Mercoledì, 12 Maggio 2021
Due pesi e due misure

Draghi senza opposizione, nemmeno Fratelli d'Italia lo attacca mai

Il partito di Giorgia Meloni guarda Conte e Draghi come due governi in perfetta continuità, ma cambia completamente il modo di fare opposizione. Conte era l' "incapace" da buttare giù, mentre Draghi è l'uomo giusto sacrificato in un governo di sinistra

Giorgia Meloni - FOTO ANSA

Questo Governo "io lo giudico tragicamente in continuità con quello precedente, non vedo grandi novità, i ministri sono gli stessi, i sottosegretari e i provvedimenti sono gli stessi. Non vedo discontinuità nella lotta al Covid. Da Draghi mi sarei aspettata che dicesse: Vi chiedo un ultimo sacrificio ma vi prometto che lavorerò su quello che si doveva fare un anno fa ad esempio il potenziamento dei servizi pubblici. Invece ci ha detto: “Chiudiamo i ristoranti”, ma ce l'aveva detto già Conte. E anche sui ristori non mi pare che siamo andati diversamente". A dirlo è Giorgia Meloni, leader e presidente di Fratelli d’Italia che cambia passo nella forma di opposizione. Da quella senza quartiere conto l’ex premier Giuseppe Conte a quella attendista contro il governo Draghi. E’ come se la Meloni, a parità di decisioni governative (lo dice lei quanto parla di due governi in piena continuità), usasse due pesi e due misure. Il primo, Conte, era l’avversario da demolire. Il secondo è troppo autorevole per lo scontro frontale. E così la Meloni passa al ditino puntato con biasimo come si fa con l’amico di cui però non si condivide il comportamento. Quindi Draghi fa le stesse cose di Conte, ma Conte era un “incapace che non risponde al telefono e non dialoga con le opposizioni”, Draghi delude. E allora il Premier attuale sembra non avere praticamente una opposizione se l’opposizione è quella di chi non lo critica mai apertamente e frontalmente.

Una Meloni delusa dunque e non furiosa. "Il governo è più deludente perfino di quanto mi sarei aspettata perché credo che il presidente del Consiglio possa esercitare un'autorevolezza che non sta esercitando con il suo governo, dove comandano sempre gli stessi cioè il Pd e i 5 Stelle. Un uomo che economicamente capisce qualcosa come lui, se ci si parlasse la sera davanti a un bicchiere di vino, ti direbbe anche lui probabilmente che il cashback è un'idiozia. Ma se non ha tolto quei 5 miliardi da lì è perché glielo ha impedito il M5s. Sono le logiche della politica e del Parlamento".

Dunque la Meloni parla come se vedesse Mario Draghi come l’uomo giusto, ma al posto sbagliato, l’uomo che avrebbe voluto anche Fratelli d’Italia, ma non in un governo con Pd e Movimento 5 Stelle. E allora lo critica ma non troppo, si oppone (neppure sempre), ma senza troppa veemenza. Anzi, a volte gli dà anche ragione, come quando Draghi critica in Aula le Regioni sui vaccini, parlando di “differenze inaccettabili, con alcune che trascurano gli anziani”.

“Vale la pena ricordare a Draghi che lo Stato centrale potrebbe avocare la competenza a sé e fare come ritiene, dopodiché ha ragione nel merito, - ha detto la Meloni - perché è vero che ci sono state alcune Regioni, come la Toscana, che hanno distribuito queste dosi di vaccino con criteri francamente poco comprensibili. Per cui abbiamo visto giornalisti vaccinati a 46 anni mentre gli over 80 stanno ancora aspettando”. Con una stoccata anche al giornalista del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi, che si è vaccinato come caregiver dei genitori.

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