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Venerdì, 12 Agosto 2022
Amministrative 2022 / Palermo

La corsa a sindaco a Palermo: il centrodestra punta sull'ex rettore, il centrosinistra si divide

Corsa a sei per eleggere il successore di Leoluca Orlando. In campo Rita Barbera, Francesca Donato, Fabrizio Ferrandelli, Roberto Lagalla, Ciro Lomonte e Franco Miceli

Corsa a sei alle elezioni amministrative di domenica 12 giugno a Palermo per scegliere il successore del sindaco uscente Leoluca Orlando. Rita Barbera, Francesca Donato, Fabrizio Ferrandelli, Roberto Lagalla, Ciro Lomonte e Franco Miceli (in rigoroso ordine alfabetico) sono i candidati che si sfideranno al primo turno. L'eventuale ballottaggio sarà il 26 giugno. 

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Roberto Lagalla 

Il centrodestra ha ritrovato compattezza sul nome di Roberto Lagalla, ex rettore dell'Università e assessore regionale all'Istruzione del governo Musumeci fino allo scorso mese di marzo. Data in cui si è dimesso per scendere in campo alle Comunali: dapprima come candidato civico in solitaria, poi mettendo d'accordo i renziani e tutte le anime del centrodestra.

Uno dopo l'altro i candidati schierati in un primo momento dai partiti si sono sfilati. E così Davide Faraone (Italia Viva), Carolina Varchi (Fratelli d'Italia), Francesco Scoma (Lega), Francesco Cascio (Forza Italia) e Totò Lentini (Alleanza per Palermo) hanno fatto un passo di lato in favore di Lagalla, che in questa tornata elettorale è sostenuto da ben nove liste: Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega-Prima l'Italia, Dc Nuova, Alleanza per Palermo, Noi con l'Italia, Unione di Centro, Lavoriamo per Palermo, Moderati per Lagalla sindaco. 

La campagna elettorale di Lagalla è stata contrassegnata dalle polemiche sulla questione morale, dopo l'endorsement di Cuffaro e Dell'Utri (entrambi condannati per reati legati alla mafia, ndr) alla sua candidatura. Polemiche che il diretto interessato ha sempre respinto al mittente, sostenendo che "la legalità l'ha sempre praticata quotidianamente", ma che lo hanno indotto a disertare il trentennale delle stragi dopo aver parlato con la sorella del giudice Falcone e con il prefetto. Lagalla, in giro per la città in lungo e in largo a bordo di un camper, si è schierato contro le nuove linee di tram volute dall'amministrazione Orlando e ha annunciato "un'operazione verità sul bilancio del Comune", che ha attivato la procedura per il riequilibrio dei conti.

Franco Miceli  

Il centrosinistra a Palermo ha costituito un fronte progressista che si è coalizzato attorno alla candidatura di Franco Miceli, presidente nazionale dell'Ordine degli architetti ed ex assessore della Giunta Orlando a cavallo fra gli anni '90 e 2000. Con Miceli si sono schierati Pd, M5S, Sinistra Civica ed Ecologista. Una quarta lista per il Consiglio comunale è quella riconducibile direttamente al candidato sindaco, che si chiama Progetto Palermo. Non ha presentato nessuna lista il sindaco uscente Leoluca Orlando, che ha piazzato i suoi candidati nel Pd: su tutti il vicesindaco e suo braccio destro Fabio Giambrone. 

Dopo un inizio in sordina, Miceli ha alzato il livello della competizione "giocando" molto sulla questione morale. A tirargli la volata ci stanno pensando i big della sinistra: dal segretario del Pd Enrico Letta al ministro della Salute Roberto Speranza, fino al leader del M5S Giuseppe Conte, atteso la prossima settimana a Palermo.

Fabrizio Ferrandelli  

Il fronte democratico-progressista non è però compatto: Fabrizio Ferrandelli, presidente dell'assemblea nazionale di Più Europa e consigliere comunale uscente, corre per i fatti suoi. Ad appoggiarlo, oltre a Più Europa, c'è anche Azione di Carlo Calenda con altri movimenti e gruppi locali. Ferrandelli, ex delfino di Orlando, si candida a sindaco per la terza volta consecutiva. Nel 2012 infatti si è candidato col sostegno del Pd e in contrapposizione a Orlando, dopo che quest'ultimo ha violato il patto del centrosinistra non riconoscendo la vittoria alle primarie di Ferrandelli. Cinque anni dopo, nel 2017, col movimento dei Coraggiosi, il secondo tentativo di Ferrandelli: non più con il Pd, ma con i partiti di centrodestra eccetto Fdi e Lega. 

Ora la svolta, consapevole "degli errori commessi in passato, soprattutto nel 2017" e forte di un bagaglio d'esperienza accumulata in Consiglio dal 2007 a oggi. "Destra e sinistra fermi a trent'anni fa, io sono l'unico che al Comune sa dove mettere le mani", ha detto.    

Elezioni 2022 a Palermo, i candidati sindaco

Rita Barbera

Tra gli outsider due donne e un uomo. Rita Barbera, già direttrice del carcere Ucciardone e del Pagliarelli, può contare su due liste: quella che porta il suo nome e quella di Potere al Popolo. Donna con idee politiche di sinistra, Barbera si è tenuta distante dai partiti ed è scesa in campo da sola. Una scelta voluta, ponderata, di cui non si è affatto pentita. Anzi, ha sottolineato, "ho assunto una posizione di equidistanza dai classici schemi di centrodestra e centrosinistra per convincere l'elettorato deluso dai partiti e dalla politica a recarsi alle urne". Da qui l'appello al voto libero, stampato nei suoi manifesti, in contrapposizione al voto utile, definito "il più stupido dei voti, perché significa rinunciare al cambiamento vero". 

Francesca Donato

L'altra donna in lizza per diventare sindaco è Francesca Donato, europarlamentare in carica eletta con la Lega ma che ha abbandonato il Carroccio in dissenso per "l'appoggio al governo Draghi e l'imposizione dell'obbligo vaccinale per alcune categorie". Nota per le sue posizioni "No vax" e "No green pass", ultimamente anche per aver messo in discussione la strage di Bucha, l'eurodeputata non ci sta ad essere etichettata: "Io di centrodestra? No, sono trasversale". In questa tornata elettorale si presenta con una sola lista, Rinascita Palermo, e l'appoggio di due esponenti politici di respiro nazionale: l'ex candidato premier di sinistra, Antonio Ingroia (Azione Civile), con un passato da magistrato antimafia, e Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista. Rizzo ha annunciato in un video-appello di pochi giorni fa il suo sostegno alla candidata a sindaco: "Una donna - ha detto che sta - dalla parte del popolo e della Costituzione".

Ciro Lomonte

Dopo il tentativo del 2017, anche l'architetto-indipendentista Ciro Lomonte ci riprova. A sostenerlo oltre al movimento Siciliani Liberi c'è anche il Popolo della Famiglia e Con Paragone Palermo non molla mai, costola di Italexit (movimento animato dai referenti siciliani del giornalista ex parlamentare del M5S). Tre soggetti politici, un'unica lista per la corsa a sindaco del prossimo 12 giugno.

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