Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica

Raid Usa anti-Isis dall'Italia entro una settimana, polemica in Parlamento

Le opposizioni si scagliano contro il governo, dopo il sì ai droni americani che decolleranno dalla base di Sigonella per compiere raid in Libia

Foto d'archivio

Il governo dice sì ai droni americani pronti a partire dalla base siciliana di Sigonella per missioni anti Isis in Libia, ma valutando "caso per caso", e scoppia la polemica politica. L'accordo siglato dal governo Renzi con gli Stati Uniti, come riporta Il Corriere della Sera, impegna l'Italia ad autorizzare "tempestivamente" la missione di fronte alla richiesta del comando militare statunitense. Si potrà infatti agire solo "in caso di pericolo" per difendere civili e militari che sono sul campo. Le ricognizioni sono iniziate già da un mese, ma le incursioni cominceranno tra sette giorni. L'autorizzazione ai droni americani avverrà comunque "caso per caso". I militari italiani non saranno sul campo.

Il tema è già finito in Parlamento, dove, lamentano compatte le opposizioni, i ministri degli Esteri Paolo Gentiloni e della Difesa Roberta Pinotti avrebbero dovuto già portarlo fornendo, preventivamente, tutte le informazioni del caso. Il premier Matteo Renzi spiega che "sono ore decisive per il governo in Libia: la priorità è diplomatica" ma "poi se abbiamo prove di potenziali attentatori è evidente che l'Italia fa la sua parte come tutti gli altri". Le autorizzazioni al decollo dei droni, aggiunge il presidente del Consiglio, "sono caso per caso: se si tratta di fare operazioni contro terroristi e potenziali attentatori Isis c'è uno stretto rapporto con i nostri alleati e siamo in grande sintonia".

È, invece, il ministro della Difesa Roberta Pinotti a sottolineare che l'Italia ha ottenuto di ricevere "una richiesta puntuale degli americani al nostro governo tutte le volte che dev'essere utilizzato un mezzo in partenza da Sigonella".

Ribadisce Pinotti: 

"Noi non siamo solo un Paese che ospita. I droni armati americani sono pensati non solo in funzione della Libia, ma per la protezione degli assetti e del personale americano e della coalizione in tutta l'area. Non è una decisione legata a un'accelerazione sulla Libia"

Ma l'opposizione contesta sia il metodo - aver appreso dalla stampa internazionale quanto accaduto - che il merito della questione. La Lega Nord con il senatore Roberto Calderoli parla di un atto di "guerra" verso la Libia ritenendo dunque un dovere "morale" condividere con il Parlamento questa decisione. Sinistra italiana presenta un'interrogazione e chiede al governo di riferire in Parlamento tanto più che, con un'operazione del genere, spiega il vice presidente della commissione Esteri Erasmo Palazzotto "l'Italia sarà ancora di più un bersaglio sensibile".

Sul piede di guerra il Movimento 5 Stelle che ha preparato un'interrogazione per il prossimo question time. "Come sempre accade con il governo Renzi i fatti contrastano con le parole - spiega Riccardo Nuti, deputato Cinquestelle - Si dice che c'è una trattativa politica sulla Libia, si dice che si vuole percorrere la via diplomatica ma poi si concede Sigonella: è un'azione assurda e ne chiederemo conto al question time". Dalla maggioranza Scelta civica difende la Iinea dell'esecutivo con Mariano Rabino, deputato della commissione Esteri. "In Libia esistono interi territori in mano all'Isis, sarebbe ipocrita negarlo - dice Rabino - Lì non si possono fare solo negoziati di carattere diplomatico. Se c'è qualcuno che oggi è in grado di sedersi a un tavolo con l'Isis e trattare un armistizio alzi la mano". 

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