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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Quirinale e Omicron: sarà elezione lampo?

Dal Movimento 5 Stelle alla Lega, l'elezione del Presidente della Repubblica a stretto giro è un auspicio condiviso ma non irrinunciabile. Omicron fa paura: "Ma il problema è logistico"

La cavalcata della variante Omicron fa paura quanto più si dimostra capace di limitare la vita sociale alla quale si è abituati. Fa più paura adesso che potrebbe influenzare il naturale corso delle elezioni del prossimo Presidente della Repubblica. La variante potrebbe portare in isolamento deputati e senatori da qui al giorno del voto. Con quali conseguenze? Se è vero che una eventuale riduzione del numero degli elettori non sposta il quorum da raggiungere, serviranno sempre 673 voti per la maggioranza così detta qualificata e 505 per quella assoluta. Se si prende per buona l’ipotesi di un meno 10% sui 1.008 grandi elettori, si allontanerebbero i numeri per l’elezione di candidati divisivi come Silvio Berlusconi.

A quel punto ci sarebbero due ordini di problemi: il primo di metodo, per cui, per contenere il rischio sanitario si tenderebbe a mettere subito al centro un nome unitario ed eleggere il successore di Mattarella al primo colpo; il secondo problema è quello logistico, per cui, con 100mila casi al giorno, come ipotizzzato da Sileri, come entrerebbero centinaia di persone a Montecitorio per l’Assemblea plenaria? Il primo aspetto preoccupa la politica molto meno di quanto non faccia il secondo. Dunque Omicron impatterebbe sul metodo di lavoro, portando tutti a cercare un nome per il Quirinale che passi alla prima votazione?

"Non credo proprio, non sarà sicuramente questo il motivo di un'eventuale elezione al primo giro, anche perchè il contagio non può influire sul voto. - ha spiegato la deputata del Partito Democratico Enza Bruno Bossio a Today - Il tema è la logistica. Ci si deve organizzare con il distanziamento, sistemando tutto in modo tale che oltre mille persone possano stare non nella stessa Aula, ma nello stesso Palazzo. Io l’ho detto e lo ridico: la soluzione è il voto a distanza. Però, trovando una soluzione fra tribune, Aula e Transatlantico, si può fare. Io credo che la maggior parte dei parlamentari arriverà con la terza dose e che il contagio possa non essere un problema. Dopo di che, se ci dovesse essere il problema, sarà logistico. Se ci sarà un eletto alla prima botta, non sarà per la presenza di Omicron. Lo escludo categoricamente".

Enza Bruno Bossio - foto Ansa-2

Che il problema sia logistico ne sono consapevoli anche gli uffici della Camera ed è per questo che la Presidenza è già al lavoro per studiare misure straordinarie per garantire la sicurezza nei giorni del voto. È fiduciosa la deputata del Movimento 5 Stelle e capogruppo in commissione Affari Costituzionali Vittoria Baldino, per cui, "se il Presidente della Camera Roberto Fico adotterà tutti gli accorgimenti del caso, e ne sono più che sicura, non penso ci siano problemi. Anche perchè il voto è a chiamata per cui non sarà necessario che gli elettori siano tutti lì presenti in Aula. Forse ci potrebbero essere problemi per il discorso di insediamento del prossimo Presidente eletto, quando bisognerà trovare una modalità per far partecipare tutti. Magari si potrà riattivare di nuovo il Transatlantico per quell’evento, però la votazione in sè non spaventa". Sui numeri del voto, Baldino non esclude che il Covid possa avere un peso, "ma questa sarà un’elezione rischiosa a prescindere per il momento storico". Se ci dovessero essere delle defezioni, "saranno motivo in più per arrivare ad un nome il più condiviso possibile". Anche perchè i partiti non hanno scelta. "Devono trovare per forza un accordo perchè nessuno schieramento da solo riesce ad esprimere una persona". Dunque Baldino non ha dubbi sul fatto che il nome condiviso è l’unica via. "Se no non se ne esce".

Vittoria Baldino - foto Ansa-2

Se la Presidenza della Camera farà il suo dovere oliando al meglio la macchina e i partiti metteranno da parte i personalismi, chissà che non si possa arrivare ad eleggere il successore di Mattarella al primo voto. Ma attenzione a non fare passi falsi per paura del Covid. Eleggere subito il prossimo inquilino del Colle. come fu per Cossiga e Ciampi, ben venga, ma non sia una forzatura. Pena l’impasse totale. Su questo mette tutti in guardia il vice presidente di Italia Viva alla Camera Marco Di Maio: "L’elezione del Capo dello Stato deve seguire il normale iter. Non è che siccome c’è omicron, allora bisogna fare in fretta. Se si trova un accordo largamente condiviso dai grandi elettori, come speriamo anche noi, bene, ma non deve dipendere dalla variante Covid questo tipo di scelta. Penso che sia possibile l’elezione alla prima votazione, ma non a tutti i costi". Anche perchè Di Maio si ricorda come in passato la fretta sia stata davvero, come si suol dire, cattiva consigliera. "Nel 2013 vollero fare in fretta e furia senza aver preparato il terreno nei partiti prima, così Franco Marini fu affossato nel voto segreto. È una scelta delicatissima che riguarda il futuro del Paese. Prendiamoci il tempo necessario per costruire un accordo, per cui tutti gruppi siano in grado di portare i loro parlamentari a votare. Se no poi salta tutto".

Anche il deputato leghista Luca Rodolfo Paolini auspica un nome che raccolga ampia condivisione, ma non per il numero di contagi. "Io auspico l’elezione di un nome condiviso perchè è la cosa più corretta per il Paese, ma non credo che Omicron influirà sul quorum o sul voto, che non ha tempi di scadenza. Se fossero mancati, faccio per dire, 100 deputati adesso sul voto al bilancio, allora sarebbe stato un problema perchè sarebbe scattato l’esercizio provvisorio. Ma  con il Presidente della Repubblica, dalla quarta votazione in poi, si può andare avanti anche due mesi".

Forse è proprio per questo che sarà fondamentale attrezzare il "Palazzo" romano perchè siano rispettate tutte le norme di prevenzione anti Covid. "L’ideale sarebbe votare scaglionati e tutti tamponati" dice la deputata Rossella Muroni di Facciamo Eco, preoccupata del messaggio che la Presidenza faccia finta che vada tutto bene in un Paese in cui i contagi sfiorano gli 80mila casi. "L’anno scorso avevamo chiesto a Fico il voto a distanza e quando quest’anno abbiamo protestato per la riapertura del Transatlantico ci hanno dato degli ipocondriaci. Io credo mi farò un tampone al giorno per essere sicura".

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