Domenica, 28 Febbraio 2021
Urne impossibili

E se oggi si andasse invece al voto? Non cambierebbe quasi nulla

Il Conte Ter è legato al rimpasto politico, ma se dovesse saltare il tavolo e si andasse a elezioni? Le simulazioni dell'istituto Ixè mostrano il nuovo parlamento con l'attuale legge elettorale e le nuove dimensioni delle camere

Il centrodestra nelle consultazioni dello scorso venerdì ha chiesto ufficialmente al Capo dello Stato lo scioglimento delle Camere e di portare il paese alle elezioni: la convinzione che anima la richiesta di Salvini e Meloni si bassa sulla ipotesi che dalle urne possa uscire una chiara indicazione per attribuire un governo alla compagine guidata da Lega e Fratelli d'Italia. Ma è davvero una possibilità reale?

La crisi di governo ha avuto un rilevante impatto sugli ultimi sondaggi ma portando maggiori consensi su partiti che da mesi erano in calo:  Movimento 5 Stelle e Forza Italia ora sarebbero saliti - rispettivamente - intorno al 15% e oltre l'8 per cento. Un balzo in avanti che sottolinea una certa rassicurazione da parte dell'elettorato, con i moderati che - poco inclini a modifiche repentine dello status quo - tornano a premiare i partiti che più assicurerebbero la stabilità di governo.

Ecco allora che aggregando le percentuali degli ultimi sondaggi il centrodestra punterebbe al 49% dei consensi, superando sia la maggioranza uscente (ferma al 41,2%) sia il centrosinistra “classico”, cioè quello che ha corso alle elezioni politiche del 2018 e che ora si piazzerebbe al 28,5%. Merito di Lega (stabile al 23%) e Fratelli d'Italia (16%) che tuttavia non riuscirebbero nel colpo grosso. 

Infatti secondo le simulazioni dell'Istituto Ixe sarebbero tre gli scenari verso cui andremmo incontro sulla base delle intenzioni di voto dell’ultimo Osservatorio Politico Nazionale (25-28 gennaio 2021) e elaborando le intenzioni di voto sulla base della nuova legge elettorale, il Rosatellum, e i nuovi collegi diventati ufficiali dopo la firma apposta dal Presidente Mattarella lo scorso 23 dicembre.

In un primo scenario in cui agli elettori si presentasse un sistema bi-polare con un centro sinistra ricompattato e alleato con il Movimento 5 stelle contrapposto al centrodestra, la coalizione che oggi regge il governo giallorosso otterrebbe la maggioranza assoluta dei seggi in entrambe le Camere (201 su 400 alla Camera, 103 su 200 al Senato).

Scenario1 istituto ixe-2

Un secondo scenario sarebbe invece più favorevole al centrodestra, ovvero una situazione tri-polare che veda presentarsi il Moviento 5 stelle da solo contro centrosinistra e centrodestra. In questo caso il cetrodestra potrebbe avrebbe una solida maggioranza in entrambe le Camere (245 seggi su 400 alla Camera, 125 su 200 al Senato).

Scenario2 istituto ixe-2

C'è poi un terzo scenario, nei fatti molto più realistico. Ovvero una situazione tri-polare dove l'attuale alleanza governativa si presenterebbe alle urne supportata da una lista Conte, contro un polo centrista che non supporta Conte (Italia Viva, +Europa e Azione) e contro le opposizioni di centrodestra. In questo terzo scenario il polo centrista, pur ottenendo pochi seggi (17 su 400 alla Camera, 8 su 200 al Senato), sarebbe decisivo per la formazione di una maggioranza. Insomma: la situazione in cui ci troviamo ora.

Scenario3 istituto ixe-2

L'importanza del polo centrista inoltre sta salendo secondo i sondaggi con il neonato partito di Calenda, Azione, visto in crescita al 4%, seguito dalla galassia delle sinistre di Leu e Italia Viva. 

Resta una domanda attualmente senza risposta: i 5 stelle riusciranno a resistere come gruppo compatto ad un terzo governo Conte, dopo l'allenza con la Lega e l'accordo che - giocoforza - dovrà essere ora ancora più stretto con Renzi? Per il Movimento la trasformazione in Superenova potrebbe già essere iniziata.

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