Martedì, 2 Marzo 2021
L'opinione di Vincenzo Sbrizzi

L'opinione di Vincenzo Sbrizzi

A cura di Vincenzo Sbrizzi

Il capolavoro di Draghi: far diventare Salvini un fan dell'euro

Ricordate il Salvini anti-europeista, fieramente sovranista ed eternamente contro i “burocrati di Bruxelles”? Bei tempi eh? Niente cancellate. Come non detto. Il primo capolavoro di Mario Draghi come nuovo presidente del Consiglio è stato far diventare il leader della Lega improvvisamente un convinto fan dell'Europa e dell'euro. È bastato l'annuncio dell'ex presidente della Bce a Palazzo Chigi per far cambiare idea a Salvini. Un cambio d'identità che sancisce l'inizio della terza vita dell'ex ministro degli Interni. L'abbiamo conosciuto come il secessionista, colui che voleva dividere l'Italia a favore del Nord produttivo contro il Sud parassita.

Poi è arrivato il calcolo elettorale e la nascita della Lega come forza politica nazionale così il nemico sono diventati gli immigrati e i burocrati europei sancendo l'inizio della sua seconda vita. Il Salvini sovranista deciso a difendere i confini italici dagli attacchi dei falchi europeisti amici della Merkel. Poi è arrivato Mario Draghi e tutto è cambiato. In poche ore Salvini si è trasformato in convinto europeista ed è diventato il responsabile numero uno pronto a immolare il consenso elettorale sull'altare dell'unità nazionale.

Ma qual era la reale intenzione di Matteo Salvini? In realtà l'appoggio a Draghi ha ben altre radici rispetto a un subentrato amore per le politiche europeiste. Ha molto più a che fare con il calcolo politico e la necessità di scegliere il campo su cui giocare rispetto ai suoi avversari e alleati politici. La prima a schierarsi è stata Giorgia Meloni che ha subito occupato lo spazio riservato all'opposizione. L'immediata dichiarazione della leader di Fratelli d'Italia contro il nuovo governo di unità nazionale, ha di fatto sbarrato la strada a Salvini. Il leader della Lega ha capito che quello spazio era occupato, peraltro da colei che si propone come nuovo leader del centrodestra, e allora ha scelto un'altra strada. Ha deciso di appoggiare Draghi precedendo addirittura Pd e Cinque stelle. In questo modo ha creato lo scompiglio all'interno del Movimento dove si affrontavano due correnti di pensiero opposte.

È riuscito a dimostrarsi più “responsabile” del Partito democratico che per sua natura avrebbe dovuto appoggiare subito Draghi ma che adesso si trova nell'imbarazzo di dover ingoiare un governo con la Lega con conseguenti mal di pancia della base. E infine ha marginalizzato Renzi che da ago della bilancia per far restare la maggioranza in carica è diventato assolutamente irrilevante con l'appoggio della Lega al nuovo esecutivo. Inoltre c'è la possibilità di rientrare nelle stanze dell'esecutivo, dopo l'azzardo del Papeete, o in prima persona o tramite il suo fidato Giorgetti.

Una situazione “win-win” dal punto di vista dei giochi di palazzo che però dovrà fare i conti con la realtà della sua base che ha idee completamente diverse rispetto all'establishment europeo. Ma al momento a Salvini interessa davvero cosa pensano gli elettori della Lega? Probabilmente no perché ha capito che l'orizzonte di questo governo andrà sicuramente oltre la fine del mandato di Mattarella e a lui interessa incidere sull'elezione del nuovo Presidente della Repubblica dagli scranni del governo, consapevole della forza che questo comporta. Per tutti questi motivi quindi: “Viva Draghi, viva l'Europa”.

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