Martedì, 13 Aprile 2021

Perché l'addio di Arcuri è una vittoria di Renzi e Salvini

Un colloquio del Capitano con Draghi alla base della sostituzione del commissario con il generale Figliuolo. Italia Viva lo aveva messo in lista nera insieme a Conte, Casalino e Tridico. Le intercettazioni della procura di Roma hanno fornito l'ultimo tassello

L'avvisaglia che qualcosa sta per succedere arriva alle 14, quando Domenico Arcuri si presenta a Palazzo Chigi per un colloquio a sorpresa con Mario Draghi. Quando esce mezz'ora dopo in auto dal retro della presidenza del Consiglio, intercettato dalle telecamere, il commissario all'emergenza coronavirus del governo Conte non dice una parola ma che sia accaduto qualcosa è chiaro a tutti. E infatti passa un'altra mezz'ora e arriva il comunicato ufficiale: il presidente del Consiglio ha nominato il Generale di Corpo d'Armata Francesco Paolo Figliuolo nuovo Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19. 

Perché Draghi licenzia Arcuri e lo sostituisce con Figliuolo

La nota della presidenza del consiglio dei ministri è accompagnata da un po' di miele nei confronti del defenestrato: "A Domenico Arcuri i ringraziamenti del Governo per l'impegno e lo spirito di dedizione con cui ha svolto il compito a lui affidato in un momento di particolare emergenza per il Paese". La sua risposta è istituzionale: "Sono onorato di aver potuto servire il mio Paese in una stagione così drammatica. È stato un anno straordinario e sono riconoscente a chi mi ha dato la possibilità di occuparmi della più grande emergenza che la storia recente ricordi". Ma che Arcuri fosse un dead man walking per il governo Draghi era chiaro a tutti già da qualche giorno. Ovvero da quando in un incontro con Draghi Matteo Salvini aveva chiesto per l'ennesima volta la sua testa per dare un segno di discontinuità rispetto al governo precedente. Mentre Fratelli d'Italia e Lega continuavano a consegnare esposti alla magistratura sul suo operato. E Italia Viva di Matteo Renzi esulta visto che aveva il commissario nel mirino dall'epoca di Conte premier. 

Un passo indietro. Dopo la formazione del nuovo governo l'attenzione di tutti si è concentrata sul commissario. Che in questo anno di emergenza ha accumulato molti incarichi e altrettanti detrattori, tra cui uno di primo piano: Matteo Renzi. Per chiudere l'accordo per il Conte-Ter il leader di Italia Viva aveva chiesto la sua testa, oltre a quella di Casalino, Tridico e Parisi. A sorpresa, però, Draghi all'inizio non sembra orientato a cacciarlo. Anzi: mentre faceva i suoi primi passi sul piano di vaccinazione, aveva fatto sapere che Arcuri sarebbe stato giudicato "dai risultati". Cosa ha provocato l'improvvisa accelerazione nei piani di Draghi? C'è chi parla dell'inchiesta della Procura di Roma sugli affidamenti, per un valore complessivo di 1,25 miliardi di euro, effettuati a favore di tre consorzi cinesi per l'acquisto di oltre 800 milioni di mascherine. Il manager è iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto ma i magistrati di piazzale Clodio ne hanno già sollecitato l'archiviazione al gip. Nelle carte dell'indagine gli inquirenti però citano 1.280 contatti tra Arcuri e Mario Benotti, giornalista e figura cardine dell'inchiesta.

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La procura ritiene che Benotti, "sfruttando le sue relazioni personali con Arcuri", si sia fatto "promettere e dare, indebitamente, dall'imprenditore Andrea Vincenzo Tommasi (che a sua volta agiva in concorso con Daniele Guidi, Jorge Edisson San Andres Solis) la somma di quasi 12 milioni di euro, a titolo di remunerazione indebita (perché svolta al di fuori di un ruolo istituzionale-professionale) della sua mediazione illecita, siccome occulta e fondata sulle relazioni personali" con l'ormai ex Commissario "in ordine alle commesse di fornitura di dispositivi di protezione individuali ordinate dallo stesso Arcuri a tre società cinesi, individuate da Tommasi in partenariato con Guidi e Solis, i quali ricevevano provvigioni rispettivamente di 60 milioni e di 5,8 milioni di euro". 

Secondo chi indaga, Benotti, "non pago di quanto sino ad allora ottenuto" con la fornitura di mascherine, "aveva intenzione di continuare a proporre ulteriori affari ad Arcuri, il quale pero' dal 7 maggio scorso aveva interrotto ogni rapporto. Per l'ex giornalista Rai, l'allora Commissario lo avrebbe messo sull'avviso di qualcosa che di li' a poco sarebbe arrivato (forse un'indagine giudiziaria). Di diverso avviso lo stesso Arcuri per il quale "le indagini sulle mascherine hanno avuto inizio con la segnalazione di Banca d'Italia del 31 luglio 2020 e hanno ricevuto impulso con l'informativa della Guardia di Finanza depositata in procura il 2 settembre 2020". Per questo motivo "e' destituita di ogni fondamento l'affermazione circa l'esistenza di indagini conosciute sin dal 7 maggio 2020". 

Perché la cacciata di Arcuri è un'altra vittoria di Renzi e Salvini

La vicenda dell'inchiesta della procura di Roma però non pare la causa scatenante dell'addio di Arcuri. Il quale in queste settimane è stato difeso dal MoVimento 5 Stelle, dal Partito Democratico e da Liberi e Uguali: in prima linea il ministro della Salute Roberto Speranza, che ieri è stato il primo a salutarlo via facebook dopo l'annuncio della presidenza del consiglio. In realtà Arcuri paga prima di tutto il fatto di essere un uomo di Giuseppe Conte. E in quanto accentratore di poteri (per decisione dell'ex premier) paga anche le responsabilità che ne derivano, come diceva l'Uomo Ragno. In questo anno scarso di emergenza Arcuri è diventato il parafulmine dei tanti, troppi problemi affrontati dagli italiani durante l'epidemia. E per questo è finito nel mirino di Renzi, che utilizzava lui per picconare il governo, e dell'opposizione. Quando la trattativa per il Conte-Ter era ancora in piedi, Arcuri, insieme a Tridico, Parisi e Casalino, era stato indicato tra i personaggi da rimuovere per trovare l'accordo tra Italia Viva e il resto della maggioranza. 

Non a caso ieri, prima della convocazione di Arcuri, Renzi su Facebook esortava a pensare ai vaccini e non ad altre polemiche (con chiaro riferimento al caso Khashoggi-Bin Salman in cui è invischiato): forse il leader di Italia Viva sapeva già che ieri sarebbe stato il giorno dell'addio. Ma ha esultato anche Salvini, che di Arcuri aveva parlato a Draghi nel colloquio tra i due in cui il presidente del Consiglio lo aveva invitato a moderare i termini sull'emergenza. Dopo la battaglia dei sottosegretari e i primi giorni di scombussolamento politico, la Lega incassa un'altra vittoria su un dossier spinoso, che però nel frattempo dovrà renderle digeribile il fatto che il governo fa l'esatto contrario di quello che dice il Carroccio sull'emergenza e non riapre alcunché, anzi restringe ancora di più le limitazioni nei confronti dei cittadini e delle attività commerciali. 

Ma il Capitano cerca di sorvolare su questo indicando le priorità al governo. Anzi: dopo l'allontanamento di Arcuri "il leader leghista ha già altre battaglie in agenda: questa mattina ha allargato l'ennesima frattura nel Pd apprezzando l'intervista di Dario Nardella che stronca il codice degli appalti (condividendo una posizione della Lega)", sottolineano alcune fonti del partito di Matteo Salvini. Le stesse fonti ricordano che oggi stesso il segretario "ha scritto a Luigi Di Maio e Roberto Speranza per sollecitare collaborazione con San Marino a proposito dei vaccini". Terzo tema aperto quello dei migranti: "Salvini ha chiesto un incontro con il Presidente del Consiglio e il ministro dell'Interno per discutere di immigrazione, anche alla luce dell'indagine sulla Mare Jonio". 

Liberisti da divano e mascherine a prezzi pazzi: tutte le gaffe di Domenico Arcuri

Repubblica aggiunge oggi che le sorti di Arcuri, tuttavia, si sono decise sul piano vaccini: "Siamo il primo paese europeo per numero di persone vaccinate", diceva il 5 febbraio il commissario. Ma da quel momento in poi le cose si sono messe male:

A causa anche dei tagli decisi dalle case farmaceutiche, le Regioni hanno cominciato ad andare in ordine sparso, chi adottando il sistema all'inglese di fare la prima dose a tutti, chi ritardando, chi ribaltando le priorità indicate dal governo. Un milione e mezzo di dosi sono state consegnate ma non ancora inoculate. A dimostrazione che il Piano nazionale dei vaccini non era dettagliato a sufficienza e che Arcuri, pur potendo esercitare poteri straordinari anche sulle Regioni recalcitranti, non ha organizzato il livello periferico.                                                             

La nomina di Arcuri risale al 18 marzo 2020, mentre l'Italia era alle prese con la prima ondata dell'emergenza coronavirus. Gli italiani imparano a conoscerlo con le conferenze stampa nella sede della Protezione Civile insieme ad Angelo Borrelli, nel frattempo sostituito da Fabrizio Curcio. E anche per il video sui "liberisti da divano", chiamati in causa all'epoca del prezzo imposto per le mascherine. Il commissario era stato criticato per l'ordinanza che fissava il prezzo massimo di vendita per le mascherine, che avrebbe rischiato di creare penuria e carenza dei dispositivi di protezione individuale perché le aziende non avrebbero avuto convenienza a produrle: "Il prezzo lo fa il mercato, dicono i liberisti da divano sorseggiando centrifughe, lo fa l'incontro tra domanda e offerta - rispose Arcuri - ma il problema è che il mercato non c'è". 

Oggi Arcuri lascia il suo posto - cosa che lui stesso ha annunciato che avrebbe fatto a scadenza del mandato, cioè il 30 aprile - e torna alla sua Invitalia. Solo nel 2020 ha firmato 34 ordinanze, dalla gestione dei dispositivi di protezione individuale all'acquisto di materiale ospedaliero, fino alle nomine dei delegati per l'attuazione dei piani regionali. Il nome di Arcuri resterà poi legato anche a due importanti progetti che hanno avuto qualche problematicità, come l'app Immuni e l'avvio delle Primule per le vaccinazioni. Nel primo caso il software è stato scaricato - ad oggi - da 10 milioni di italiani, permettendo di rintracciare appena 12.645 casi di positività. Nel secondo caso, quello delle strutture che dovrebbero accogliere la fase di vaccinazione di massa invece, il bando di gara è scaduto il 3 febbraio scorso ma non è stato ancora assegnato.

Senza dimenticare l'acquisto dei contestati banchi con le rotelle che, in mesi un cui la Dad era un miraggio, erano stati individuati dal Ministero dell'Istruzione come un modo per rimodulare gli spazi didattici e garantire la distanza tra gli studenti. Poi c'è un altro caso mascherine: in settembre fa comprare per cento milioni di euro mascherine a prezzi irrealistici da un’impresa a controllo cinese incorporata in Olanda, che non ha altri clienti se non la struttura commissariale di Roma. Una lista di aziende fornitrici di macchinari da terapia intensiva viene pubblicata con grande ritardo solo in novembre.  

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