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Giovedì, 20 Giugno 2024
Verso le comunali

Dove rischia di più il centrodestra alle elezioni di giugno

"Siamo dispiaciuti per la scelta di FdI che in diverse città, da Nord a Sud, non ha ancora scelto di sostenere i candidati del centrodestra" ha detto il vicesegretario della Lega Lorenzo Fontana

Il centrodestra rischia alle prossime elezioni comunali del 12 giugno. Rischia di più al sud e a Verona, mentre si sente più sicuro a Genova, dove i principali partiti sono riusciti a trovare un’intesa che fa ben sperare i leader.

Le cose non sono andate come auspicato. "Entro Natale avremo i candidati alle prossime amministrative" aveva detto il segretario della Lega Matteo Salvini, dopo la sconfitta incassata alle ultime comunali, soprattutto nella città di Roma e Milano. Dovevano ancora arrivare le elezioni per il Presidente della Repubblica quando, all'interno della colazione di destra, la fiducia reciproca si è affievolita.

Oggi l’alleanza fra Salvini, Berlusconi e Meloni sembra in difficoltà, fra litigi e colpi bassi. Solo un mese fa era stato il vice presidente della Camera e deputato di Fdi Fabio Rampelli, parlando delle politiche, a rimarcare la necessità di  muoversi "senza scorrettezze, colpi bassi e fughe in avanti, senza rotture nelle elezioni amministrative con partiti in cerca di alleanze impure". Oggi è Lorenzo Fontana, vicesegretario della Lega e responsabile del dipartimento esteri a tornare sulla questione: "Siamo convinti che sia possibile vincere solo uniti, per questo siamo dispiaciuti per i dubbi su nuovi scenari per il centrodestra unito in Europa e per la scelta di FdI che in diverse città, da Nord a Sud, non abbia ancora scelto di sostenere i candidati del centrodestra. L'auspicio è che ci sia una convergenza nei prossimi giorni: non c'è tempo per sterili polemiche".

Il centrodestra ha già vinto le elezioni politiche 2023?

Le divisioni di cui parlano i due parlamentari sono un rischio in vista dell’appuntamento elettorale, quando andranno al voto circa 950 comuni, di cui 26 capoluoghi di provincia e quattro capoluoghi di Regione: Genova, L'Aquila, Catanzaro e Palermo. Il centrodestra ha tutto da perdere perché dei 26 capoluoghi, ne controlla 18. Poi ci sono i quattro capoluoghi di regione, dove gli accordi sembrano a un binario morto. Vediamo che cosa sta succedendo, città per città.

Elezioni comunali 2022: caos a Palermo 

Palermo è la quinta città d’Italia ed è lì che sembrano esserci i problemi maggiori. Tutto nasce dalle prospettive dei singoli partiti in vista delle prossime elezioni per la Regione Siciliana. Fratelli d’Italia ha già detto di voler sostenere l’attuale presidente Nello Musumeci, sul quale non sono convinti né Lega né Forza Italia. In realtà, fra gli azzurri, c’è un’ulteriore scissione. Da una parte i parlamentari del governo regionale, pronti a rilanciare l’attuale Presidente e l'altra metà di Fi, che fa riferimento a Gianfranco Miccichè, in cerca di un'alternativa. Poi c’è la Lega, con l'ambizione di un presidente del Carroccio al governo dell’isola, dopo un processo di moderazione della classe dirigente che possa far dimenticare la Lega Nord di Umberto Bossi.

Da qui nascono i problemi nel capoluogo palermitano. I partiti hanno legato le due elezioni e ora le divisioni sono l’una lo specchio dell’altra. Lega, Forza Italia e altre forze centriste (per esempio Noi con l’Italia) sostengono Francesco Cascio, già presidente dell'assemblea regionale siciliana. A Palermo sembrava essere pronto a sfidare tutti il senatore Davide Faraone (Italia Viva), che si è invece fatto da parte per sostenere Roberto Lagalla, chirurgo e assessore all’Istruzione della Regione. Si presenterebbe come civico ma è molto vicino all’Udc. Anche qui Fratelli d’Italia si differenzia perché schiera la deputata Carolina Varchi. Poi ci sono altre due figure di non poco conto. Il primo è Totò Lentini, è stato il primo a candidarsi. È sostenuto dal Movimento Nuova Autonomia, anche se ufficialmente si presenta sostenuto da Alleanza per Palermo e Palermo città europea. Infine c’è Francesca Donato, espulsa dalla Lega, no vax, no green pass e no euro. Lei si presenterà in piena solitudine con Rinascita Palermo.

Il rebus Verona

Verona è un vero e proprio caso. Forza Italia non ha alcuna intenzione di appoggiare il sindaco uscente di Fdi Federico Sboarina, sostenuto anche dalla Lega. Gli azzurri guarderebbero con interesse Flavio Tosi. Per cui da una parte l’attuale sindaco veronese e dall’altra Tosi. Sboarina spinge molto in campagna elettorale sul fatto che la vera coalizione di centrodestra è la sua. Ma anche nella cittadina veneta i pezzi si staccano. Infatti il primo cittadino è sostenuto Fratelli d’Italia, Lega, liste civiche di varia estrazione e cattolici come il Popolo della famiglia. A lui si contrappone Tosi, che piace a Forza Italia. Non è un caso che venerdì il candidato sindaco fosse a Verona, per incontrare il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani. In mezzo c’è Alberto Zelger, ex Lega, ultracattolico e no green pass. Lui sicuramente pescherà dallo stesso bacino di voti degli altri due contendenti.

"La discussione resta aperta a Verona e a Palermo" ha detto il responsabile Enti Locali di Forza Italia, il senatore Maurizio Gasparri. Ma lo è anche a Catanzaro, dove c'è il docente universitario Valerio Donato su quale puntano Forza Italia e Lega, insieme a Udc ed ex esponenti del centrosinistra. E manca Fratelli d'Italia. Per questo i tavoli delle trattativa non sono ancora conclusi. Come non lo sono a Parma, dove si ricandida Pietro Vignali, che aveva già guidato la città fra 2007 e 2011. Con lui Lega, Forza Italia, Cambiamo, Noi con l'Italia e la lista civica rappresentata da Fabio Fecci e Fabrizio Pallini. Manca, anche qui, il via libera di Fratelli d'Italia.

L’unica città dove il centrodestra ha raggiunto un accordo solido è Genova dove il sindaco uscente Marco Bucci è sostenuto da tutta la coalizione, con attestati di stima da Italia Viva e Azione. Bucci può davvero vincere ed è per questo che, per dargli ancora più forza, Salvini ha annunciato di voler togliere il suo nome dal simbolo della Lega per sostituirlo con quello del candidato sindaco.

Ma non basterà vincere il capoluogo ligure, se nel resto d’Italia la coalizione non dovesse tenere. A destra c'è un puzzle da ricomporre, soprattutto a Verona e Palermo. Anche perché, in Sicilia per esempio, il centrosinistra si presenta Franco Miceli, che tiene tutti insieme, dall’estrema sinistra a Pd e 5 Stelle, ma è in continuità con l’attuale sindaco Leoluca Orlando. Se il centrodestra ha una possibilità di vincere, è presentandosi unito. Anche per questo Giorgia Meloni ha chiamato Silvio Berlusconi, per chiedergli di intervenire e mettere tutti d’accordo.

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