Martedì, 3 Agosto 2021
Politica Palermo

Elezioni comunali a Palermo, l'eterno Orlando: "Io ancora sindaco per debellare il cuffarismo"

Il Professore difende le scelte fatte e rilancia: "Siamo a metà dell'opera, Palermo non torni capitale della mafia". I progetti futuri: "Nuove linee di tram senza barriere e servizi più efficienti". Dopo aver messo all'angolo i partiti, è tempo di "civismo politico"

Il suo nome è legato indissolubilmente a Palermo. E non solo perché negli ultimi 32 anni ha fatto il sindaco 4 volte: Leoluca Orlando ha rappresentato meglio di altri la sintesi tra la Palermo colta e quella popolare. Alle soglie dei 70 anni riproverà a diventare primo cittadino per la quinta volta, in quella che più che un’elezione sembra un referendum: Orlando sì, Orlando no.

L’11 giugno la parola passerà agli elettori. Il diretto interessato ostenta sicurezza, ma anche un pizzico di scaramanzia, quando dice che “non sarà necessario il ballottaggio” oppure quando non nomina mai i suoi avversari. Tanto odiato quanto amato, contestato e osannato, è riuscito a mettere all’angolo i partiti aprendo la strada a quello che lui stesso definisce “civismo politico”. Un’anomalia tutta palermitana? “No - risponde - non sono l’ultimo dei mohicani. Il mio è il nuovo modello di governo europeo”. Animale politico di razza, il Professore difende con forza le scelte fatte dall’amministrazione uscente. I suoi principali competitor sono l’ex allievo Fabrizio Ferrandelli e il grillino Ugo Forello; ma c’è anche un avversario che sta nelle retrovie: Totò Cuffaro, ex presidente della Regione. “Mi ricandido per l’ultima volta - afferma Orlando - per mettere in sicurezza la città, per debellare il cuffarismo: Palermo non deve tornare a essere capitale della mafia”.

Nel secondo tempo del film, come lei ha definito una sua eventuale rielezione, cosa c’è ancora da fare che non è stato fatto?
“Finora abbiamo percorso 45 chilometri, dobbiamo arrivare a 100. In questi anni siamo usciti dall’emergenza sempre avendo presente il progetto. Faccio qualche esempio: se non si procede all’affidamento ai privati in concessione dei 4,4 chilometri di spiaggia della Costa Sud, vanificheremo le fatiche fatte per approvare il Pudm (Piano utilizzo del demanio marittimo); se dopo aver ripulito la Favorita non nominiamo un sovrintendente per rendere strutturali certi provvedimenti, torneremo indietro; e così via. Senza un ulteriore sviluppo, insomma, il rischio è di uscire dall’emergenza dalla parte opposta al progetto. O peggio di tornare al tempo in cui a Palermo venivano soltanto i giornalisti per fare inchieste sulla mafia. Abbiamo salvato i 4.200 lavoratori di Amia e Gesip, creando Rap e Reset per dare risposte ai bisogni dei cittadini. Alla Gesap, che veniva da sette bilanci in rosso, sono stati risanati i conti. Adesso ci sono 95 città del mondo collegate a Palermo con voli diretti. Tutte le aziende Partecipate, che prima erano in deficit, oggi hanno utili di bilancio. Qualcuno vuole sdirrubare quello che abbiamo fatto, qualcun altro copia male le cose che già ci sono. Io comunque sono il primo a dire che occorre completare il percorso. E' questa la ragione per la quale mi candido”.

"Niente partiti, noi come Madrid e Barcellona"

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Il trasporto pubblico urbano è forse la vera sfida della prossima amministrazione comunale. Palermo ha 4 linee di tram che prima non aveva, ma può contare solo su 180 autobus. Pochi per la quinta città d’Italia. Come si fa a coniugare le esigenze dell’utenza senza snaturare la città, con riferimento ad esempio al tram in via Libertà?
“Abbiamo in corso di consegna 38 nuovi bus e altri 39 sono già in gara. Entro sei mesi avremo a disposizione 77 vetture. La prossima settimana uscirà il bando per la progettazione delle nuove linee tramviarie, che collegheranno le zone periferiche al centro. Faremo un concorso per poter scegliere le migliori proposte progettuali. Il tram non sarà ad alta velocità, quindi non ci sarà bisogno delle barriere. Inoltre l’alimentazione sarà a terra e non più con palificazione aerea”.

ORLANDO PALERMOTODAY-2-2-2Sempre a proposito del tram, l’Amat ha avuto una sofferenza nella gestione economico-finanziaria di questa nuova infrastruttura. Il Comune è intervenuto dando una grossa mano all’azienda di via Rocazzo. Ce la farà - e come - l’Amat a gestire ulteriori linee?
“L’Amat ha chiuso il bilancio con 400mila euro di utile. Se qualcuno dice che l’Amat è in difficoltà o in dissesto, ho dato incarico di fare causa per danni. L’Amat gestisce anche altri servizi come il car sharing, il bike sharing, le aree parcheggi che producono utili e che servono nel complesso al sostentamento dell’azienda. Tuttavia ricordo a tutti che il trasporto pubblico locale è in passivo. Non è materia di competizione, ha un solo gestore. Vive di risorse nazionali e regionali. La Regione negli ultimi anni ha tagliato i fondi e, cosa ancora più grave, non ha pagato all’Amat rimborsi chilometrici per 48 milioni di euro. Sfido chiunque a non andare in sofferenza in mancanza di tali risorse. Ecco perché l’Amat ha iniziato un’azione legale di pignoramento alla Regione per recuperare queste somme, sperando di trovarle. A differenza di altre Regioni, qui ci scontriamo con una condizione istituzionale. Magari le somme per andare a Filucudi si potrebbero destinare al trasporto pubblico urbano…”.

Il Comune ha vinto presso i tribunali amministrativi la battaglia legale sulla Ztl. Un provvedimento che avete difeso con forza malgrado le contestazioni. E’ veramente la panacea per l’inquinamento? Lo si può migliorare?
“La Ztl da sola non è sufficiente. Il tram da solo non è sufficiente. Le aree pedonali da sole non sono sufficienti e così via. Tutte insieme fanno un complesso e noi abbiamo una visione complessiva di mobilità sostenibile. La Ztl c’è in tutte le città d’Europa: noi l’abbiamo fatta in un ambito limitato ed abbiamo apportato dei correttivi per poter garantire, non la deroga, ma la possibilità di parcheggiare nelle zone di confine. Vorrei ricordare che a Roma la seconda auto per i residenti costa 2.200 euro, la prima 800 euro. Le nostre tariffe sono un modo per mandare un messaggio ai cittadini: aiutateci a cambiare la qualità della vita in centro città”.

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