla costituzionalità della legge sono i seguenti esperti: Giovanni Guzzetta, Giorgio Spangher, Antonia Antonella Marandola, Roberto Nania, Gustavo Pansini; e poi Nicolò Zanon, Beniamino Caravita e Giuseppe De Vergottini, che hanno firmato un parere a tre mani.

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E' LA SETTIMANA DECISIVA PER IL GOVERNO

L'ESAME DELLA LEGGE SEVERINO - Tra le richieste contenute nei sei pareri "pro-veritate" vi sono anche l'affidamento alla Consulta del compito di sciogliere i dubbi sulla costituzionalità della legge Severino e la sospensione dei lavori della Giunta del Senato in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale. Berlusconi, in una comunicazione, ha anche preannunciato un ricorso alla Corte di Strasburgo per violazione dell'articolo 7 della Carta dei diritti dell'uomo. A confermarlo è il presidente della Giunta per le immunità del Senato, Dario Stefàno.

COSA SUCCEDE ORA - A questo punto il 9 settembre la giunta del Senato dovrà votare sulla richiesta di rinviare alla Consulta l'interpretazione del testo della legge Severino-Monti, che prevede l'incandidabilità per i condannati ad una serie di reati tra cui proprio la frode fiscale.

ECCO LA STRATEGIA DEL CAVALIERE

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