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Venerdì, 12 Aprile 2024
"Basta ostilità"

Draghi: "I crimini di guerra vanno puniti. Putin partecipi ai negoziati"

Intervenuto a Torino per la firma del patto della città, il premier è tornato a parlare del conflitto in Ucraina: "Le atrocità commesse a Bucha, Irpin e altre località scuotono i nostri animi". Dall'Europa in arrivo un nuovo pacchetto di sanzioni

Guerra in Ucraina, negoziati e sanzioni alla Russia. Nel suo intervento a Torino per la firma del patto della città, il premier Mario Draghi è tornato a parlare del conflitto che ormai va avanti da oltre un mese: "Voglio ribadire la più ferma condanna del Governo e mia personale per le stragi di civili documentate in questi giorni in Ucraina. Le atrocità commesse a Bucha, Irpin e in altre località liberate dall'esercito ucraino scuotono nel profondo i nostri animi di europei e di convinti democratici. Indagini indipendenti devono fare piena luce su quanto accaduto. I crimini di guerra devono essere puniti. Il Presidente Putin, le autorità e l'esercito russo dovranno rispondere delle loro azioni".

Draghi a Putin: "Basta stragi, partecipi ai negoziati"

Il presidente del Consiglio ha rivolto anche un appello a Vladimir Putin, ricordando la telefonata avvenuta la scorsa settimana: "Al Presidente Putin dico ancora una volta di porre fine alle ostilità, interrompere le stragi di civili, partecipare con serietà ai negoziati per il raggiungimento della pace. Per la Russia, la guerra non ha senso: vuole dire solo vergogna, isolamento, povertà".

Per quanto riguarda le sanzioni nei confronti del Cremlino, Draghi ha parlato del nuovo "pacchetto" contro Mosca: "L'Italia e l'Unione Europea sostengono il popolo ucraino, in lotta per la pace e per la libertà. La Commissione Europea ha appena annunciato un nuovo pacchetto dì sanzioni nei confronti di Mosca. L'Italia è pienamente allineata al resto dell'Unione Europea e appoggia con convinzione le misure restrittive presentate dalla Presidente von der Leyen". Infine, in merito ai 30 diplomatici russi espulsi, il premier ha sottolineato che è stata "una decisione presa in accordo con altri partner europei e atlantici".

Il sindaco di Torino: "Pace solo con Europa unita e compatta"

In precedenza era intervenuto il sindaco di Torino Stefano Russo: "Solo un'Europa unità e compatta "può fare fronte comune per un ritorno della pace in Ucraina". "La complessità del presente non si affronta con un ritorno ad una dimensione nazionale - ha aggiunto il primo cittadino - I nazionalismi creano false sicurezze di illusorie potenze - ha osservato - proprio com'è avvenuto con la crisi pandemica, in cui solo con un fronte comune e organizzato si è potuto intraprendere la strada verso la gestione e il contenimento dei contagi, solo così, con unità e compattezza in Europa e nel mondo occidentale, si potrà fronte comune per un ritorno della pace in Ucraina" "Il contesto internazionale è segnato da incertezze e inquietudini, con la guerra alle nostre porte che rischia di minare la dimensione valoriale fondativa della nostra stessa Europa e che ha sconvolto le agende politiche delle democrazie occidentali - ha proseguito - da una doppia emergenza, quella climatica e pandemica, ci troviamo ora con un'altra emergenza, legata alla difesa e alla sicurezza nel cuore dell'Europa. Ma in tutte queste emergenze c'è un solo e forte messaggio: serve più Europa. Un'Europa delle opportunità, del lavoro, dei diritti civili e democratici".

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