Martedì, 9 Marzo 2021
Il voto

Su Draghi decide Rousseau: la votazione dei 5 stelle per il sì al governo "tecnico-politico"

Giovedì 11 febbraio è il giorno in cui gli attivisti del Movimento potranno votare sulla piattaforma online l'appoggio del gruppo pentastellato al nuovo esecutivo. A sbloccare l'impasse il sì al super ministero per la transizione ecologica. Ecco il quesito

Il capo politico del Movimento 5 stelle Vito Crimi ha annunciato - con un post su facebook - che sarà domani giovedì 11 febbraio il giorno in cui gli attivisti del Movimento 5 stelle potranno votare sulla piattaforma Rousseau l'appoggio del gruppo pentastellato al governo Draghi.

"Un'ottima notizia: il ministero per la transizione ecologica entra nell'agenda di governo e diventerà realtà - scrive Crimi - Ringrazio Beppe Grillo per aver posto questo importante tema al centro del dibattito, e il presidente incaricato Draghi per la sensibilità con la quale ha saputo accogliere la nostra proposta. Ho disposto che la votazione sul governo Draghi, oggi sospesa, si svolga sulla piattaforma Rousseau nella giornata di domani."

crimi rousseau-2

Come spiega Crimi a sbloccare l'impasse è la conferma che nel nuovo governo sarà istitituito un apposito ministero per la transizione ecologica. Un vero e proprio superministero per l'ambiente che potrebbe riunire la poltrona dello sviluppo economico e il dipartimento omonimo già operativo presso il ministero dell'ambiente.

Voto su governo Draghi: il quesito su Rousseau

"Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?"

Questo il quesito che è stato scelto: la votazione si aprirà alle 10 di domani 11 febbraio 2021 per chiudersi alle 18:00. Come si vede dalle parole scelte non è esplicitato se l'esecutivo vedrà ministri politici (come sperano i partiti), così come non sono indicati quali formazioni appoggeranno il nuovo governo (ad oggi tutti, a parte Fratelli d'Italia). 

Come si legge nel post sul blog delle stelle che ufficializza la convocazione degli iscritti, la delegazione pentastellata (ovvero il Garante Beppe Grillo, il Capo politico Vito Crimi e i Presidenti dei gruppi di Camera e Senato) ha riscontrato una concordanza col presidente incaricato di porre, come tema prioritario, la transizione ecologica ed energetica del Paese. 

Tra i punti elencati come premesse e impegni fondamentali i 5 stelle indicano:

  • la volontà di proseguire il lavoro fatto dal Governo Conte sui progetti del Recovery Plan
  • la prospettiva di arrivare a un bilancio comune europeo, ispirato ai princípi di solidarietà e di reciproco sostegno dei paesi membri
  • l'indisponibilità a sostenere l’attivazione del Mes
  • una riforma della prescrizione da non superare rispetto a quanto già concordato con Pd e Leu
  • Il rafforzamento del Reddito di Cittadinanza
  • la necessità dell’intervento pubblico in economia per sostenere la crisi

Pertanto agli iscritti viene chiesto di avallare il voto di fiducia che sarà richiesti ai parlamentari pentastellati. Potranno votare solo gli iscritti da almeno sei mesi, con documento certificato. 

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Su Twitter Luigi Di Maio dà ormai tutto per fatto:  "Un'ottima notizia. Un'importante innovazione a beneficio dell'Italia proposta da Beppe, che come sempre sa guardare lontano". 

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Ma i gruppi parlamentari pentastellati sono in subbuglio e c'è chi non esclude la rottura. Ne parla apertamente il deputato Pino Cabras, uno dei più ostili all'ipotesi di un esecutivo guidato dall'ex governatore della Bce: "Una scissione - dice - non è da escludere... Non è indifferente dire sì o no a Draghi. Significa dismettere le nostre battaglie storiche".

Ieri sera, sulla piattaforma Zoom, si è celebrato il 'V-Day' dei ribelli: una assemblea virtuale nella quale 'portavoce' e attivisti hanno ribadito il loro no al governo Draghi. Sono intervenuti, tra agli altri: Barbara Lezzi, Elio Lannutti, Bianca Laura Granato, Andrea Colletti, Mattia Crucioli e lo stesso Cabras. Un lungo sfogatoio caratterizzato da toni accesi e pesanti accuse ai vertici del Movimento. "Ci viene chiesto di entrare in un'ammucchiata. Prima ci hanno scippato quella leadership che 11 milioni di elettori ci hanno riconosciuto, e adesso i golpisti, quelli che ci hanno sbattuto fuori, ci chiedono di partecipare a un governo con loro", l'affondo della senatrice Granato, secondo la quale è ancora possibile ribaltare il tavolo: "Con i presidenti di Commissione e il 30% dei seggi possiamo bloccare il Parlamento e impedire qualsiasi cosa. Se Draghi si rende conto che con quei numeri contro non può governare, sarà il primo ad arrendersi e a far posto a qualcun altro".

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