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Giovedì, 20 Giugno 2024
L'intervista

"Si torna a votare Pd, da Giorgia Meloni solo fumo negli occhi"

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, intervistata da Today.it: "A cena con Conte e Calenda? Preferisco una battaglia comune sul congedo paritario. E l'unica asticella che ci interessa è l'affluenza"

"Incontro tante persone che mi dicono 'torno a votarvi, sono tornato a casa'. È una delle espressioni più ricorrenti che sento alla fine dei comizi". Lo racconta a Today.it la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, prima di saliere su un volo per Catania, per una delle 117 tappe del suo tour elettorale. "È stata una campagna molto bella - spiega - che abbiamo portato avanti sui temi della giustizia sociale, della sanità pubblica, del lavoro, della questione climatica e dei diritti. Siamo fiduciosi e speriamo che vada a votare più gente possibile, perché l'unica asticella che ci interessa è quella della partecipazione al voto. 

Come spesso accade, quasi tutti i partiti hanno approcciato alle europee come se fossero delle elezioni di metà mandato. In realtà la politica interna c'entrerebbe poco con quello che andranno a fare gli eletti dei vari schieramenti, che tra l'altro in Europa saranno spesso contrapposti anche se alleati in Italia. Votare Pd è votare Pse. Cosa vuol dire?

"Noi siamo per un'Europa federale e per una maggiore integrazione, ovvero più mezzi per affrontare le grandi sfide di questo tempo, quelle che i singoli Stati non possono gestire. Però dobbiamo mettere mano agli errori e alle mancanze di questa Unione, per completare quel percorso che è rimasto incagliato negli egoismi nazionali e nei nazionalismi, quelli su cui la destra continua a soffiare malgrado la storia ci abbia insegnato che nel nostro continente il nazionalismo porta solo alla guerra. Da ex europarlamentare soffro la fatica di parlare di temi europei; eppure non c'è un solo tema nazionale che non sia strettamente collegato all'Europa: pensiamo all'emergenza climatica, che è troppo assente nel nostro dibattito e invece incide profondamente sui nostri territori e sulle nostre comunità". 

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"Siamo uno dei Paesi più fragili rispetto ai cambiamenti climatici, lo dimostrano gli eventi estremi sempre più frequenti e intensi. Non è negando l'emergenza climatica che si aiutano le imprese e gli agricoltori, che sono tra le prime vittime di questa emergenza: in Emilia-Romagna dopo un anno stanno ancora aspettando i ristori al 100 per cento promessi da Giorgia Meloni e mai arrivati. Ci serve che l'Europa continui sulla strada della NextGenerationEU e del Green Deal, perché sono dei cambiamenti non più rimandabili. Il pianeta è solo uno e noi lo abbiamo in prestito; e dobbiamo restituirlo ancora vivibile alle prossime generazioni".

Il problema è riuscire a ridurre il più possibile l'impatto della transizione ecologica sull'economia. Restando in Emilia-Romagna, la direttiva Ue sugli imballaggi mette a rischio 22 mila posti di lavoro. 

"Secondo noi, ovvero secondo il Pse, il Green Deal deve avere un cuore rosso. Perché non serve meno industria, serve un tipo diverso di industria; servono risorse per accompagnare la transizione affinché sia giusta e non lasci nessuno indietro; serve un investimento di almeno 500 miliardi l'anno per prendere per mano imprese, agricoltori e lavoratori; serve un fondo di 100 miliardi per l'efficientamento energetico delle case: perché è inutile piagnucolare per la direttiva sulle case green, come fa la destra, senza battersi per avere dall'Europa le risorse per ristrutturare le case e gli edifici commerciali e industriali".

"Servono 500 miliardi l'anno per la transizione ecologica e un fondo di 100 miliardi per l'efficientamento energetico delle case".

Elly Schlein a Today.it 

"Chi dice 'meno Europa' - continua la segretaria dem - va contro gli interessi nazionali, perché l'Italia da sola le risorse non le ha. E poi c'è il grande tema energetico: abbiamo un potenziale infinito sulle energie rinnovabili e questo lo sanno anche le imprese. Passare dalle fonti fossili a quelle rinnovabili vuol dire ridurre i costi e tutelare la nostra salute. Alexander Langer diceva che la conversione ecologica avverrà quando apparirà socialmente desiderabile, ma perché sia così servono politiche pubbliche che rendano la conversione conveniente per le famiglie e per le imprese. Non dobbiamo perdere la spinta che le nuove generazioni hanno portato nelle piazze scalando l'agenda europea, perché si è fatto troppo poco. Qui in Italia serve una legge nazionale sul consumo di suolo perché si è cementificato troppo, l'abbiamo presentata in Parlamento. E poi dobbiamo mettere fine all'assurdità di spendere 28 miliardi l'anno in sussidi ambientali dannosi, quando potrebbero essere usati per permettere alle piccole e medie imprese a ridurre il loro impatto ambientale".

Tutto molto condivisibile, ma all'atto pratico, con un tessuto economico ancora basato su vecchi modelli produttivi, si può fare in un tempo compatibile con gli obiettivi dell'agenda green?

"Si può fare. Prendiamo ad esempio l'economia circolare, che è un settore in cui tante imprese italiane hanno fatto scuola nel mondo. Riciclare e riutilizzare materie prime e seconde reimmettendole nel ciclo produttivo o scambiandole con altre aziende, non solo riduce costi per la collettività che deve gestire meno rifiuti, ma li riduce anche per le aziende che utilizzano quei rifiuti per produrre ricchezza. Nelle regioni dove governiamo, dall'Emilia-Romagna alla Campania, abbiamo programmato di rendere il trasporto pubblico gratuito per i giovani: facciamo risparmiare 600 euro di abbonamento a una famiglia e al contempo creiamo una cultura e un'abitudine alla mobilità sostenibile. E ancora: i nostri sindaci stanno lavorando moltissimo sulle comunità energetiche, che permettono di auto produrre energia rinnovabile e immetterla nella rete, producendo un risparmio in bolletta e la riduzione delle emissioni: è un win-win".

Salvini fa una campagna con lo slogan "più Italia, Meno Europa" e candida il generale Vannacci che rievoca la flottiglia X Mas. Meloni organizza "agguati social" a Vincenzo De Luca e boutade su "Tele Meloni" su instagram. Quando assisteremo a una campagna elettorale civilie?

"Bisognerebbe chiederlo a loro. Noi stiamo facendo una campagna sui temi, spiegando nelle piazze che quello che si decide a Bruxelles incide sulla vita degli italiani. Sospetto che la destra pianti bandierine ideologiche, sdoganando i peggiori istinti, perché non ha nulla da rivendicare. Dopo un anno e mezzo di governo Meloni le condizioni delle famiglie non sono migliorate e quindi loro gettano fumo negli occhi alle persone in difficoltà perché devono distrarre e nascondere la loro incapacità; devono nascondere i loro tagli alla sanità, il loro incidere negativamente sulle pensioni, il fatto che negano l'emergenza climatica e non investono sull'energia pulita. 

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Il loro è un governo nemico delle rinnovabili. Meloni non vuole neanche approvare il salario minimo, una norma necessaria perché dal 1990 i salari degli italiani non solo non sono aumentati, ma sono diminuiti. Se c'è un Paese che ha bisogno del salario minimo è il nostro. E se c'è un Paese che ha bisogno che l'Europa prosegua sulla strada del NextGenerationEU, che le destre alleate di Giorgia Meloni e Matteo Salvini vogliono fermare, è sempre il nostro. Noi abbiamo la vocazione industriale e il sapere degli artigiani, ma non abbiamo il margine fiscale di Paesi come la Germania, che lo stanno usando per mettere in campo politiche industriali per la transizione ecologica e digitale". 

Da lunedì si tornerà a parlare di Italia e di alleanze. La destra ha la capacità di stare unito, mentre le opposizioni che numericamente potrebbero essere la maggioranza sono bravissime a dividersi. Nel frattempo Aurelio De Laurentiis ha portato uno juventino doc, Antonio Conte, sulla panchina del Napoli. Gli ultimi dettagli del contratto pare siano stati discussi durante una cena in un ristorante romano. Lei riuscirà a portare a cena Carlo Calenda e Giuseppe Conte?

"Diciamo che più della cena mi interesserebbe fare insieme una grande battaglia sul congedo paritario per contrastare la crisi delle nascite, come l'hanno fatta in Spagna e come sta facendo Macron in Francia. Vuol dire cinque mesi di stipendio pieno per entrambi i genitori. È così che faremo l'unità, non chiudendoci in una stanza aspettando di diventare tutti simpatici l'uno all'altro. Noi faremo quello che abbiamo sempre fatto da quando sono segretaria: saremo testardamente unitari. Non perderemo neanche un minuto a fare polemica con altre forze dell'opposizione perché il nostro avversario è la destra, non loro. E troveremo i temi e le proposte su cui costruire convergenze. Siamo unitari perché ce lo chiede la nostra gente che ha bisogno di un'alternativa forte e credibile. Siamo la prima forza di opposizione in Parlamento e nel Paese ed è nostra responsabilità trovare una sintesi; non abbiamo la presunzione di autosufficienza ma esigiamo rispetto: come noi non poniamo veti su nessuna delle forze alternative alle destre, non vogliamo neanche subirli". 

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