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Domenica, 26 Giugno 2022
Si va avanti

Draghi supera la prova del Senato: ok alle armi all'Ucraina

La risoluzione di maggioranza è stata approvata con 219 favorevoli, 20 contrari e 22 astenuti

Draghi ce l’ha fatta ancora una volta. La risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio nell'aula del Senato, in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno, è stata approvata con 219 favorevoli, 20 contrari (13 di Cal e 7 del gruppo Misto) e 22 astenuti. Tra questi ultimi ci sono un parlamentare della Lega e un 5s insieme a 20 senatori di FdI. “Il governo italiano insieme ai partner Ue e G7 intende continuare a sostenere l'Ucraina come il Parlamento ci ha chiesto di fare”, ha detto Draghi, dichiarando di non essere affatto preoccupato per la tenuta del governo nonostante l’agitazione dei 5 Stelle. Il testo della risoluzione delle forze di maggioranza è il frutto di una mediazione lunga e complicata. Poggia sul “necessario e ampio coinvolgimento del Parlamento", "comprese le cessioni di forniture militari".

Armi all'Ucraina, il Governo barcolla

Il discorso di Draghi al Senato

Nel suo intervento al Senato, il presidente del Consiglio Mario Draghi parla di armi senza parlare di armi. "Sosteniamo l'Ucraina e continuiamo con le sanzioni alla Russia. Nella mia visita a Kiev ho visto da vicino le devastazioni della guerra e constato la determinazione degli ucraini nel difendere il loro paese. Zelensky ci ha chiesto di sostenere l’Ucraina per raggiungere la pace". L'Italia dunque sosterrà l'Ucraina “per raggiungere una pace che rispetti i loro diritti: solo una pace concordata e non subita può essere davvero duratura". 

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