Domenica, 16 Maggio 2021
Le frasi choc

“Quello che fa le indagini lo abbiamo messo noi”, il sottosegretario leghista agita il governo

Bufera su Durigon, esponente di spicco della Lega e uomo molto vicino al segretario Matteo Salvini. Insorgono dal Movimento 5 Stelle, chiedendo spiegazioni e dimissioni. Alla Camera sfiorata la rissa

Claudio Durigon e Matteo Salvini - Foto Ansa

“Quello che fa le indagini sulla Lega lo abbiamo messo noi”.  Queste parole sono state dette dal sottosegretario all'Economia Claudio Durigon che, ripreso con una telecamera nascosta, sostiene di non aver paura degli sviluppi sul caso dei 49 milioni confiscati alla Lega dalla procura di Genova. Non teme ripercussioni giudiziarie perché appunto “quello delle indagini ce lo abbiamo messo noi”. Sono parole pesantissime quelle dette dell’uomo del Mef, che lavora per il Ministro dell’Economia. Agitano molto il Governo e rischiano di essere un vero terremoto per la Lega, anche perché Durigon non solo è un esponente della Lega, ma è uno dei più influenti nella Lega e dentro il cerchio magico di Salvini. Talmente importante che, nell’inchiesta pubblicata da FanPage, emerge come lui avrebbe una forte influenza politica all’interno di apparati statali che, almeno in teoria, dovrebbero restare neutri. Fatto sta che adesso quelle parole rischiano di diventare una bomba per la Lega.

Sottosegretario Durigon è un caso, "peggio di Siri"

Il Movimento 5 Stelle sta valutando una mozione di revoca dal ruolo di sottosegretario per Claudio Durigon. La mozione potrebbe essere messa nero su bianco in Senato. "Questo è peggio del caso Siri", commenta un big del M5s, ricordando l'altro sottosegretario, accusato di aver accettato denaro per inserire una norma sulle energie rinnovabili nella manovra che faceva capo al Def sugli incentivi connessi al mini-eolico. Quello scandalo accelerà la fine del primo Governo Conte. 

''Parole inquietanti e gravissime. Presenterò un'interrogazione affinché il ministro dell'Economia Daniele Franco venga al più presto a riferire in Parlamento sull'operato del suo sottosegretario e una al ministro della giustizia Cartabia sullo sviluppo delle indagini che riguardano il partito di Matteo Salvini” ha detto Andrea Colletti, deputato e coordinatore della componente l'Alternativa C'è a Montecitorio, che chiede le sue dimissioni per quelle parole e “per tutta una serie di rapporti opachi a lui riconducibili emersi dall'inchiesta”.

Sul caso è intervenuto anche Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, che consiglia al senatore Salvini di “smetterla con le sue ossessioni nei confronti delle Ong e di dedicarsi piuttosto a quanto viene denunciato” su Durigon. "Gli intrecci societari, le commistioni affaristiche tra Lega e società private, il rapporto strano tra Lega e Ugl, i rapporti ambigui con mondi legati alla criminalità organizzata appaiono estremamente preoccupanti e necessitano della massima chiarezza e trasparenza. È per questo che chiediamo al presidente Draghi di fare chiarezza e pulizia. Presenteremo un'interrogazione parlamentare perché il governo risponda alle troppe pagine oscure in questa vicenda. E agli amici del Pd e del M5S chiediamo di non essere silenti”.

Il sottosegretario Durigon agita Governo e Lega

Intanto la questione è emersa anche durante i lavori della Camera, dove è nato uno scontro verbale che per poco non finiva in scontro fisico quando Eugenio Saitta del Movimento 5 Stelle aveva chiesto che il ministro dell'Economia Daniele Franco riferisse sulle affermazioni di Claudio Durigon. A quel punto Edoardo Ziello ha replicato stizzito, chiedendo di "pensare a quello che aveva detto il sottosegretario Macina", riferendosi a quando la sottosegretaria pentastellata aveva espresso dubbi sul ruolo di Giulia Bongiorno, nel caso giudiziario del figlio di Beppe Grillo, Ciro Grillo. I toni si sono alzati parecchio, al punto che, al centro dell'emiciclo, alcuni deputati sarebbero stati vicini ad arrivare alle mani.

Il senatore Danilo Toninelli chiede subito dimissioni per Durigon e anche Salvini. Durigon perché “Non può più rappresentare il governo italiano. Salvini perché "la politica deve essere la prima ad agire con onestà e trasparenza. Prima di tutto sui soldi che i partiti impiegano per le proprie attività politiche. Siamo di fronte ad una questione di Stato ed giunto il momento che anche Salvini inizi ad abbandonare la becera propaganda e si occupi di tutte quelle scottanti questioni interne al proprio partito”.

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