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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Politica Italia

Il partito di D'Alema "ferma" Renzi al 20%, il Movimento 5Stelle lontano da quota 40%

La maggioranza vuole andare al voto con le leggi elettorali modificate dalla Consulta ma secondo i sondaggi dopo le urne si aprirebbe il caos: nessuno schieramento raggiungerebbe il premio di maggioranza. Col Pd affossato dalla minoranza scissionista a Renzi resta la soluzione dell'alleanza con Berlusconi

Il 53% degli italiani vorrebbero andare alle elezioni subito con il legalicum e il consultellum, le leggi elettorali modificate dalla Consulta. Ma secondo il sondaggio elettorale di Ipr, nessun partito raggiungerebbe la soglia del 40 per cento necessaria a ottenere il premio di governabilità.

Con il Pd affossato dalla minoranza scissionista per la rivincita elettorale di Matteo Renzi rimane la sola alleanza con Berlusconi. Infatti per l'indagine demoscopica di Antonio Noto per Porta a Porta alla Camera il Pd e il M5S risultano alla pari al 30 per cento (191 seggi per PD e M5S), la Lega al 13% (83 seggi), Forza Italia al 12% (76 seggi), Fratelli d'Italia al 5% (32 seggi), Sinistra Italiana al 3,5% (22 seggi), Nuovo centrodestra al 3% (19 seggi) Udc all'1% (nessun seggio).

Se Massimo D'Alema e Bersani si presentassero al voto con una loro formazione separata dal Pd, il partito di Renzi si fermerebbe al 22% con 141 seggi, mentre la forza di sinistra di D'Alema e Bersani raggiungerebbe l'11% con 71 seggi. In questo caso i M5s sarebbero al 29,5% con 190 seggi, la Lega al 13% con 77 seggi, FI al 12% con 32 seggi, Ncd 3% con 19 seggi.

Ipr a questo punto ipotizza tre alleanze. Prima ipotesi: il Pd + altri partiti del governo attuale + autonomisti + 5 seggi estero = 219 seggi. Seconda ipotesi: Pd + altri partiti governo attuale + FI + autonomisti + 10 seggi estero = 309 seggi. Terza ipotesi: M5S + Lega + FDI + 2 seggi estero = 308 seggi.

Renzi Grillo Berlusconi

Renato Brunetta, capogruppo Fi alla Camera, al Corriere della sera, commentando i sondaggi mette tutti dentro alla formazione dei moderati: Lega Nord, Fratelli d'Italia, Cor, Popolari per l'Italia, Idea, Udc, Rotondi, i Repubblicani di Nucara, la Destra di Storace e Alemanno, i Liberali di De Luca, le forze del civismo come quelle intorno a Brugnaro a Venezia e Di Piazza a Trieste.

Sulla figura del leader Brunetta non ha dubbi. "L'unico possibile è Silvio Berlusconi. Presto sarà riabilitato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Da lì inizierà la rimonta verso la vittoria le cui basi sono visibili già oggi". Per quanto riguarda Salvini, ha aggiunto, "è un ragazzo molto intelligente, che sa fare politica. Di fronte alla prospettiva della destra italiana che torna al governo anche lui alla fine non potrà che dire di sì".

Dal canto suo il Movimento 5 Stelle, sempre refrattario ad ogni ipotesi di alleanza guarda all'inserimento in costituzione del vincolo di mandato: "Da Monti a Letta, da Renzi fino a Gentiloni, le leggi più vergognose della storia della repubblica si sono votate grazie ai traditori del mandato elettorale" tuona dal blog di Beppe Grillo, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: "A nessuno è negato il diritto di cambiare idea, ma se lo fai torni a casa e ti fai rieleggere. Dal 2013 ad oggi, ci sono stati 388 cambi di partito. La terza forza politica del Senato e della Camera è il gruppo misto. Alla Camera siamo partiti all'inizio della legislatura con meno di 10 gruppi ed oggi siamo ad oltre 18, la maggior parte di questi, non era neanche sulla scheda elettorale nel 2013. Un vero mercato".

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