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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Politica Italia

Essere italiani, il diritto negato: il "ddl cittadinanza" naufraga in Senato

'Spinto' dal Pd e Sel e osteggiato dal centrodestra, il disegno di legge che estende la cittadinanza attende da un anno in Senato, affondato da 8mila emendamenti. In palio ci sono i diritti di quasi un milione di persone ad oggi senza diritto di voto

Era il 27 ottobre 2015 quanto, dopo essere stato approvata dalla Camera dei Deputati, il Senato ha cominciato a discutere di 'ius soli' e 'ius culturae' ovvero il principio di estendere i principi per ottonere la cittadinanza italiana ai figli dei migranti. Ma il disegno di legge è costretto ad un continuo stop and go che vede la legge ancora all'ordine del giorno della prima commissione di Palazzo Madama, affondato da oltre 8mila emendamenti, quasi tutti presentati dalla Lega Nord.

Le associazioni che si battono per la nuova legge, hanno chiesto e ottenuto di incontrare la presidente della commissione stessa, la senatrice Pd Anna Finocchiaro e la relatrice del provvedimento, la senatrice Pd Doris Lo Moro. La richiesta avanzata è "Calendarizzare subito il provvedimento in Aula, anche prima del Referendum costituzionale del 4 dicembre". 

"Sono in gioco i diritti umani di migliaia di giovani, ragazzi nati o cresciuti in Italia, quasi un milione di persone che non godono dei diritti fondamentali, uno fra tutti il diritto di voto in quanto non sono, sotto il profilo legale, italiani." 

'Spinto' dal Pd e Sel e osteggiato dal centrodestra, il disegno di legge prevede che acquisti la cittadinanza italiana per nascita chi è nato sul territorio della Repubblica da genitori stranieri, dei quali almeno uno in possesso di permesso di soggiorno permanente o di lungo periodo. Il primo viene rilasciato a chi, cittadino Ue, è continuativamente e legalmente in Italia da almeno 5 anni, il secondo allo straniero extraeuropeo che ha un permesso di soggiorno da almeno 5 anni, un reddito non inferiore all'assegno sociale, un'abitazione adeguata e superi il test di conoscenza della lingua italiana. Si tratta di un permesso che non può esser rilasciato a soggetti pericolosi nè ai rifugiati. 

Il ddl introduce anche la possibilita' di acquisire la cittadinanza italiana per il minore straniero che, nato in Italia o arrivato prima della maggiore eta' e residente legalmente in Italia da almeno 6 anni, abbia svolto un percorso formativo di almeno 5 anni, presso gli istituti del sistema nazionale di istruzione o abbia seguito un percorso di formazione professionale triennale o quadriennale, idoneo al conseguimento di una qualifica professionale. La richiesta di cittadinanza, in questo caso, e' concessa con decreto del presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del ministro dell'Interno. 

Il provvedimento stabilisce che i figli minori di chi ha acquistato la cittadinanza italiana la acquistino a loro volta. Prevede che tutti gli istituti scolastici debbano promuovere iniziative di educazione alla conoscenza e alla consapevolezza dei diritti e dei doveri legati alla cittadinanza ed istituisce una giornata dedicata all'ufficializzazione dei nuovi cittadini.

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