Mercoledì, 3 Marzo 2021

Conte al Quirinale per le dimissioni

Il presidente del consiglio ha appena lasciato Palazzo Chigi per salire al Colle dove incontrerà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e rassegnerà le dimissioni. Cosa succede adesso

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha appena lasciato Palazzo Chigi per salire al Quirinale dove incontrerà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e rassegnerà le dimissioni.  Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, si è chiuso con un momento "molto affettuoso" e gli applausi dei ministri al presidente del Consiglio. Secondo alcune indiscrezioni Conte starebbe preparando un videomessaggio da pubblicare sulla sua pagina facebook prima di andare al Colle. Ma la storia è stata smentita. Conte è arrivato al Quirinale alle 12,04. Secondo l'agenzia di stampa Ansa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo essersi dimesso al Quirinale, è giunto a Palazzo Giustiniani per incontrare la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Le consultazioni del presidente della Repubblica cominceranno domani pomeriggio. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo le dimissioni presentate da Giuseppe Conte "si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti". Lo si legge in una nota del Quirinale. 

Conte al Quirinale per le dimissioni

 "Ringrazio l'intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme", ha detto Conte nell'ultimo CdM. Secondo l'AdnKronos Conte arriverà a mezzogiorno al Colle per il colloquio con Mattarella.  I capi delegazione del M5s Alfonso Bonafede, del Pd Dario Franceschini e di Leu Roberto Speranza, a quanto si apprende, avrebbero ribadito in Consiglio dei ministri il loro sostegno al premier.  La crisi al buio, dopo oltre un mese di tensioni fortissime, è aperta e ora toccherà a Mattarella sbrogliare una matassa che appare intricatissima. Il calendario delle consultazioni delle forze politiche non è ancora noto ma il Capo dello Stato dovrebbe cominciare ad ascoltare le forze politiche a partire da domani pomeriggio dopo la cerimonia per il Giorno della Memoria in mattinata. Dopo aver cercato, restando in sella, di allargare la maggioranza ai volenterosi dopo lo strappo di Iv, Conte ora spera di ottenere il reincarico e di creare un governo di salvezza nazionale. Ma le incognite e i sospetti incrociati sono molti e toccherà a Mattarella capire le reali intenzioni dei partiti.

Perché Conte si dimette e cosa succede adesso

Ma perché Conte si dimette e cosa succede adesso? La decisione del premier è arrivata dopo che si è reso conto dell'impossibilità di varare in tempi brevi, brevissimi, la scialuppa di salvataggio del suo governo. E prima del voto in Senato sulla relazione di Bonafede, che avrebbe certificato l'assenza di una maggioranza per il governo e lo avrebbe costretto comunque al grande passo. Dario Franceschini ha ribadito a nome del Pd l'appoggio al premier: "Abbiamo affrontato la pandemia e una delle fasi più difficili della storia repubblicana "al meglio delle nostre capacità e crediamo con molti risultati positivi, grazie alla guida del presidente Conte e al sostegno delle nostre forze politiche", ha detto il ministro della Cultura durante il Cdm. "Questo cammino ci consente oggi di pensare a questa maggioranza anche in prospettiva, come una area di forze riformiste alleate non solo temporaneamente. Per questo è fondamentale salvare questa prospettiva anche nel percorso della crisi che abbiamo davanti". 

Ora Conte ha paura

Anche se il premier salirà al Quirinale alle 12 non è prevista nessuna conferenza stampa del presidente del Consiglio, secondo alcune fonti di Palazzo Chigi, interpellate al riguardo dall'agenzia di stampa Agi. Non è però escluso, viene spiegato, che comunque ci sia in giornata una comunicazione del premier. La prassi e i precedenti prevedono che dopo le dimissioni del presidente del Consiglio il Capo dello Stato indica le consultazioni dei gruppi, che potranno essere accompagnati dai leader di partito o di coalizione. Saranno sicuramente 'consultazioni lampo', perché più volte il Presidente ha richiamato tutti a diradare rapidamente le incertezze, ma il sondaggio dei gruppi di Camera e Senato viene considerato da Mattarella necessario anche per rispetto del Parlamento.

Il vincitore Matteo Renzi e il nuovo governo con Maria Elena Boschi 

Dimissioni Conte: il comunicato del Consiglio dei Ministri:

Ecco il testo del comunicato del consiglio dei ministri:

Il Consiglio dei ministri si è riunito martedì 26 gennaio 2021, alle ore 9.25 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro. In apertura della riunione, il Presidente Conte ha informato i Ministri dell'intenzione di recarsi dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per rassegnare le dimissioni del Governo.

ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COMITATO OLIMPICO NAZIONALE ITALIANO Misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento del Comitato olimpico nazionale italiano (decreto-legge) Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente, Giuseppe Conte, e del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, ha approvato un decreto-legge recante misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI). Al fine di assicurare la piena operatività del Comitato olimpico nazionale italiano e la sua autonomia e indipendenza quale componente del Comitato olimpico internazionale (CIO), il testo attribuisce al CONI una propria dotazione organica di personale, anche dirigenziale. È previsto che il personale di Sport e Salute S.p.a. già dipendente del CONI alla data del 2 giugno 2002 che, alla data di entrata in vigore del decreto, presta servizio presso lo stesso ente in regime di avvalimento, sia trasferito nel ruolo del personale del CONI con qualifica corrispondente a quella attuale, fatta salva l'opzione per restare alle dipendenze di Sport e Salute. Il completamento della pianta organica del CONI avviene mediante concorsi pubblici per titoli ed esami, con riserva del 50 per cento dei posti messi a concorso al personale dipendente a tempo indeterminato della società Sport e Salute in avvalimento presso il CONI che non rientra nel previsto trasferimento. Ai fini del perseguimento delle finalità istituzionali del CONI, il testo prevede il trasferimento a quest'ultimo di impianti sportivi e fabbricati specificamente individuati. Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 10.05. 

Dimissioni Conte: gli ultimi aggiornamenti

In questo spazio costantemente aggiornato ospitiamo gli ultimi aggiornamenti sulla crisi al buio aperta dalle dimissioni di Giuseppe Conte:

17,44: Piazza Affari chiude la seduta in positivo, nella giornata dominata dalla crisi di governo e dalle dimissioni del premier Giuseppe Conte. Il Ftse Mib termina le contrattazioni registrando un incremento dell'1,18% a 21.991 punti.

17,27: ''Ci attendiamo una maggioranza coesa ed un programma definito su tre punti: Recovery, vaccinazione, economia. Giuseppe Conte è stato complessivamente un buon presidente del Consiglio, secondo noi può continuare, ma la crisi ora è nelle buone mani del capo dello Stato. È chiaro che da domani nessuno potrà mettere veti''. Lo ha affermato il capogruppo Pd a palazzo Madama Andrea Marcucci ai microfoni Rai. 

17,11: Sembra prendere forma al Senato il nuovo gruppo 'contiano'. Che dovrebbe nascere attorno al 'Maie', che fa capo a Ricardo Merlo e Raffaele Fantetti a palazzo Madama, ma anche (ed ecco la novità) al 'Centro democratico' di Bruno Tabacci, componente già esistente al Misto della Camera. E' stato il senatore Gregorio De Falco, ex pentastellato ora al Misto, a chiedere alla presidenza del Senato di dar vita a una nuova componente del Misto del gruppo, per chiamarla 'Centro democratico', appunto, la stessa che fa riferimento alla formazione 'tabacciana' di centro a Montecitorio. Domani mattina, a mezzogiorno, si riunirà la Giunta per il regolamento del Senato con all'ordine del giorno la richiesta di De Falco: se dovesse essere accolta, Tabacci potrebbe 'prestare' il suo simbolo 'Cd' ai 'costruttori' di palazzo Madama. In un primo momento sembrava che per formalizzare il nuovo gruppo di Conte venisse usato il simbolo del 'Maie', la lista degli eletti all'estero. Di sicuro, con questa mossa di De Falco, si apre una nuova possibilità per i 'responsabili' del Senato, non solo tecnica, ma di prospettiva politica. Il gruppo dei 'contiani', che comprende il Maie e Centro Democratico, ancora non ha un nome, ma c'è chi vorrebbe un riferimento all'Europa.

16,42: "Il Paese sta attraversando una fase estremamente delicata sul piano sanitario, con la gestione della pandemia e la fornitura dei vaccini, e su quello economico, con l'approvazione dei ristori e il lavoro sul Recovery. In un momento così complesso la crisi di Governo colpisce anzitutto i cittadini, la cui unica priorità è superare l'emergenza e ripartire. È il momento di costruire, di dare risposte concrete agli italiani e far prevalere il senso di unità nell'interesse della Nazione. Il M5S è al fianco del Presidente Conte, rappresenta il federatore di questa maggioranza che attorno alla sua figura può rafforzarsi per dare al Paese una prospettiva stabile, di rilancio e crescita. Noi continueremo ad assicurare il massimo impegno per mettere al centro gli interessi dei cittadini". Lo scrive su Facebook il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. 

16,39: "Noi non poniamo veti e non accettiamo veti, non siamo con il cappello in mano. Ora occorre ripartire da dove si è interrotta questa esperienza. Noi avevamo chiesto un cambio di programma ma ci si è intestarditi, innanzitutto da parte del presidente Conte, su un cambio di maggioranza. Il punto non è chi deve dirigere questa fase ma su come si deve impegnare le risorse del Paese". Lo dice Teresa Bellanova di Iv a Radio Uno.

16,14: La crisi di governo che si è aperta oggi con le dimissioni di Giuseppe Conte "potrebbe ostacolare il tentativo di definire e attuare una credibile strategia di crescita post-pandemia". Lo afferma l'agenzia Fitch in un comento alle situazione politica italiana segnalando come "la mancata attuazione di una tale strategia, compreso l'uso efficiente" del Recovery Fund "ridurrebbe la probabilità di una stabilizzazione prima e poi di una riduzione del rapporto debito/PIL". "Le conseguenze politiche della crisi non sono chiare" osserva Fitch che ritiene elezioni anticipate "improbabili dal momento che i sondaggi indicano una vittoria dei partiti di opposizione di centro-destra" senza contare che "andare alle urne potrebbe essere difficile nel momento in cui si affronta la crisi sanitaria del Covid-19".

15,30: Il centrodestra dirà "no al Conte ter, ma si rimetterà alle decisioni del Capo dello Stato". Così Paolo Romani, senatore di Cambiamo, uscendo dal vertice del centrodestra.  

14,25: "Possiamo tutti andare a testa alta per come abbiamo servito il Paese e per come abbiamo governato la pandemia". Lo avrebbe detto il premier Giuseppe Conte durante il Cdm riunito questa mattina. Il presidente del Consiglio ha anche rivendicato il risultato incassato dall'Italia sul Recovery plan, sottolineando che, "se è vero che delle cose potevano essere fatte meglio, abbiamo sempre agito in coscienza e buonafede". 

13,57: Ore concitate per la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare autonomo al Senato a sostegno di Conte. Per tutta la notte le trattative sono andate avanti, allo stato, apprende l'Adnkronos, si sarebbe arrivati a quota 13-14 senatori, pronti a dare una mano alla nascita del Conte ter. Altri senatori, riferiscono autorevoli fonti di governo, "stanno valutando. I contatti ci sono, lavori in corso". Per 'raccogliere' i cosiddetti volenterosi, dovrebbe essere usato il simbolo del Maie, la lista degli eletti all'estero. L'obiettivo è formalizzare il gruppo prima delle consultazioni. I 'papabili' componenti della nuova formazione centrista si sono riuniti stamani in un 'luogo neutro', non a palazzo Madama, e torneranno a vedersi nel pomeriggio per provare ufficializzare la nascita del 'contenitore politico'. Ancora si starebbe discutendo per il nome, c'è chi vorrebbe inserire un riferimento all'Europa. E non sarebbe stato indicato nemmeno il capogruppo. Si parla di 'tre sorprese', ovvero di tre nomi considerati 'insospettabili', riferiscono fonti parlamentari della maggioranza, non ancora usciti sulla stampa e sui quali viene mantenuto il riserbo per non bruciarli. 

10,54: "Conte si dimette per restare" titola oggi il quotidiano francese del pomeriggio, Le Monde, un articolo a pagina 4 dedicato alla crisi di governo in Italia. "Piuttosto che rischiare una caduta che gli sarebbe stata fatale - scrive il quotidiano - Giuseppe Conte ha scelto di rifiutare l'ostacolo, e scommettere sulla creazione di un governo 'Conte 3', presentato come un'opera di 'salute nazionale'. Per "sopravvivere" nella sua carica, Conte "deve offrire di più agli esitanti - scrive ancora il quotidiano francese - ed è per questo che spera di essere chiamato a formare un terzo governo, che spera di 'grande coalizione', con il massimo di rinforzi possibili venuti dalla destra moderata, in particolare dal partito di Silvio Berlusconi, Forza Italia. Il suo calcolo è che nessuno, nei ranghi dell'attuale maggioranza, vorrà correre il rischio di elezioni anticipate che, con l'attuale sistema elettorale, rischierebbero di offrire una comoda maggioranza alla destra sovranista. Ma Giuseppe Conte deve fare in fretta, altrimenti i suoi alleati potrebbero accorgersi che un governo del genere potrebbe completamente fare a meno di lui". 

10,24: "Sono fermamente convinto che attorno al Premier Conte, che oggi incontrerà il Presidente della Repubblica Mattarella per dar seguito alle decisioni annunciate in Consiglio dei ministri, si possa in tempi brevi e in modi chiari allargare la maggioranza per un governo repubblicano e europeista. Non dobbiamo perdere neppure un minuto perché tante sono le cose da fare, a partire dal decreto sui ristori alle categorie colpite dalla crisi. E non deve ricominciare uno stucchevole dibattito politicista e astratto, mettendo in campo ipotesi diverse di premiership o di alleanze che disperderebbero il patrimonio accumulato tutti assieme in questi mesi e che porterebbero l'Italia a nuovi momenti di confusione e incertezza". Così Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd, commenta con un post su Facebook l'annuncio del premier Conte al Consiglio dei ministri di rassegnare le proprie dimissioni.

10,56: "Credo che il Pd abbia dimostrato di essere un partito di grandissima respnsabilità, il Pd è unito e c'è bisgno di essere un punto fermo in un percorso strettissimo e complicato. Abbiamo bisogno di rilanciare l'azione di governo e lo abbiamo detto anche prima di questa crisi che è incomprensibile. Il punto imprescindibile è Conte e bisogna allargare e rilanciare l'azione di governo". Così la vicepresidente del Pd Deborah Serracchiani allo speciale Tg1.

10,48: ''Ora che le dimissioni di Conte sono effettive, chiediamo che ci sia uno scatto di responsabilità della politica. Il governo di salute pubblica che serve al Paese è sostenuto da tutte le forze politiche e caratterizzato da figure di comprovata professionalità e autorevolezza. In questo senso, non può che venire in mente il nome di Mario Draghi''. Lo affermano i deputati di Cambiamo! Stefano Benigni, Manuela Gagliardi, Claudio Pedrazzini, Giorgio Silli e Alessandro Sorte. ''La scelta spetta, ovviamente, al Presidente Mattarella. E prima ancora dei nomi contano i punti programmatici e la capacità di unire un consenso che vada oltre gli schieramenti tradizionali in nome dell'interesse preminente del Paese. Ma una iniezione di capacità nell'esecutivo sarebbe sicuramente la benvenuta'', concludono 

10,02:  La Chiesa "non è di questa o di quell'altra parte. Quello che ci sta a cuore è il bene di ogni persona e di ognuno insieme agli altri, quello di cui c'importa è la vita delle persone, quello che sosteniamo è il nostro Paese". Così il presidente Cei card.Gualtiero Bassetti. "Guardiamo con attenzione e preoccupazione alla verifica politica in corso in uno scenario già reso precario dalla situazione che stiamo vivendo. Auspichiamo che la classe politica collabori al servizio dei cittadini, uomini e donne, che ogni giorno in tutta Italia lavorano in operoso silenzio e che si giunga a una soluzione che tenga conto delle tante criticità".

9,45: "L'accanimento per andare in Parlamento sulla relazione Bonafede era una sciocchezza. Se oggi Conte va al Quirinale con la possibilità di avere il reincarico è perché non è stato battuto in Parlamento". Lo ha detto a Skytg24 il senatore Pier Ferdinando Casini, che ha anche detto di sperare che, al contrario delle smentite di ieri, proprio il Pd abbia consigliato al premier il passo delle dimissioni.

9.41 -  Conte dimissionario al Quirinale per formare un nuovo Governo? "E' un'ipotesi in campo e l'unica credibile perché Conta possa avere un nuovo Governo a sua guida - dice  a "Mattino Cinque" il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga -. Devo dire che è uno spettacolo tristissimo per il paese. Se la logica è 'cambiamo un governo tenendo per la terza volta lo stesso presidente del Consiglio ma con la possibilità di spartirsi di più gli incarichi' penso che sia un problema per il Paese, indipendentemente dal colore politico del Governo".

9.37 - "Entrerei in maggioranza solo per fare cose efficaci per il contrasto alla pandemia" spiega a 'Radio Cusano Campus' il senatore del Misto Gregorio De Falco. "Ci vuole il coraggio di affrontare la situazione con realismo, anche facendo un altro lockdown nazionale. Per quanto mi è stato possibile ho fatto approvare una risoluzione sul contrasto al Covid, questa risoluzione prevede il tampone rapido diffuso. Noi dovremmo fare un tampone ogni 4 giorni, in questo modo riusciremmo a rallentare il contagio e si potrebbero riaprire le scuole, i ristoranti, ecc… Per fare questo serve una centrale operativa esterna al governo, non si può affidare queste cose ad Arcuri che fa un altro lavoro. Queste cose da andrebbero gestite da persone come Crisanti e Galli. Questo è quello che io pretendo dal governo, altrimenti non appoggio nessuno".

9,31 -  Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è a Palazzo Chigi. A breve avrà inizio il Consiglio dei ministri nel quale il premier comunicherà le sue dimissioni, per poi recarsi al Colle da Sergio Mattarella.

9.11 - Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli (Pd), in un'intervista a Radio Capital fa il punto della situazione: ''Credo che ora si apra una fase nella quale se ci sono le condizioni per rispondere positivamente all'appello che il Partito democratico e lo stesso presidente del Consiglio Conte ha fatto agli europeisti, ai liberali, ai socialisti in Parlamento per allargare la maggioranza, rafforzarla e affrontare i problemi veri del Paese e non quelli diciamo così immaginati in un dibattito che si è ammalato di chiacchiericcio, se ci sono queste condizioni mai come ora è bene che emergano''. 'Il Partito democratico si è fatto carico di grandi responsabilità dal primo giorno di governo, lo ha fatto nel periodo della pandemia e quando Renzi ha deciso di aprire la crisi, il Pd ha continuato a portare sulle proprie spalle la grande responsabilità di questo tempo. Credo che chi ha aperto la crisi debba dare notizie delle ragioni dell'apertura della crisi e debba informare e dare eventuali proposte e garanzie al Presidente della Repubblica che aprirà le consultazioni''. Non troppo velato il riferimento a Matteo Renzi.

9,05 - "Nessuno di noi è convinto che rimettere insieme questa maggioranza possa essere la soluzione per questo Paese. Non ci interessa rafforzare una maggioranza di sinistra. Se invece si parla di governo di scopo è diverso" ha detto ad 'Agorà' il governatore della Liguria Giovanni Toti. "Io con i parlamentari di Cambiamo! mi sento costantemente e nessuno di noi è convinto che rimettere insieme questa maggioranza con un 'aiutino da casa', come si fa nei telequiz, possa essere la soluzione perché se è vero che aprire una crisi in questo momento non è stata francamente una genialata opportuna è anche vero che i motivi per aprirla c'erano tutti e bastava leggere i giornali, tra ore di cassa integrazione non pagate e i conti dell'Inps".  "Se il dibattito è come rafforzare una maggioranza di centro-sinistra che appoggia il premier Conte è assolutamente è legittimo ma non ci interessa nel senso che staremo a guardare, daremo una mano come potremo. Non abbiamo mai fatto l'opposizione con la scimitarra tra i denti e non lo faremo col Conte ter o quater. Se invece - prosegue - viceversa usciamo dagli schemi della politica così com'è oggi ed entriamo nella dinamica dell'unità nazionale della salvezza pubblica, del governo di scopo, diventa qualcosa di possibile".

8,42 - "Le soluzioni le vedremo nel corso di questa crisi. Ora inizieranno le consultazioni e l'esito si vedrà alla fine. Io penso che Conte sia il punto di sintesi dentro la maggioranza: e credo che questo sia l'unico schema in grado di opporsi alla destra" ha detto Nicola Fratoianni (Leu) nel corso della trasmissione di Rai Tre 'Agorà'. Parole molto simili a quelle pronunciate ieri sera dal ministro della Salute Roberto Speranza, capodelegazione di Leu al Governo  "Giuseppe Conte è la persona giusta per guidare il Paese in una fase così difficile. Sono al suo fianco." 

8,30 - "Esecutivo di unità o voto. Forza Italia è nel centrodestra": così Silvio Berlusconi in una intervista al "Giornale". Secondo il leader di Forza Italia, c'è bisogno di "un governo che unisca davvero il Paese. Credo che gli italiani non vogliano oggi una guerra fra i partiti, ma vogliano che le forze migliori del Paese si mettano insieme per fare le cose indispensabili per uscire dall`emergenza. Parlo non solo della politica, ma dell`impresa, del lavoro, della cultura, della scienza". "Non un governo tecnico - prosegue Berlusconi -, ma un governo rappresentativo dell`Italia, delle energie migliori del nostro Paese, con un programma chiaro e serio di poche cose da fare e da condividere con l`Europa. Se invece unità nazionale significasse soltanto sommare i voti dell`opposizione a quelli della maggioranza, generando una nuova paralisi, allora non servirebbe a nulla, meglio il voto". 

8,11:  ''Un nuovo patto politico di legislatura'', anche con Italia Viva. Questa la proposta di Lorenzo Guerini: un Conte ter sostenuto da tutte le forze della vecchia maggioranza e allargato anche ai costruttori centristi. ''Adesso intorno a Conte, figura imprescindibile di equilibrio tra le forze che fin qui hanno sostenuto il governo - dice il ministro della Difesa in un'intervista a Repubblica - si metta in moto la costruzione di una maggioranza politica e parlamentare che comprenda tutte le forze che si richiamano a un chiaro orizzonte europeista''. Fermo restando che ''Italia Viva ha la responsabilità di aver causato una crisi inspiegabile di cui sfuggono ai più le ragioni politiche''. "Quanto al Pd - aggiunge Guerini - ha dimostrato e continua a dimostrare responsabilità in questa situazione. Nessuno ha voluto sostituire Italia Viva che si è chiamata fuori, inspiegabilmente, da sola. Quanto alla relazione sulla giustizia, il Pd ha alacremente lavorato ad una posizione che si aprisse anche ad istanze che si erano manifestate in questi giorni. Non è andata così. Ora siamo in un altro scenario, di una crisi dai contorni incerti che può essere risolta solo con un appello, intorno alla figura di Conte, rivolto a tutte le forze che si riconoscono nell'orizzonte e nella vocazione europeista. Per affrontare la realtà di un Paese che soffre le conseguenze sociali ed economiche della pandemia. Di una sfida col virus ancora da vincere. Di una campagna di vaccinazioni mai vista nella storia. Di un quadro di risorse europee imponente che devono essere spese bene". 

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