Elezioni europee, Berlusconi "capolista dappertutto": malumori in Forza Italia

Agitazione a Bruxelles tra le fila degli eurodeputati azzurri. Il motivo? Silvio Berlusconi dovrebbe essere capolista in tutti i collegi per le elezioni del 26 maggio. Ma così, per effetto della parità di genere, sarebbero penalizzati i candidati uomini

In casa Forza Italia sono ancora convinti che la decisione di Silvio Berlusconi di candidarsi alla elezioni europee di primavera possa "salvare" il partito, in caduta libera nei sondaggi: ormai il consenso sarebbe quasi dimezzato rispetto al voto di undici mesi fa. Ma c'è grande agitazione a Bruxelles tra le fila degli eurodeputati azzurri. Il motivo? Silvio Berlusconi sarà capolista dappertutto per le elezioni del 26 maggio. Ma così, per effetto della parità di genere, sarebbero penalizzati i candidati uomini. La legge elettorale che regola le europee in Italia, infatti, risalente al 1979 e modificata nel 2014, impone l'obbligo dell'alternanza di sesso solo per i primi due nomi in lista. Di conseguenza, sarebbero avvantaggiate solo le donne, che, in accoppiata con il Cav, farebbero l'en plein di voti.

Un problema secondario, se si pensa che Forza Italia è sotto al 10 per cento, e la preoccupazione primaria del partito dovrebbe essere cercare di fermare l'emorragia di consenso. Ma non secondo gli europarlamentari uscenti. Il 'Berlusconi versione pigliatutto', riferiscono, avrebbe creato malumori tra alcuni europarlamentari uscenti uomini, scoraggiando anche chi (qualcuno dei big) era intenzionato a scendere in campo, specialmente al Sud e nelle Isole. Infatti se l'ex premier dovesse correre in tutte e cinque le circoscrizioni, sicuramente tirerebbe la volata alle quote rosa, lasciando a bocca asciutta chi si trova nelle liste dal terzo posto in poi. "Gli italiani a stento voteranno per due candidati, figuriamoci tre", fa notare un esponente azzurro di lungo corso. Non solo, c'è poi un'altra 'variabile', non di poco conto: una volta eletto, per quale circoscrizione Berlusconi opterà tra le cinque?

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Forza Italia, per le elezioni europee 2019 c'è anche il caso Tajani

Da sbrogliare anche il rompicapo Antonio Tajani. Sempre per la rappresentanza di genere, il numero due del partito e attuale presidente del Parlamento Ue dovrà correre terzo, (probabilmente al Centro, sua circoscrizione d'elezione) dietro Berlusconi e una forzista, rischiando addirittura di non essere eletto. Al punto che qualcuno scommette che alla fine il leader azzurro non correrà ovunque, lasciando il 'Centro' al suo vice. Da Arcore fanno sapere che ancora non sono stati affrontati questi argomenti, ma le incognite restano.

Nel partito la 'ridiscesa in campo' di Berlusconi non ha convinto tutti. Molti lo dicono sottovoce, alcuni più chiaramente, come Giovanni Toti; la candidatura di Berlusconi potrebbe servire a blindare i voti dell'elettorato moderato che non si riconosce nella Lega salviniana, ma quasi tutti ammettono che l'ex premier non ha più l'appeal politico dei tempi d'oro.

Elezioni europee, come funziona la legge elettorale

La legge elettorale che regola nel nostro Paese le europee è del 1979, la più datata tra quelle vigenti, tanto che è stata firmata dall’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini: si tratta di un proporzionale puro al quale nel 2009 è stata poi aggiunta una soglia di sbarramento del 4%. Grazie al voto di preferenza, ogni elettore può scrivere fino a tre nomi presenti in una stessa lista, ma sempre rispettando la rappresentanza di genere: secondo una modifica approvata nel 2014, non si possono votare tutti maschi o tutte donne, perché in quel caso il terzo voto verrebbe annullato. L’Italia viene divisa in cinque circoscrizioni, ognuna delle quali elegge un numero prestabilito di europarlamentari.

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