Domenica, 17 Ottobre 2021
Il profilo

Chi è Roberto Occhiuto: il nuovo presidente della Regione Calabria

Nato a Cosenza nel 1969, ha stravinto le regionali con oltre il 50% dei voti: il suo programma si basa su Pnrr, fondi europei e risorse del fondo di Sviluppo e Coesione

Ha vinto, anzi stravinto, le elezioni regionali in Calabria, presentandosi con un messaggio forte: ''Cambiamo la regione''. Roberto Occhiuto, il candidato del centrodestra, ha trionfato con oltre il 50% delle preferenze. Il deputato di Forza Italia godeva di un grande appoggio, da Fratello d'Italia alla Lega, passando per Toti e Noi con l'Italia: una coalizione che ha lasciato poco spazio al fronte Pd-M5s.

Chi è Roberto Occhiuto

Calabrese di Cosenza, 52 anni, due figli e una laurea in Scienze economiche e sociali all'Università della Calabria, Roberto Occhiuto ha iniziato la sua carriera politica negli anni '90, ricoprendo dal 1993 al 1997 la carica di consigliere comunale a Cosenza, dove il fratello Maro è stato sindaco per ben due volte. Negli anni la sua esperienza è andata avanti tra diversi incarichi fra Udc e Forza Italia, di cui qualche mese fa è diventato capogruppo alla Camera, dove è stato eletto deputato nel 2018.

Il programma elettorale che lo ha portato alla vittoria poggia le sue basi su Pnrr, fondi europei e risorse del fondo di Sviluppo e Coesione, oltre alla lotta alla 'ndrangheta, definita oggi ''un cancro che non deve entrare in Regione''.

"Il mio slogan è 'la Calabria che l'Italia non si aspetta''

"Io sono nato in questa regione - ha detto Occhiuto dopo la vittoria -, sono stato giovane anch'io e questa regione mi ha regalato grandi opportunità. Opportunità che a tanti giovani non ha dato. Ecco, io sono impegnato a fare in modo che la Calabria diventi una regione piena di opportunità, fare in modo che i giovani possano decidere liberamente se rimanere in Calabria o andare fuori".

"Comincerò ad occuparmi da subito della sanità - ha proseguito- Chiederò al governo di restituire la sanità ai calabresi perché in 12 anni di commissariamento il debito non si è ridotto e la qualità delle prestazioni sanitarie non è aumentata". "Io mi gioco tu con questa ambiziosa prospettiva di cambiare la Calabria - ha aggiunto- e voglio occuparmi direttamente delle questioni di governo che riguardano la mia regione. Il governo lo sa già, so che avrò il consenso, l'appoggio del mio partito, del quale mi onoro di essere un dirigente nazionale. Da domani dimostreremo che la fiducia che i calabresi ci hanno dato è una fiducia ben riposta. Viva la Calabria, viva la possibilità di raccontare questa regione come una regione che merita di essere raccontata in maniera diversa".

"Il mio slogan è 'la Calabria che l'Italia non si aspetta'' - prosegue - perché questa regione ha molti problemi, a cominciare dalla 'Ndrangheta che ci fa schifo e alla quale non permetteremo di sporcare il governo del centro destra. Al governo nazionale chiedo aiuto soprattutto per debellare questo cancro che avvolge la Calabria. Abbiamo tenuto l'asticella altissima anche nella fase di compilazione delle liste. Abiamo mandato le nostre liste alla commissione antimafia perché facesse il vaglio preventivo delle candidature e siamo stati gli unici a farlo. Ecco, io chiedo al governo di assisterci, il resto ce lo mettiamo noi, l'impegno, la voglia e la passione di dimostrare che questa regione merita di essere raccontata diversamente, ma il governo ci aiuti. E se io con la mia squadra riuscirò a fare in modo che la Calabria venga rappresentata come una regione che l'Italia non si aspetta, io non sarò il primo ad averlo fatto, perché prima di me la fatto Jole Santelli, che ha cominciato a governare questa regione un paio di anni fa e ha dimostrato che la Calabria può avere classe dirigente di qualità e può essere raccontata appunto in maniera diversa. A lei voglio rivolgere un affettuoso saluto, ci guarda, sarà contenta del risultato che abbiamo ottenuto".

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