Scuola, da Settembre torna l'educazione civica: lezioni di "bandiera e inno" sin dall'asilo

Cittadinanza digitale e elementi per capire le fake news, un "albo di buone pratiche" ma nessun nuovo prof: sarà una materia trasversale. Ecco cosa dice la nuova legge che reintroduce l'educazione civica nelle scuole

L'educazione civica torna materia obbligatoria in tutte le classi delle scuole elementari e medie già da settembre. Il disegno di legge che reintroduce l'educazione civica come materia autonoma è stato approvato alla Camera con 451 voti favorevoli e tre astenuti. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.

Gli insegnanti, che daranno anche i voti, parleranno non solo di Costituzione, storia della bandiera e dell'inno nazionale ma anche di educazione alla legalità. Inoltre il testo prevede l'istituzione della Consulta dei diritti e dei doveri dell'adolescente digitale, che opera in coordinamento con il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo. Infine sono previsti l'istituzione dell'Albo delle buone pratiche di educazione civica e un concorso nazionale annuale per ogni ordine e grado di istruzione per la valorizzazione delle migliori esperienze.

Addio alle note sul registro e alle sospensioni 

"Preferivamo il termine di educazione alla cittadinanza perché avrebbe reso maggiormente il senso di un'educazione alla complessità della vita nella società italiana contemporanea" ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella assicurando il sostegno dei sindaci e dell'Anci.

Educazione civica, cosa dice la legge

Come recita il testo del disegno di legge "a decorrrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore della presente legge, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione è istituito l’insegnamento trasversale dell’educazione civica, che sviluppa la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società".

Inoltre nelle scuole dell'infanzia saranno attivate iniziative "di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile".

L'educazione civica avrà un orario di almeno "33 ore annue, da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio previsto".

Una nuova materia... senza docente

Nessun nuovo insegnate specifico, ma l'educazione civica sarà una materia di insegnamento trasversale. Come recita la legge "l'insegnamento dell’educazione civica è affidato, anche in contitolarità, ai docenti della classe [...] abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche".

"Per ciascuna classe è individuato, tra i docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica, un docente con compiti di coordinamento".

Lezioni su "bandiera e inno" anche all'asilo

La legge individua specifici traguardi anche per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione, indicando le seguenti tematiche:

a) Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale; b) Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015; c) educazione alla cittadinanza digitale, secondo le disposizioni dell’articolo 5; d) elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro; e) educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; f) educazione alla legalità; g) educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni.

educazione civica-2

"Sono altresì promosse l’educazione stradale, l’educazione alla salute e al benessere, l’educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva. Tutte le azioni sono finalizzate ad alimentare e rafforzare il rispetto nei confronti delle persone, degli animali e della natura".

Inoltre è prevista l'integrazione con esperienze extra-scolastiche, a partire dalla "costituzione di reti anche di durata pluriennale con altri soggetti istituzionali, con il mondo del volontariato e del Terzo settore, con particolare riguardo a quelli impegnati nella promozione della cittadinanza attiva."

Nasce infine l'Albo delle buone pratiche, ovvero un albo presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca in cui raccogliere le buone pratiche adottate dalle istituzioni scolastiche "nonché accordi e protocolli sottoscritti dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per l’attuazione delle tematiche relative all’educazione civica e all’educazione alla cittadinanza digitale, al fine di condividere e diffondere soluzioni organizzative ed esperienze di eccellenza".

Educazione alla cittidinanza digitale... contro le fake news

Un articolo a parte è dedicato alla "cittadinanza digitale" cui la nuova legge affida il compito di far risvegliare il senso critico di fronte all'alluvione di fake news. 

Nel ddl si prevede infatti lezioni per:

a) analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati, informazioni e contenuti digitali; interagire attraverso varie tecnologie digitali e individuare i mezzi e le forme di comunicazione digitali appropriati per un determinato contesto; c) informarsi e partecipare al dibattito pubblico attraverso l’utilizzo di servizi digitali pubblici e privati; ricercare opportunità di crescita personale e di cittadinanza partecipativa attraverso adeguate tecnologie digitali; d) conoscere le norme comportamentali da osservare nell’ambito dell’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’interazione in ambienti digitali, adattare le strategie di comunicazione al pubblico specifico ed essere consapevoli della diversità culturale e generazionale negli ambienti digitali; e) creare e gestire l’identità digitale, essere in grado di proteggere la propria reputazione, gestire e tutelare i dati che si producono attraverso diversi strumenti digitali, ambienti e servizi, rispettare i dati e le identità altrui; utilizzare e condividere informazioni personali identificabili proteggendo se stessi e gli altri; f) conoscere le politiche sulla tutela della riservatezza applicate dai servizi digitali relativamente all’uso dei dati personali; g) essere in grado di evitare, usando tecnologie digitali, rischi per la salute e minacce al proprio benessere fisico e psicologico; essere in grado di proteggere sé e gli altri da eventuali pericoli in ambienti digitali; essere consapevoli delle tecnologie digitali per il benessere psicofisico e l’inclusione sociale.​

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