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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Verso il voto

Elezioni Lazio 2023: i candidati e le informazioni su come e quando votare

Si vota a febbraio, quando potranno andare alle urne oltre quattro milioni di cittadini laziali. Ecco tutte le informazioni sul voto e i candidati presidente

Elezioni Lazio 2023. Urne aperte domenica 12 febbraio, dalle ore 7 alle ore 23 e lunedì 13, dalle ore 7 alle ore 15. Saranno chiamati al voto oltre quattro milioni di persone e a loro verrà chiesto di scegliere fra diversi candidati. Ma chi sono i candidati alle elezioni regionali del Lazio 2023?

Elezioni regionali 2023: dove, quando e chi votare

Elezioni regionali Lazio 2023, i candidati

Chi è Alessio D'Amato, candidato del centrosinistra

Da marzo 2020 a oggi, Alessio D'Amato è stato uno dei protagonisti della lotta al Covid-19 nel Lazio. Assessore alla sanità, già a capo della cabina di regia della sanità laziale dal 2013, il 4 maggio, nella sua Roma Nord, ha deciso di ufficializzare la partecipazione alle primarie del centrosinistra per scegliere il candidato alle prossime elezioni regionali, in programma a inizio 2023.

Romano classe 1968, laureato in sociologia, è stato membro della commissione Sanità e bilancio del consiglio regionale del Lazio e della commissione Sicurezza sul lavoro dal 2005 al 2010. Dal 2008 al 2010 ha ricoperto l'incarico di presidente della commissione Affari costituzionali sempre alla Pisana. Politicamente cresciuto tra Pdci e Rifondazione, ha avuto modo di farsi notare dall'ex ministro Oliviero Diliberto che lo ricorda quando D'Amato era a capo della federazione romana del Pdci, con uno zoccolo duro al Labaro, quartiere di Roma Nord con una connotazione fortemente popolare.

Alessio D'Amato

Come è sempre stata forte anche la connotazione di D'Amato, che della sanità ha fatto fin da subito un pallino. Quando Storace era governatore, l'attuale assessore si laureava con una tesi sugli aspetti critici della riforma sanitaria e nel 2005 pubblicava un libro, insieme a Dario Petti, "Lady Asl. La casta della Sanità", approfondimento nato dall'indagine che dal 2004 al 2007 aveva portato a circa cento arresti, con 82 milioni di euro sottratti alla sanità pubblica regionale.

Dal 2019 ha iniziato a prendersi i suoi spazi, anche e soprattutto politici. Prima visto come un "tecnico", uno da dietro le quinte, con i primi movimenti tellurici che hanno portato fuori dai palazzi della Garbatella sia Nicola Zingaretti sia Massimiliano Smeriglio, D'Amato si è preso la scena. Poi sono arrivati il Covid-19, l'emergenza sanitaria, le mascherine, i tamponi e la campagna vaccinale da gestire, da fare in fretta. Le percentuali relative alla copertura della popolazione laziale sono lusinghiere per l'assessore, adesso si vedrà se lo saranno anche alle primarie.

Chi è Francesco Rocca, candidato del centrodestra

"Mi ritengo un uomo fortunato perché ho un osservatorio privilegiato su quello che accade nel mondo ma soprattutto perché, con il mio impegno quotidiano, posso intervenire in favore di chi ha bisogno e dare voce alle tante, troppe vulnerabilità esistenti". Queste le parole che Francesco Rocca ha scelto per la sua presentazione sul sito della Croce Rossa, organizzazione di cui è stato presidente per quasi dieci anni. È stato, perché dal 19 dicembre Rocca non ricopre più l'incarico: ha dato le dimissioni "perché ho scelto di mettermi a disposizione del territorio", nello specifico - anche se manca ancora l'ufficialità - ha accettato di rappresentare il centrodestra nella corsa alle elezioni regionali del Lazio del 12 e 13 febbraio.

"Come esperto di sanità pubblica, penso di poter portare un valore aggiunto: ho accettato una nuova sfida in cui credo fortemente", ha detto Rocca nella lettera aperta pubblicata sul sito della Croce Rossa in cui si congeda ufficialmente. Una missiva in cui ha voluto chiarire che "ho voluto allontanarmi dal mio ruolo subito per evitare ogni possibile strumentalizzazione e per proteggere la nostra associazione e tutti voi. So che alcuni non saranno felici di questa decisione - prosegue Rocca - ma la vita è fatta di bivi e nel momento in cui un indimenticabile percorso sarebbe volto comunque al termine, ho voluto percorrere una strada nuova dove, tuttavia, le mie capacità possano ancora essere al servizio della comunità".

Nato a Roma il 1 settembre 1965, Rocca è diventato presidente nazionale della Croce Rossa Italiana nel 2013, e ha ricoperto anche il ruolo di presidente della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Laureato in legge, ha esercitato la professione di avvocato dal 1990 al 2003, e nella seconda metà degli anni '90 si è occupato di processi di mafia, un impegno che lo ha costretto a vivere sotto scorta per cinque anni.

Francesco Rocca

Nel corso degli ultimi 25 anni ha ricoperto diversi incarichi: presidente dell'Ipab "Asilo della Patria" dal 1996 al 2003, commissario dell'ospedale Sant’Andrea di Roma dal 2002 e, sino al 2007, direttore generale. È stato anche componente del consiglio d'indirizzo dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani dal 2007 al 2010 e del nucleo valutazione dell'Istituto nazionale tumori - Ircss Fondazione Pascale di Napoli dal 2005 al 2009. Infine, è stato commissario straordinario della Asl Napoli 2 nel 2011 e direttore generale dell'Idi nel 2017: esperienze che, deve avere pensato la coalizione di centrodestra, lo rendono un candidato ideale da contrapporre al candidato presidente del centrosinistra, l'assessore uscente alla Sanità Alessio D'Amato.

Rocca si è avvicinato al volontariato sin dai primi anni degli studi in legge, prima al fianco del Jesuit Refugee Service, poi con la Caritas, infine con la Piccola Casa della Divina Provvidenza Cottolengo. Eletto per la prima volta presidente nazionale della Croce Rossa Italiana nel gennaio 2013, in quello stesso anno, durante l’assemblea generale a Sidney, è stato eletto vice presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. L'incarico di presidente gli viene rinnovato una prima volta nel maggio 2016, una seconda a maggio 2020.

Sul passato di Rocca c'è anche un'ombra che spesso ha allontanato la sua candidatura. Parliamo di una condanna per spaccio di stupefacenti, per fatti risalenti a quando il neocandidato aveva 19 anni e fu arrestato dai carabinieri. Condannato a tre anni e due mesi di reclusione, l'anno dopo ebbe due mesi di sconto dalla Corte d'appello. "Bisogna imparare dagli errori e migliorarsi ogni giorno che passa. L'umanità è fragile e ogni individuo può sbagliare", ha sostenuto lo stesso Rocca nel momento in cui prese la guida della Croce Rossa Internazionale, parlando di quella condanna per spaccio.

Chi è Donatella Bianchi, candidata del M5s

È nata a La Spezia e, da buona ligure, Donatella Bianchi ha intrecciato la sua esperienza lavorativa con il mare. Volto noto della televisione italiana, la giornalista scelta da Giuseppe Conte per concorrere alle elezioni regionali del Lazio, vanta una lunga esperienza tra le mura di viale Mazzini.

Bianchi, che molti ricordano come storica conduttrice di Linea Blu, ha in realtà cominciato a frequentare gli studi televisivi da adolescente. Nel 1978, appena quindicenne, ha debuttato nella "Domenica In" allora presentata da Corrado. Nello stesso anno Bianchi diventa anche la voce della Mira Lanza, per cui incide anche il singolo "Mira Mira l'olandesina". Sempre con Corrado, una sorta di mentore all’inizio della carriera, ha preso parte nel 1981 al Gran Canal, il varietà ideato dal noto conduttore andato in onda su Rai Due.

La Rai che l'aveva accolta, da adolescente, diventa una seconda casa anche per i successivi sviluppi lavorativi. Bianchi infatti, giornalista professionista dal 1985, inizia a collaborare con la trasmissione "Sereno Variabile", all'epoca condotta da Osvaldo Bevilacqua e Maria Giovanna Elmi, come inviata speciale per la rubrica "Viaggi d'autore" negli anni che vanno tra il 1989 ed il 1992. Rimasta in Rai, ha collaborato con il Tg regionale diventando la conduttrice del TgLazio e della rubrica Tgr Italia Agricoltura, fino al 1994.

Donatella Bianchi account ufficiale Facebook

Il 1994 rappresenta un anno particolarmente importante nella carriera di Donatella Bianchi. È quello infatti in cui nasce il programma "Linea blu" che ha continuativamente condotto fino ad oggi. La trasmissione, che va in onda il sabato pomeriggio su Rai 1, come il nome lascia intendere, è dedicata a far conoscere la grande pubblico le bellezze e le criticità del mare. Gli anni di Linea Blu sono quelli che fanno acquisire ancor più autorevolezza alla figura di giornalista dedita alle tematiche ambientali.

Nel 2010 Bianchi ottiene anche, dal presidente Napolitano, l'onorificenza di Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica italiana. Nel 2012, tra le motivazioni che le valgono la medaglia d’oro al merito di Marina, figura un diretto riferimento alla condizione della trasmissione "Linea blu- vivere il mare" di cui, si legge, ha riscosso "un successo pieno e unanimemente riconosciuto". Nel 2014 Donatella è stata eletta, e successivamente confermata, presidente del Wwf Italia, carica che ha ceduto recentemente all’imprenditrice Daniela Ducato. Nel 2019 è stata invece scelta come presidente del parco nazionale delle Cinque Terre.

Elezioni regionali Lazio 2023, come si vota

La legge elettorale in vigore per le elezioni regionali nel Lazio è stata modificata nel gennaio 2017, diminuendo a 50 il numero dei consiglieri, con l'inserimento poi della parità di genere e del divieto al terzo mandato. L'80% dei seggi del Consiglio (40 consiglieri) sarà assegnato con metodo proporzionale alle liste circoscrizionali concorrenti presentate su base provinciale. Il restante 20% dei seggi (10 consiglieri), sarà assegnato sotto forma di premio di maggioranza alle liste collegate al presidente eletto.

Nel Lazio ci sono cinque circoscrizioni: Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. Viene proclamato presidente della Regione il candidato che ottiene il maggior numero di voti validi sul territorio regionale. A differenza delle elezioni amministrative, non è previsto un ballottaggio in caso di mancato raggiungimento da parte di un candidato della maggioranza assoluta. Infine è ammesso il voto disgiunto. Si può dunque votare per un candidato alla carica di presidente della Regione e poi per una delle altre liste a esso non collegate.

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