Venerdì, 5 Marzo 2021
Italia

L'Italia al voto: le sfide da tenere d'occhio e i probabili vincitori

Se in alcuni casi i risultati delle consultazioni regionali sono quasi scontanti, da alcune regioni arriveranno importanti risultati che potranno avere un valore politico anche sulla tenuta del governo giallorosso

Urne aperte il 20 e 21 settembre per oltre 18 milioni di italiani chiamati a rinnovare presidenti e consigli regionali in 6 regioni a statuto ordinario (Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto) e in Valle d'Aosta. Si vota domenica 20 settembre dalle ore 07.00 alle 23.00 e lunedì 21 settembre dalle ore 07.00 alle 15.00. Alla chiusura dei seggi inizierà lo spoglio delle schede: prima dal referendum costituzionale, poi regionali e solo dal giorno successivo per le comunali.

Se in alcuni casi i risultati delle elezioni regionali sono quasi scontanti, da alcune regioni arriveranno importanti risultati che potranno avere un valore politico anche sulla tenuta del governo giallorosso. In una guida ragionata sulle elezioni regionali vediamo le principali sfide da tenere d'occhio. 

Regionali, elezioni Veneto

La competizione probabilmente più scontata è la corsa per la scelta del prossimo governatore del Veneto: gran favorito il presidente uscente Luca Zaia che correrà con cinque liste (tre della galassia leghista: Lega, Zaia Presidente e Lista Veneta Autonomia) e quelle degli alleati Fratelli d'Italia e Forza Italia. La vera partità è così quella interna alla galassia della liga veneta con la lista Zaia in predicato di doppiare i voti della lista Lega.

Il principale sfidante è l'ex vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni, sostenuto da Partito Democratico, Veneto che Vogliamo, Europa Verde, +Veneto Volt, Sanca Veneta. Lorenzoni ha trascorso buona parte della sua campagna elettorale ricoverato dopo la diagnosi di covid e un malore che l'ha colpito in diretta Facebook.

Il Movimento Cinque Stelle ha deciso di correre per l'ex deputato Enrico Cappelletti mentre particolarmente attiva è risultata anche la candidata Daniela Sbrollini (Italia Viva, Psi, Pri, Civica per il Veneto). Completano la rosa dei candidati poi l'ex pentastellata Patrizia Bartelle (Veneto Ecologia Solidarieta'), l'autonomista ed indipendentista Antonio Guadagnini (Partito dei Veneti), il segretario di Rifondazione comunista Paolo Benvegnù (Solidarietà Ambiente Lavoro), il no-vax Paolo Girotto del Movimento 3V (Vaccino Vogliamo Verità). In corsa infine anche l'ex dem Simonetta Rubinato che ha fatto della battaglia per l'autonomia la cifra della sua candidatura.

Regionali, elezioni Toscana

Da una elezione scontata a una regione davvero in bilico: in Toscana si gioca la vera partita politica di questa tornata elettorale. Qui si sfidano il candidato di centrosinistra Eugenio Giani, sostenuto da 6 liste (Partito democratico, Italia Viva, Sinistra civica ecologista, Orgoglio Toscano per Giani, Svolta, Europa verde Toscana), e la candidata del centrodestra Susanna Ceccardi con quattro liste. Giani, 61 anni e una lunga esperienza politica iniziata col partito socialista nel 1990 in Consiglio comunale a Firenze, è il candidato del Pd con cui dal 2015 presiede il Consiglio Regionale. Ceccardi, 33 anni, ex sindaca di Cascina (Pisa), oggi eurodeputata leghista, è fedelissima di Matteo Salvini che l'ha accompagnata in lungo e in largo negli appuntamenti elettorali. 

Per il Movimento 5 stelle si presenta Irene Galletti, candidata di M5s specializzata in Tutela dei Diritti Umani e Cooperazione Internazionale. In Consiglio regionale siede anche Tommaso Fattori, oggi candidato di Toscana a Sinistra sostenuto da vari gruppi e associazioni che si rifanno alla sinistra di Rifondazione Comunista e Potere al Popolo. Sempre da sinistra altri due candidati si richiamano al simbolo e al linguaggio del comunismo italiano: Marco Bazzanti, 51 anni di Massa Marittima (Grosseto) segretario del Pci Toscano, e Salvatore Catello, 40 anni nato a Napoli ma residente nell'Aretino, candidato del Partito Comunista. Ultima candidatura quella di Tiziana Vigni, avvocato senese, in corsa con il Movimento 3V, legato ai no vax. 

Regionali, elezioni Campania

Tra le sette regioni che andranno al voto il 20 e 21 settembre, la Campania è quella con il maggior numero di elettori, circa 5 milioni. Sono sette gli aspiranti presidenti, per un totale di 26 liste e oltre 1.000 candidati per uno scranno in Consiglio regionale. Principali antagonisti ancora una volta Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro. I due si sono già affrontati nel 2010: allora si impose l'ex ministro socialista con 1.579.566 voti (54,27%), 320.851 in più di De Luca (43,03%). In quell'occasione il M5s era rappresentato dall'attuale presidente della Camera, Roberto Fico: per lui 39.349 preferenze, che valsero l'1,35%. L'ex sindaco di Salerno De Luca, oggi appoggiato da 15 liste, punta a superare i 987.927 voti con cui si impose nel 2015 (41,15%).

Terza incomoda nello spareggio De Luca-Caldoro è Valeria Ciarambino, già candidata cinque anni fa con il M5s, quando ottenne oltre 420mila voti (17,52%).  Oltre ai tre principali competitor, sono in gara per la presidenza anche Giuliano Granato con Potere al popolo, Luca Saltalamacchia con Terra, Sergio Angrisano per il Terzo Polo e Giuseppe Cirillo, sostenuto dal Partito delle buone maniere.

Regionali, elezioni Puglia

Sono otto i candidati a presidente della Regione Puglia, un territorio che conta poco più di quattro milioni di abitanti. Il governatore uscente Michele Emiliano, ex magistrato, candidato del centrosinistra, si ripresenta con quindici liste tra cui quella del Pd.

Emiliano ha fortemente criticato la presentazione della candidatura di Ivan Scalfarotto sostenuto da Italia Viva, Azione e +Europa. Per il governatore uscente una candidatura fatta con l'unico obiettivo a sua parere di farlo perdere mentre Carlo Calenda e Matteo Renzi senza risparmiargli critiche di ogni tipo hanno rispedito al mittente l'accusa di rompere l'unità della coalizione dichiarando che sarebbero stati disponibili a sostenere un altro candidato di centrosinistra ma non Emiliano.

Più compatto sembra il centrodestra capace perfino di una manifestazione unitaria a Bari schierando sul palco a sostegno di Raffaele Fitto Salvini, Meloni, Tajani e Cesa .Quello che viene ritenuto il più probabile antagonista è sostenuto da cinque liste (tra cui Lega, Fratelli d'Italia, FI e Nuovo Psi e Udc).

Antonella Laricchia del M5s può contare su due liste; in corsa infine Nicola Cesaria con 'Ambiente, Lavoro e Costituzione' sostenuto da Pci, Rifondazione e Partito risorgimento socialista e Pierfranco Bruni si presenta con Fiamma Tricolore e la lista 'Cittadini Pugliesi' sostiene l'ex M5s Mario Conca mentre Andrea D'Agosto si presenta con Riconquistare l'Italia.

Regionali, elezioni Liguria

Nella Liguria dominata per anni dal caos trasporti legato al crollo del ponte Morandi, è proprio grazie alla ricostruzione e all'implementazione del "modello Genova" che il presidente Giovanni Toti ha costruito la sua ricandidatura sostenuto da tutta la compagnie del centrodestra nonostante Toti abbia abbandonato il partito di Berlusconi da un anno avvicinandosi alle posizioni della Lega con il movimento Cambiamo!. 

A sfidarlo nove candidati tra cui il giornalista Ferruccio Sansa che incarna invece l'ennesima prova delle urne per la tenuta della coalizione "giallorossa": sul suo nome hanno trovato la convergenza Pd e M5s, trasformando la Liguria in una sorta di laboratorio nazionale per sperimentare, in chiave locale, quando incarnato dal governo Conte bis. Sansa non ha trovato l'appoggio di Italia Viva e +Europa che invece sostengono l'ex preside della facoltà di Ingegneria di Genova, Aristide Massardo.

Con liste proprie sono scesi in campo anche l'ex grillina Alice Salvatore con il suo movimento "Il buonsenso", un'altra ex nota pentastellata Marika Cassimatis con la lista "Base Costituzionale". In campo anche Giacomo Chiappori, sindaco di Diano Marina di fede leghista, ma oggi spina nel fianco per il centrodestra, e un detenuto, Carlo Carpi, in carcere a Sanremo dal primo luglio del 2019, dove sta scontando 1 anno e 10 mesi (ne mancano cinque) per diffamazione, calunnia e stalking contro un magistrato genovese e calunnia contro un avvocato. 

Regionali, elezioni Marche

Sono otto i candidati alla guida della Regione Marche: favorito il candidato del centrodestra, l'onorevole di Fratelli d'Italia Francesco Acquaroli, che 5 anni fa sfidò senza successo il governatore uscente Luca Ceriscioli arrivando terzo. È sostenuto anche da Lega, Forza Italia, Udc, Movimento per le Marche e Civici con Acquaroli.

Per il centrosinistra, che da 50 anni guida la Regione, si presenta Maurizio Mangialardi, sindaco dem di Senigallia e presidente di Anci Marche, sostenuto da sei liste: Pd, Psi-Italia Viva-Demos, Il Centro con Mangialardi, Mangialardi Presidente, Marche Coraggiose (i fuoriusciti dal M5s) e Rinasci Marche.

Sfumato l'accordo elettorale con Gian Mario Mercorelli, candidato del Movimento 5 Stelle, che non ha ceduto alla proposta di essere vicepresidente della Regione. Saranno sostenuti da liste singole anche gli altri 5 candidati alla presidenza delle Marche: Roberto Mancini per Dipende da noi, Fabio Pasquinelli per il Partito comunista, Sabrina Banzato di Vox Populi, Alessandra Contigiani per Riconquistare l'Italia e Anna Rita Iannetti che si presenta per il Movimento 3 V.

Regionali, elezioni Aosta

Al voto anche i cittadini della Valle d'Aosta a soli due anni dalle ultime consultazioni, svoltesi il 20 maggio 2018, dopo le dimissioni del presidente Antonio Fosson ed un'inchiesta sull'influenza della ndrangheta sulla politica regionale. Gli elettori saranno chiamati a scegliere i 35 consiglieri regionali che, a loro volta, designeranno poi il presidente della regione secondo un meccanismo di maggioranza assoluta. Per la regione sono in corsa dodici liste per oltre 350 candidati, Vallee d'Aoste Unie, Union Valdotaine, Vda Libra/Partito animalista, , Lega Vallee d'Aoste, Progetto Civico Progressista, Per l'Autonomia, M5s Vda, Forza Italia e Fratelli d'Italia, Rinascimento Valle d'Aosta, Valle d'Aosta Futura, Pays d'Aoste Souverain, Alliance Valdotaine - Stella Alpina - Italia Viva. E sono cinque gli ex presidenti che si ripresentano al voto: l'attuale Renzo Testolin (Union Valdotaine), Nicoletta Spelgatti della Lega Vda, Pierluigi Marquis di Stella Alpina, Luciano Caveri con Vda Unie ed Augusto Rollandin con Pour l'Autonomie, quest'ultimo per ben sei volte alla guida della regione. 

Elezioni, dove si vota per le Comunali

Oltre al referendum e alle elezioni in 7 regioni, la tornata elettorale riguarda 5.725.734 elettori chiamati a votare alle amministrative in 962 comuni, di cui 18 sono capoluoghi. Inoltre in Sicilia si voterà il 4-5 ottobre a Enna e Agrigento e in Sardegna a Nuoro il 25-26 ottobre.

La sfida più interessante è quella di Venezia dove è favorito il sindaco uscente Luigi Brugnaro, imprenditore formalmente senza alcuna tessera di partito ma molto vicino ai valori del centrodestra e di Forza Italia in particolare. Principale sfidante il sottosegretario all'Economia, candidato per il Pd, Pier Paolo Baretta seguito dal filosofo e scrittore Stefano Zecchi.

Altro capoluogo al voto Trento dove si cerca il successore di Alessandro Andreatta, sindaco di centrosinistra che ha guidato per undici anni la città: ora nella roccaforte della Lega sono ben otto i candidati sindaco a sfidarsi con un crogiolo di 19 liste. Favorito il candidato sindaco del centrosinistra è Franco Ianeselli, ex segretario della Cgil del Trentino, che sotto la grande alleanza 'Si'Amo Trento' è sostenuto da Partito autonomista trentino tirolese (Patt), Insieme per Trento, Europa Verde Trento, Pd-Psi, Trento Viva, Azione Unione e Trento Futura. Il centrodestra è raggruppato nella coalizione 'Uniti per Trento' con il candidato Andrea Merler. La lista raggruppa Lega Salvini, Trento Unita, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Carmen Martini è la candidata sindaco per il Movimento 5Stelle. 

Al voto anche Bolzano dove cerca la riconferma Renzo Caramaschi (sostenuto dal Pd, Italia Viva, Sinistra Unita e Verdi) sfidato da Roberto Zanin, leader di una ritrovata coalizione di centrodestra. Candidato sindaco anche l'attuale assessore ai giovani Angelo Gennaccaro, leader della sua lista 'arancione'. Gli autonomisti del Sudtiroler Volkspartei candidano Luis Walcher, attuale vicesindaco.

Altro capoluogo al voto è Aosta dove non si ricandida l'attuale primo cittadino Fulvio Centoz (Pd). Sei i candidati a sindaco: Gianni Nuti sostenuto da Union Valdotaine, Alliance Valdotaine, Progetto Civico Progressista; Sergio Togni per Lega Valle d'Aosta, Autonomia e libertà; Paolo Laurencet per Forza Italia e Fratelli d'Italia; Bruno Trentin con Potere al Popolo; Giovanni Girardini per Rinascimento Aosta e Francesco Statti per Partito Comunista Italiano.

Le altre città al voto: Agrigento | Arezzo | ChietiLecco | Reggio Calabria

I Comuni dove M5s e Pd corrono insieme

Occhi puntati sulla Campania dove non ci sono comuni capoluogo in cui si vota ma diversi centri costituiranno un banco di prova importante anche dal punto di vista politico: sono campani, infatti, tre dei sei comuni italiani in cui Pd e M5s correranno insieme. A Pomigliano d'Arco, la città delle grandi fabbriche e la roccaforte del voto di Luigi Di Maio, Dem e pentastellati sostengono Gianluca Del Mastro, dopo il passo indietro di Dario De Falco, braccio destro del ministro degli Esteri. Il centrodestra si divide tra il presidente del Consiglio comunale, Maurizio Caiazzo (FdI e Udc) ed Elvira Romano, eletta nel 2015 con FI e appoggiata da Iv e Socialisti. A Giugliano in Campania, il comune più popoloso d'Italia tra quelli non capoluogo, è Nicola Pirozzi il candidato di Pd e M5s, mentre su Pietro Maisto converge tutto il centrodestra. In corsa anche l'ex sindaco Antonio Poziello, in rotta con il Pd, sfiduciato a febbraio e oggi sostenuto da Iv e Verdi. Infine a Caivano, dove la campagna elettorale si è fermata dopo la tragica morte di Maria Paola Gaglione, il candidato giallorosso Enzo Falco può contare anche sull'appoggio di Italia viva e della sinistra. Sull'altro fronte Salvatore Ponticelli, espressione di FdI e FI, ma anche Antonio Angelino, con l'Udc e tre civiche.

In Emilia-Romagna è a Faenza l'altro banco di prova per il posizionamento sistemico del Movimento 5 Stelle nel centrosinistra: i grillini sostengono il candidato a sindaco Massimo Isola che è già appoggiato, tra gli altri, da PD e Italia Viva. Corrono anche Paolo Cavina per il centrodestra e due candidati minori di estrema sinistra, Paolo Viglianti e Roberto Gentilini.

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