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Sabato, 27 Novembre 2021
Politica

Poca politica e toni pacati: le anticipazioni del discorso di fine anno del presidente Mattarella

Il Capo dello Stato proverà a spronare un Paese deluso. Al centro del suo dicorso corruzione, occupazione giovanile, banche e terrorismo

Un messaggio all'Italia in difficoltà, preoccupata, delusa, stanca e divisa è quello che domani sera il capo dello Stato Sergio Mattarella invierà agli italiani, come consuetudine per ogni fine d'anno. Un intervento, nello stile del presidente della Repubblica, attento ai toni e alle parole, probabilmente quasi a voler segnare un confine con l'esaltazione rottamatrice dell'ex premier Matteo Renzi. E forse anche quasi a voler sottolineare una comprensibile (per gli italiani) diversità con l'interventismo dialettico espresso - certo negli ambiti della Costituzione e delle proprie prerogative - dal suo predecessore Giorgio Napolitano.

Un sentimento, quello diffuso dal capo dello Stato, al quale è sembrato naturalmente adeguarsi il premier Paolo Gentiloni, che ha svolto ieri la conferenza stampa di fine anno con parole e atteggiamenti decisamente diversi da quelli utilizzati da Matteo Renzi. Un tentativo, quello operato ieri da Gentiloni, di riportare l'attenzione degli italiani ai problemi di tutti i giorni, dall'occupazione alla crisi bancaria, dalle sempre più frequenti calamità naturali all'incombente minaccia terroristica. Senza indulgere troppo sulla dialettica politica, diventata ormai frusta e incomprensibile per la maggior parte dei cittadini.

Mattarella ha seguito questo approccio sin dal suo insediamento: attenzione e sollecitazione verso una comunità nazionale in difficoltà, per certi versi smarrita dopo una crisi economica devastante e senza riferimenti per il crollo dei partiti, diventati sempre più simbolo di divisione, di egosimo e non di appartenenza alla società. E' sicuramente questo il motivo per cui Mattarella, nel messaggio di domani, non si soffermerà più di tanto sugli scontri tra le forze politiche, su quei motivi - vedi legge elettorale e elezioni - che ormai quotidianamente caratterizzano i rapporti violenti tra gli schieramenti. Cosa che invece ha fatto in occasione dello scambio di auguri con le alte cariche, il 20 dicembre scorso, dove - in piena nascita del governo Gentiloni - ha parlato della necessità di una nuova e omogenea legge elettorale che raccogliesse il più ampio consenso possibile e del bisogno di un governo nella pienezza delle sue funzioni. Lasciando intendere, inoltre, di non essere assolutamente contrario a nuove elezioni ma chiedendo che si considerassero gli importanti impegni internazionali che attendono l'Italia da qui a fine maggio.

Ecco allora: messaggio politico forte e per certi versi vincolante per i destinatari (i partiti) dieci giorni fa e domani messaggio sociale altrettanto forte, destinato ai cittadini italiani, che il capo dello Stato intende spronare. Chiedendo però alla politica, ancora una volta, di essere coesa e di farsi carico delle questioni vere che interessano la vita dei nostri concittadini.

Nell'intervento domani Mattarella - che parlerà non dal suo studio ma da una sala del Torrino - toccherà il tema del lavoro, con un particolare accento alla disoccupazione giovanile. Non mancherà un passaggio sulle banche, un sistema - quello relativo soprattutto al risparmio dei piccoli correntisti - che ha bisogno di essere messo in sicurezza. Ci sarà poi, tra i temi 'politici', un riferimento alla corruzione, questione (diventata purtroppo una piaga nazionale)verso la quale il capo dello Stato non fa mai alcuno sconto.

Mattarella si soffermerà inoltre su un altro tema di drammatica attualità, quel terrorismo che sembra essere sempre più vicino alle nostre città, a noi abitanti. Un argomento che richiamerà una questione da sempre con forza affrontata dal presidente della Repubblica: l'immigrazione e la indifferibile collaborazione fra gli Stati di tutta l'Unione europea per affrontare e risolvere questo fenomeno "epocale".

Mattarella coglierà l'occasione del messaggio per ribadire anche il suo impegno, da capo dello Stato e personale (e quello di tutte le istituzioni del Paese) nei confronti degli abitanti delle zone dell'Italia centrale colpite, negli ultimi mesi, da terremoti drammatici.

Sarà insomma, è facile prevederlo, un discorso - con durata al di sotto dei venti minuti - dai classici toni 'mattarelliani', senza alzare la voce, quasi monocorde direbbero alcuni suoi detrattori ma sicuramente incisivo, senza deviazioni linguistiche e battute in modo da dare agli italiani un punto di appoggio (la più alta istituzione è con voi, lascia intendere) per lasciarsi alle spalle il 2016 e ripartire con forza nel 2017. E richiamando i partiti, ancora una volta, ad essere coesi nell'interesse nazionale, senza scontri che travalichino la normale dialettica politica.

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