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Domenica, 21 Aprile 2024
Politica

Si avvicinano le elezioni, via al ricollocamento

Mentre Pd e Pdl sono impegnati nelle primarie, al centro il grande manovratore è Montezemolo. A sinistra tiene banco la questione Di Pietro che corteggia Grillo e prova a unire comunisti e ambientalisti

Da una parte, un ex magistrato che prova a creare un cartello che comprenda comunisti, ambientalisti e soprattutto 'patrocinato' da Beppe Grillo. Dall'altra, un big dell'imprenditoria italiana che conferma: "Scendo in campo". Con l'obiettivo del 'grande centro'.

In questo primo fine settimana di novembre, sono Antonio Di Pietro (con Beppe Grillo) e Luca Cordero di Montezemolo a monopolizzare la politica italiana. Anche perché gli altri schieramenti sono in altre faccende affaccendati. Il Pdl prova a costruire delle primarie vere. Il Pd (con Sel) è impegnato nella guerra tra Bersani, Renzi e Vendola.  E' ancora autunno ma, si sa, in politica la primavera del voto è sempre vicina, figuariamoci quando mancano appena sei mesi. 

CARTELLO A SINISTRA. In pieno caos Idv, Antonio Di Pietro sta provando a salvarsi da solo. Ma la prevedibile scissione, potrebbe essere più che altro una 'micro-scissione', un addio di pochi con destinazione centrosinistra, mentre tutti gli altri resteranno.

La motivazione, si spiega, è evidente. Un'alleanza tra Grillo, Idv e magari pure Verdi e Prc - si ragiona in ambienti del partito - potrebbe essere vincente alle prossime politiche.

Il punto di partenza è che si voti con il Porcellum. In questo caso l'Idv in coalizione con Grillo avrebbe tutto da guadagnare. Per prima cosa il fatto di poter godere di uno sbarramento al 2% invece che al 4% come sarebbe se si presentasse da sola.



E poi c'è la crescita di consensi del Movimento cinque stelle. Basti pensare, si osserva, al caso Sicilia. A maggio a Palermo i grillini si sono piazzati all'1,5%, a ottobre, alle regionali, si sono aggiudicati oltre il 18. Gli ultimi sondaggi, targati Swg, li danno al 22% su base nazionale.

RISCHIO SCISSIONE IDV. Ce n'è abbastanza per prendere seriamente in considerazione l'ipotesi e lasciare andare al proprio destino chi non ci sta. E guarda al centrosinistra.

Proprio Donadi ieri ha parlato di una "rottura insanabile con Di Pietro" paragonandolo a Berlusconi. Il capogruppo del partito alla Camera ha ribadito di sentirsi "tradito e truffato" raccontando che, mentre nell'ufficio di presidenza durato dodici ore, "Antonio" propinava idee sul rilancio del partito ogni tanto si assentava per rilasciare l'intervista al 'Fatto' nella quale ha affermato che "l'Idv è morta".



Ma soprattutto è la linea filo-Grillo e filo-Fiom che Donadi, come altri, non condivide. Con lui anche Francesco 'Pancho' Pardi che l'ha detto senza mezze misure: "L'Idv deve stare nel recinto del centrosinistra, altrove non ha senso". Pardi ha anche individuato il ruolo dell'Italia dei Valori versione 1.0 in una possibile alleanza con il Pd: "Fare da "cerniera" con il mondo dei movimenti".

Infine i tempi. Donadi ha annunciato che presto ci sarà una riunione per rilanciare il partito e dire che non è affatto morto, a dicembre poi si stabilirà la data del congresso da tenersi l'anno prossimo. Del resto se il cartello con Grillo si farà non potrà essere prima delle Regionali in Lazio e Lombardia perché è lì che il Movimento cinque stelle "si peserà".

OBIETTIVO GRANDE CENTRO. Nel martoriato campo moderato ognuno offre una ricetta. Il problema è che spesso divergono. Ieri è stato Luca Cordero di Montezemolo a smuovere le acque, non escludendo di scendere in campo personalmente nelle prossime elezioni politiche.

Poco dopo Pier Ferdinando Casini ha rilanciato, non escludendo una lista con il numero uno Ferrari e Angelino Alfano, a patto che al progetto non partecipi Silvio Berlusconi. Una posizione vissuta dal Pdl come una provocazione, capace di suscitare l'irritazione di alcuni colonnelli di via dell'Umiltà.



Non che Montezemolo abbia ancora sciolto la riserva su un impegno diretto, ma oggi un nuovo passo è stato percorso in quella direzione: "Bisogna portare una grande ventata di aria fresca proveniente dalla società civile per rigenerare la politica. O adesso o mai più", dice il capo di ItaliaFutura conversando con Bruno Vespa.

Il progetto di Montezemolo è quello di "mettere insieme una grande lista civica nazionale con persone competenti, credibili, che si sono misurate nei diversi campi di attività e che vogliono dialogare con la parte migliore della politica". Il paletto è però fissato e tende a escludere i big del campo moderato già impegnati in politica: "I protagonisti della Seconda Repubblica non possono essere gli interpreti della Terza".

Come se non bastasse, il fondatore di ItaliaFutura guarda anche in casa centrista: "Casini ha manifestato l'intenzione di cambiare il proprio partito e mi auguro sinceramente che ci riesca. Noi vogliamo chiamare alle armi la società civile finora estranea alla politica".

Ufficialmente il leader dell'Udc mostra invece di voler allargare l'area di centrodestra, con un unico 'vincolo': il Cavaliere resti fuori dalla porta.

CASINI CORTEGGIA ALFANO. Per Casini, sarebbe positivo varare una lista con Alfano e Montezemolo: "Si rafforzerebbero in questo caso molte prospettive di collaborazione e si stabilirebbero una discontinuità profonda con quello che è stato il governo degli ultimi anni e una fase nuova che non potrebbe prescindere da un punto di riferimento che si chiama Monti".

L'ex Presidente della Camera spende parole positive nei confronti del segretario del Pdl: "Il terreno comune d'intesa tra me e Alfano è duplice: più labile il riferimento internazionale del Partito popolare europeo, più stringente quello interno del governo Monti".

Dal Pdl l'esclusione del Cavaliere viene vissuta con fastidio, soprattutto se viene reclamata dall'esterno. Attacca Fabrizio Cicchitto: "Al di là dello scioglimento della riserva sulla sua discesa o meno in campo, non c'è dubbio che quello che dice Montezemolo a proposito di una possibile vittoria del centrosinistra è molto preciso e condivisibile: con questa osservazione dovrebbero misurarsi anche gli amici dell'Udc" senza dare "in escandescenze".

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