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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Elezioni amministrative

Elezioni, l'ora della verità: da Renzi a Salvini, cosa rischiano i leader

Per il Pd la partita vera "si giocherà ad ottobre", ma una sconfitta alle amministrative rischia di galvanizzare il fronte del "no" in vista del referendum. Una disfatta della Lega potrebbe mettere in crisi il modello "lepenista" di Salvini. E nella Capitale i 5 Stelle temono una vittoria di Pirro

Per Matteo Renzi la vera partita "si giocherà a ottobre", con il referendum costituzionale, e il risultato delle elezioni comunali non inciderà sulla tenuta del governo. Il premier lo ha ribadito in un'intervista al Tg1: "Il governo non c'entra niente, ma queste elezioni amministrative sono importanti e invito tutti ad andare al voto. Sono importanti per le città, non a caso il Pd mette in campo candidati che sono stati capaci di portare risultati concreti". 

Ma se alle amministrative il premier non vuole attribuire un significato politico eccessivo, è anche vero che dall'esito delle Comunali dipende anche il trend con cui Renzi arriverà al referendum. Tanto più che la stessa minoranza Dem sta aspettando le amministrative per prendere posizione chiaramente sul quesito. Forse anche per questo il segretario-premier ha deciso di intensificare la sua presenza nelle città al voto: prima a Milano, poi a Roma, Bologna e Napoli. Senza trascurare Ravenna e Rimini.

DECISIVO IL VOTO A MILANO E TORINO - La città da non perdere è Torino: Piero Fassino cerca la riconferma già al primo turno, risultato che però sembra - alla luce degli ultimi sondaggi - difficile da raggiungere. Ma se il Pd dovesse riconfermare i suoi sindaci sia a Torino che a Bologna, lo spartiacque per poter parlare di risultato soddisfacente sarà Milano. Dove appare scontato il ballottaggio tra Giuseppe Sala e il candidato del centrodestra Stefano Parisi. Nel capoluogo lombardo Renzi si gioca la partita: il manager dell'Expo è stato fortemente voluto dal premier, anche a costo di tensioni con la minoranza interna che avrebbe preferito un candidato più in continuità con l'uscente Pisapia. Proprio per questo, se Sala dovesse uscire sconfitto dalle urne, la sinistra Dem avrebbe un argomento forte per rilanciare l'offensiva interna, con ripercussioni che potrebbero appunto trascinarsi fino al referendum sulle riforme.

E' indubbio, dunque, che un risultato negativo alle Comunali rappresenterebbe un problema tutti i leader in campo, anche in vista della sfida referendaria. E, oltre al premier, chi si gioca gran parte della propria credibilità politica, secondo Askanews, è il leader della Lega Nord Matteo Salvini. 

Vincere a Milano, e magari soltanto a Milano, può essere forse il "primo avviso di sfratto" a Renzi, come ha auspicato più volte Matteo Salvini, ma potrebbe anche mettere in discussione in casa Lega il nuovo modello di alleanza "lepenista" che lo stesso leader ha voluto sperimentare in altre città, a partire da Roma, e che vorrebbe replicare a livello nazionale. 

Anche perché, nel momento in cui la Lega appare più forte che mai in termini di consenso, rischia di non avere nessun sindaco leghista in una città importante.

Quanto ai Cinque Stelle, tutti i sondaggi li danno per favoriti per il bersaglio grosso: la Capitale. Ma una vittoria a Roma, per i pentastellati, potrebbe essere anche un'arma a doppio taglio - come notano molti analisti -  vista la difficoltà di governare una città in pieno declino e con un debito monstre. 

I candidati al ballottaggio a Roma, Torino, Milano e Napoli

Comunali o politiche, ad ogni modo, per i Cinque Stelle non fa differenza. La sfida è tra "noi" e "loro", "truffatori" e no. Luigi Di Maio lo ha ribadito ieri sera nel comizio di chiusura per Virginia Raggi. "A queste elezioni non si scontrano delle persone, si stanno scontrando due idee di Paese: noi che restituiamo soldi dei cittadini, e loro che chiedono 80 euro che avevano dato prima delle Europee, trattando gli italiani come evasori. Sono dei truffatori politici". 

Le comunali saranno un test importante anche per Ala, il nuovo partito di Verdini. Vogliamo uscire dai Palazzi - spiega un parlamentare verdiniano - convinti che ci sia uno spazio elettorale per un'area mederata e liberale. Le amministrative saranno un primo test, per noi circoscritto, mentre la campagna referendaria sarà anche l'occasione per strutturarsi sul territorio".

Si parte, quindi, dalle amministrative, dove il partito nato alla Camera e al Senato si sottoporrà per la prima volta al voto, anche se in modo molto limitato. "Ma dovunque siamo più o meno direttamente presenti sosteniamo il candidato del Pd, non come altri partiti della maggioranza che in alcune città stanno con il centrosinistra e in altre con il centrodestra", si sottolinea con una nota polemica rispetto al Ncd, con cui il feeling non è mai sbocciato.

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