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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Totoquirinale

Ecco chi sarà decisivo (e perché) per eleggere il Presidente della Repubblica

E' fuori strada chi pensa che il prossimo inquilino del Quirinale possa essere deciso (solo) dai big della politica italiana. Almeno cinque parlamentari sono pronti a lasciare i loro partiti per passare con Coraggio Italia: cosa si sta muovendo e cosa succederà

Se qualcuno pensa che il prossimo Presidente della Repubblica possa essere deciso dai big della politica italiana, è fuori strada. L’immaginario di una forza di partito solida, che possa vantare un ampio consenso elettorale, da tramutare in potere all’interno del Parlamento, è un’illusione ottica. Il Capo dello Stato si elegge in Camera plenaria. Sono poco più di mille elettori. Al quarto scrutinio ne bastano 500 più una manciata. Nessuna alleanza, né di centrodestra né di centrosinistra, può spostare tanti voti. Mentre ci sono due partiti, che insieme portano una dote di cento voti circa. Sono Italia Viva di Matteo Renzi e Coraggio Italia del presidente della Liguria Giovanni Toti e Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia. Saranno loro l’ago della bilancia. Saranno loro a decidere di fatto il prossimo Presidente della Repubblica.

“Sicuramente saremo determinanti, come lo saranno altri partiti, perché siamo un gruppo coeso, compatto. – ha detto direttamente a Today.it Marco Marin, ex senatore, oggi deputato e Vice presidente di Coraggio Italia - Al momento contiamo 35 voti. Sono 31 parlamentari, ai quali si devono aggiungere i delegati regionali, tra i quali ci sarà sicuramente Giovanni Toti”. Il numero dei “coraggiosi” potrebbe però gonfiarsi perché, secondo fonti parlamentari, ci sono almeno altri cinque eletti pronti a togliersi la pettorina del partito con cui si erano candidati nel 2018, per indossare la maglia fucsia.

Non sono i primi e non saranno gli ultimi. Non si deve dimenticare che si andrà a scegliere il successore di Sergio Mattarella a un anno dalle prossime elezioni politiche, quando, a seguito della legge sul taglio dei parlamentari, i Palazzi della politica si “alleggeriranno” di un terzo del numero degli eletti. Questo timore potrebbe stimolare l’ambizione di chi non si fa scrupoli a cambiare partito per un posto al sole.

Totoquirinale: Coraggio Italia e Italia Viva ago della bilancia

Poi c’è Italia Viva, che conta 43 voti. “Vogliamo un presidente di garanzia, europeista, atlantista, saldamente ancorato ai valori della Costituzione e se potremmo essere ago della bilancia per una soluzione di questo tipo lo saremo” ha detto a Today.it Marco Di Maio, deputato e Vice Presidente di Italia Viva alla Camera. “Però qui non si parla di mandare a casa Conte per far arrivare Draghi. Qui si parla di una persona che per 7 anni sarà garante della Costituzione e della Repubblica. Se potremmo essere determinanti per eleggere un Presidente con queste caratteristiche, faremo valere i nostri numeri sicuramente”.

Sembra di intravedere così una nuova forza di Centro, in funzione del Quirinale, soprattutto dopo il riposizionamento di Carlo Calenda in Europa. Ma su questo Marin è netto: “Noi siamo saldamente nel centrodestra, siamo il centro del centrodestra. Siamo moderati, europeisti, cattolici e crediamo che un’offerta plurale nel centrodestra sia una ricchezza”.

Resta il fatto che Coraggio Italia e Italia Viva sono forti della consapevolezza del loro peso: piuma nel numero di rappresentazione popolare, ma massimo nella capacità di spostare gli equilibri. Basta fare i conti. Servono 500 voti per eleggere il Capo dello Stato? Renzi e Toti insieme ne spostano virtualmente anche cento. Il pallino è in mano a loro, con la differenza che Coraggio Italia ha la capacità di spostarli tutti a destra, mentre Iv sarebbe capace di muoversi compattamente ed essere determinante solo a sinistra. Hanno un potere molto grande che verrebbe neutralizzato soltanto se sun intero arco parlamentare trovasse un accordo con una forza del fronte opposto. Impensabile per almeno due motivi. Primo, ogni proposta sarebbe divisiva. Secondo, si faticherebbe comunque a trovare l’uomo giusto per l’assenza di un partito dominante, di un leader di una autorevolezza tale da guidare un processo così complesso.

In teoria il partito più grande è quello del Movimento 5 Stelle. Dunque il Presidente pentastellato Giuseppe Conte potrebbe essere il giusto capo popolo. Ma è proprio dalle file gialle che arrivano gli scricchiolii più forti. Sono le poltrone dei parlamentari pronti a fare le valigie che vacillano. Del resto Coraggio Italia è nata anche sulla base di una quota di ex pentastellati, i quali potrebbero anche portarne altri con sè. Soprattutto chi è al secondo mandato teme il voto popolare. La partita del Quirinale è il momento giusto per spostarsi. Può succdere di tutto. Anche di assistere a quegli accordi politici tristemente noti col nome di “mercato delle vacche”.
 

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