Giovedì, 21 Ottobre 2021
La guida

Elezioni comunali 2021, il voto disgiunto: quando si può e come funziona

Le regole del voto cambiano a seconda del numero dei residenti dei Comuni

Votare un candidato di un partito e il sindaco di un'altra lista: il voto disgiunto è previsto per le prossime elezioni comunali che si terranno domenica 3 e lunedì 4 ottobre. Ma vediamo di capire come funziona il voto disgiunto con una breve guida. 

In vista delle elezioni comunali che si terranno il 3 e 4 ottobre 2021, la prima cosa da specificare è che il voto disgiunto non riguarda la Regione Calabria, ma solo i comuni e neppure tutti. Infatti questa scelta di voto è possibile soltanto nelle città che hanno almeno 15mila residenti. Ce ne sono di queste proporzioni, proprio perché in questa tornata elettorale, ci sono comuni importanti, partendo dalla Capitale, Roma, fino a città come Napoli, Milano, Torino, Bologna, oltre a tutti gli altri comuni più piccoli. In tutto sono 1.157.

In molti di questi, l’elettore potrà procedere con il voto disgiunto, nei casi in cui vorrebbe una determinata persona come sindaco, ma vorrebbe anche dare il proprio voto ad una lista o a candidati di una lista opposta a quel determinato sindaco. Non è una contraddizione. Si può fare ed è contemplato. Vediamo come funziona. 

In pratica, quando il cittadino si troverà di fronte alla scheda elettorale, metterà una croce sul nome del sindaco che si sceglie e poi, sulla stessa scheda, apporrà il segno su una lista opposta a quel sindaco (In questo caso il voto va al sindaco e al partito dell’altra coalizione).

Oppure scriverà i nomi dei candidati in consiglio comunale di una lista in opposizione a quel sindaco. In quest’ultimo caso, la scheda sarà valida, ma si dovranno votare un maschio e una femmina, pena l’annullamento della seconda preferenza. Il voto andrà al sindaco e ai due consiglieri comunali candidati della lista scelta (diversa da quella che sostiene il sindaco). Non si possono votare due liste diverse. 

Elezioni comunali 2021, come funziona il voto disgiunto

Immaginando una contesa fra partito rosso e partito blu, ecco cosa si può fare:

  • Votare sindaco dei rossi e partito blu.
  • Votare sindaco dei rossi e un consigliere comunale blu.
  • Votare sindaco dei rossi e due consiglieri comunali blu (purché un uomo e una donna).
  • Votare solo il sindaco dei rossi (o dei blu).
  • Votare solo i consiglieri comunali dei rossi (o dei blu).

Tutto questo non sarà possibile nei Comuni con meno di 15mila residenti, dove votando un sindaco si sostiene per forza la sua coalizione e, vice versa, se si vota una determinata coalizione o partito, si sostiene il sindaco proposto da quella coalizione. Inoltre, nei comuni con meno di 5mila abitanti, oltre a non essere previsto il voto disgiunto, è possibile dare una sola preferenza per un candidato al Consiglio comunale. 

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