Lunedì, 25 Ottobre 2021
L'analisi

Vince l'astensione, débacle centrodestra, Raggi mette in crisi il laboratorio Pd-5Stelle

Enrico Letta festeggia il risultato della sinistra, Salvini fa mea culpa e dentro il Movimento 5 Stelle c'è aria di resa dei conti

Dai risultati delle elezioni comunali del 3 e 4 ottobre 2021 emergono tre dati: una coalizione ha perso su tutta la linea, quella del centrodestra; una coalizione ha vinto nelle città più importanti, quella del centrosinistra; un astensionismo senza precedenti, con le urne delle più grandi città italiane alle quali si è presentato meno della metà degli elettori che ne avevano diritto.

Comunali 2021: vince la sinistra e il Pd

Il centrosinistra vince perché conquista tre città al primo turno. La prima è Milano con Beppe Sala sindaco. Risultato ottenuto con il sostegno di una coalizione nella quale è fondamentale l’apporto del Partito Democratico: primo simbolo della città sopra il 30%.

Si può definire “schiacciante” senza timore di smentita la vittoria della sinistra anche a Bologna, dove Matteo Lepore vince al primo turno con oltre il 60% delle preferenze e, anche nel capoluogo bolognese, è determinante l’apporto del Pd, che è il partito più votato della città.

La terza città è Napoli dove, anche qui, la sinistra vola oltre il 60% con il suo sindaco Gaetano Manfredi, sostenuto da una coalizione a trazione democratica.

C’è poi la partita della Capitale, forse la più importante. Roma non è ancora cosa fatta perché si andrà al ballottaggio fra Roberto Gualtieri e Enrico Michetti. Si contenderanno i voti di Virginia Raggi e Carlo Calenda. La pentastellata e l’ex democratico, insieme, portano con sé una dote di quasi il 40% delle preferenze romane. Voti che arrivano da varie parti e per questo la partita su Roma è ancora aperta.

Ballottaggio anche a Torino, dove però, anche qui, c’è un vincitore: è il Partito Democratico, che da solo raccoglie un consenso più alto dei tre partiti di centrodestra (Lega, Fdi e Fi) messi insieme. Tanto che la lista più votata della destra è la civica "Torino Bellissima".

Comunali 2021: débacle della destra

Il capoluogo piemontese è emblematico nell’analisi della debacle del centrodestra, i cui partiti sfigurano anche di fronte alle civiche. Torino non era scontata, se non altro perché di difficile lettura dopo cinque anni di governo a 5 Stelle. Ma a Milano, la città di Berlusconi, il cuore del nord dove nacque la Lega di Umberto Bossi, le destre non potevano fare figura peggiore: Lega all’11%, Fratelli d’Italia al 9 e Forza Italia al 7%.

A Bologna, la coalizione non arriva neppure al 30%, con la lista civica per Battistini sindaco che prende anche più di Forza Italia.

A Napoli il centrodestra di Catello Maresca arriva al 20%, con Fratelli d’Italia e Forza Italia che, insieme, non fanno neppure il 10%.

Dunque ci sono ancora delle città dove il risultato non è definito. Eppure i numeri del Partito Democratico sono un solco nella storia del centrosinistra perché certificano come la segreteria di Letta stia andando nella direzione giusta: un grande centrosinistra con Pd e Movimento 5 Stelle a firma Giuseppe Conte e la gallassia delle sinistre. Ecco perché la parola d’ordine è “unità”. Lo ha detto anche il segretario Enrico Letta, commentando i dati delle prime proiezioni: “Abbiamo vinto perché eravamo uniti”. Infatti non lo erano in Calabria, dove ha vinto il centrodestra.

Enrico Letta ha detto anche un’altra cosa, questa volta rivolgendosi al centrodestra: “Hanno perso perché non erano uniti. Manca un federatore”. A dir la verità il centrodestra ha perso nelle città presentandosi sempre unito. E allora dipende. Se per unione si intende la somma dei voti presi dai partiti, il centrodestra ha perso proprio unito in coalizione. Se invece per “unione” si intende programmi condivisi e candidati unitari, intorno ai quali costruire delle vere corazzate, allora sì: il centrodestra ha perso perché si è presentata all’appuntamento elettorale come un’orchestra mal assemblata. Lo ha ammesso anche Salvini quando, a caldo dopo i primi exit poll, ha dichiarato: “Il centrodestra unito vince ma deve essere unito sul serio".  Il leader della Lega, neanche troppo fra le righe, lo dice. Sono stati uniti sulla carta, ma di fatto si sono massacrati fino all’ultimo intorno a candidati senza un adeguato profilo.  

A livello politico c’è un centrodestra da rifondare nei territori e un centrosinistra sulla strada giusta. Una destra schizofrenica e un laboratorio per una nuova sinistra unita. La prova? Quello che sarebbe potuto succedere a Roma se Virginia Raggi si fosse messa da parte, lasciando a Pd e Movimento 5 Stelle la strada per candidare Nicola Zingaretti. Forse la partita romana sarebbe stata tutt’altra cosa.

La sinistra vince e la destra perde. Sì, ma a guardare i deludenti risultati del Movimento 5 Stelle, si può anche dire che perdono i populisti e vincono le forze governiste. Va male il Movimento 5 Stelle a sinistra come Lega e Fratelli d’Italia a destra. Meloni e Salvini avevano ripreso la campagna elettorale battendo sui vecchi cavalli di battaglia: sicurezza e lotta all’immigrazione. Forse anche quello è stato un errore. Il Paese non è più quello di prima. E’ cambiato dopo la pandemia. Ha scelto di vaccinarsi, ha accettato di buon grado il Green Pass e guarda il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Presidente della Repubblica come le due figure politiche più credibili e autorevoli. I toni da curva da stadio forse non li ascolta più nessuno.

Comunali 2021: vince il non voto

Resta il dato delle affluenze che angoscia tutti. Sia vincitori che vinti hanno preso coscienza del fatto che oltre la metà dell’elettorato si sente orfano di una politica distratta e lontana dai problemi. Il virus dell’astensionismo è diffuso nelle grandi città e non nei piccoli centri, dove invece le percentuali di affluenza arrivano anche al 70-80%. Che significa? Che i problemi sono nei grandi centri, dove ci sono le periferie lasciate a se stesse. Sono quelle dove una volta aveva messo le radici il Movimento 5 Stelle, candidandosi come movimento antisistema. Oggi quel Movimento non c’è più, ma ci sono ancora persone in grado di ereditare quel ruolo. Una è Virginia Raggi, unica donna capace di spostare i voti del Movimento che fu. A lei, al termine di una conferenza stampa colma di risentimento, arrivano tutti gli applausi degli ortodossi del Movimento 5 Stelle.

Non ci sono le pacche sulle spalle di Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, che scelgono di andare a Napoli a festeggiare la vittoria di Gaetano Manfredi. Virginia Raggi a Roma è sola e Michele Sodano, deputato ex 5 Stelle, twitta: "L'abbraccio gioioso con Manfredi a Napoli (dove il movimento conquista un misero 10%), le congratulazioni a Letta per aver vinto il seggio da deputato a Siena, rendono Giuseppe Conte il Caronte del Movimento 5 Stelle. Da forza di rinascita nazionale a junior partner del Pd. The End". C'è aria di resa dei conti. 

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