Venerdì, 30 Ottobre 2020
VERSO LE ELEZIONI

Bersani attacca sulle tasse: "Con Berlusconi sono aumentate"

Il segretario del Partito democratico ammette che il sistema fiscale va rivisto ma attacca il Cavaliere: "Diffidate dalle promesse di quelli che dicono che si può tagliare subito"

ROMA - Pierluigi Bersani, in piena campagna elettorale, ha illustrato le due idee sulla sostenibilità dei conti e sul fisco. Il sistema fiscale va rivisto, ma bisogna anche diffidare da chi promette immediate riduzioni delle tasse. E' questo il senso di quanto affermato dal segretario Pd questa mattina a Radio24.

"C'è sicuramente un problema fiscale, ma inviterei a diffidare di questi che dicono 'si può tagliare subito...'. Parliamo di Berlusconi: negli anni del suo governo la pressione fiscale è cresciuta di quattro punti".

Per il leader Pd innanzitutto "bisogna aiutare chi investe e crea lavoro, certamente. La quota lavoro sull'Irap va ridotta, abbassata e progressivamente sterilizzata". Allo stesso modo bisogna pensare a interventi che alleggeriscano il fisco sulle fasce di reddito più basse.

IL RAPPORTO CON MONTI - Poi il leader del Pd nega accordi con Mario Monti, spiegando che c'è solo una "civiltà di discussione". Dice Bersani: "Non so perché si scrivono certe cose. Naturalmente c'è una civiltà di discussione, dopodiché ciascuno ha le sue posizioni. E si farà la campagna elettorale così". Detto questo, il Pd non è pentito di avere sostenuto il governo Monti, l'Italia era "sull'orlo della Grecia". Il segretario democratico ha proseguito: "Noi siamo gente che ha governato nella vita. In quei mesi eravamo veramente sull'orlo della Grecia. Non ce la siamo sentita di giocare una carta elettorale, pur vincente per noi, che però avrebbe portato il Paese al disastro".

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"Quando uno sente di avere fatto quello che serve per il Paese deve sentirsi a posto - ha concluso - Non mi pento affatto di quella scelta, ci ha portato dei problemi certamente, ma non mi pento affatto di quella scelta".

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