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Martedì, 17 Maggio 2022
La diretta

Elezioni Quirinale, al sesto voto prevale l'astensione ma 336 schede sono per Mattarella

Ennesima fumata nera. Dopo il fallimento dell'operazione Casellati il centrodestra ha virato sull'astensione. Da Pd, M5S e Leu indicazione di scheda bianca ma in tanti hanno indicato il nome del presidente uscente. Si apre il dialogo tra destra e sinistra, Salvini e Conte: "Lavoriamo a presidente donna". Il racconto di quanto accaduto

Ennesimo nulla di fatto per l'elezione del presidente della Repubblica. Anche il sesto scrutinio, oggi 28 gennaio, non ha portato a un nome. Gli astenuti hanno prevalso. Le forze politiche sono su posizioni lontane e il clima è teso. E' cresciuto in modo esponenziale il numero di voti per Mattarella. Un'operazione messa in atto da Pd, M5S, Leu. L'indicazione arrivata dai leader era lasciare scheda bianca ma "c'è un vento crescente" che riporta all'attuale inquilino del Quirinale. Adesso si ricomincia con la girandola di incontri. La trattativa è ufficialmente aperta, Salvini e Conte si sbilanciano: "Lavoriamo a una donna presidente".

Pd, M5S e Leu avevano dato indicazione di votare scheda bianca. Il centrodestra - fallita l'operazione Casellati - ha virato sulla scheda bianca. I centristi spingono Pier Ferdinando Casini. Il nome del centrista per eccellenza resta in ballottaggio con quello del premier Draghi. Si continua a tirare in ballo il Mattarella bis.  

Domani sabato 29 gennaio, alle 9.30, la settima votazione e ci si aspetta potrà essere eletto il nuovo presidente della Repubblica.

L'esito del sesto scrutinio:

  • Mattarella: 336
  • Di Matteo: 41
  • Belloni: 4
  • Casini:  9
  • Manconi: 8
  • Casellati: 2
  • Cartabia: 5
  • Draghi:  5
  • Amato: 3
  • Scheda bianca: 106
  • Astenuti: 444  
  • Nulle: 4

Il racconto del V scrutinio

Elezioni Quirinale, la diretta

Al termine dello spoglio, il presidente della Camera Fico ha ufficializzato che "è stata riscontrata una differenza tra il numero dei votanti e il totale delle schede scrutinate di una unità superiore a quello dei votanti, un numero superiore" dovuto "verosimilmente" al fatto che durante la "distribuzione delle schede è stata erroneamente ricevuta da un elettore una scheda in più  depositata poi nell'urna", ma tale differenza "è del tutto ininfluente ai fini del voto" e per questo "la votazione svolta deve ritenersi pienamente valida".

"Spero che ci sia la sensibilità per avere un presidente donna". A tornare sull'ipotesi della prima presidente donna è Giuseppe Conte.

"Sto lavorando perché ci sia una presidente donna in gamba. Non faccio nomi o cognomi perché poi arriva sempre 'no'. Sto lavorando perché ci sia unione di intenti", le parole di Salvini dopo gli incontri col centrosinistra.

Altro giro di incontri per Matteo Salvini dopo la fumata nera in Aula, alla Camera, sulla Casellati. Dopo aver incontrato Giuseppe Conte ed Enrico Letta, il leader della Lega ha visto, raccontano fonti del Carroccio, Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Fi e Licia Ronzulli. Salvini, riferiscono, ''è al lavoro per dare una risposta positiva al Paese, di altro livello e al di fuori dei partiti, superando veti e perdite di tempo''.

"Siamo pronti a discutere anche tutta la notte, ma non è semplice'', ha detto Enrico Letta a La7.

Mentre in Parlamento si vota, Matteo Salvini ha incontrato Giuseppe Conte ed Enrico Letta, a quanto riferiscono fonti della Lega. A quanto si apprende i tre leader si riaggiorneranno alle 20 per un punto della situazione. "Stiamo ragionando sulle soluzioni per il dopo. Sono in corso discussioni, ci stiamo parlando, vedremo'', ha detto Enrico Letta, dopo l'incontro. Dal Carroccio invece un "no comment".

Salvini s'è visto anche con il premier Mario Draghi. I due sono stati visti uscire a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro dallo stesso palazzo nei pressi di via Veneto.

"I nomi sul tavolo sono quelli, vedrete quanti voti prenderà adesso Mattarella, ma Mattarella non sarà il prossimo presidente della Repubblica: primo perché lui non vuole e poi perché 14 anni di presidenza sono una anomalia. Rimangono Casini e Draghi". Lo dice Maurizio Lupi a Rainews24. Il leader di Nci spiega che dopo il fallimento del tentativo del centrodestra per Elisabetta Casellati, "a questo punto centrodestra e centrosinistra devono trovare un punto di incontro e domani votare un presidente della Repubblica".

"Abbiamo aperto una trattativa'' con il centrosinistra, ''vediamo''. Così la capogruppo Fi al Senato Annamaria Bertini, ai cronisti.

"Dopo il fallimento della candidatura di Elisabetta Casellati, "Salvini ora immagino che andrà a ruota di quello che dice Berlusconi. Quest'ultimo dirà che la sinistra vuole uno dei suoi alla Presidenza". Mattarela bis? Fa cenno di sì con la testa. Draghi? "Qui non si riesce a battere un chiodo". Così il senatore della Lega, Umberto Bossi dopo aver votato al secondo scrutinio della giornata.

"Ci sono contatti in corso, spero che entro sera avremo il nome del candidato per il Quirinale e domani si possa chiudere la partita". Parla così Giovanni Toti, governatore della Liguria, Sull'ipotesi Mattarella bis, Toti pensa che non sia in campo: "Che il Parlamento lo chiami in causa perchè lo vede come 'bene rifugio' è lusinghiero, ma non cambia lo scenario politico". 

A presiedere la seduta per la sesta votazione c'è il vicepresidente Fabio Rampelli, al posto di Fico, e Casellati.

Nel sesto scrutinio il Pd, M5s e Leu dovrebbero dare indicazione di votare scheda bianca mentre i grandi elettori di centrodestra dovrebbero presentarsi al seggio senza ritirare la scheda, astenendosi. Un modo per prendere tempo in attesa di un nuovo confronto e "contare" il fronte del Mattarella bis.

Tensione alle stelle dopo il quinto voto, che ha segnato il ko della candidatura della presidente del Senato. Scintille tra Ignazio La Russa (Fdi) e Giovanni Toti (Cambiamo). "Ecco, sei contento? Stai già festeggiando?", dice La Russa mentre attraversa il Transatlantico e incrocia Toti. Il sospetto è che siano mancati i voti dei centristi di Cambiamo. "No, no - risponde Toti - vi lascio andare avanti...". C'è tensione, sorrisi amari. La Russa prende un corridoio, parla e assicura ai cronisti che in Fdi hanno votato "compatti per Casellati". Chi ha tradito? "Guardate tra i centristi e in Forza Italia", risponde. Passa ancora Toti, secondo incontro casuale in 5 minuti. "Sarei contento se avessi 70 parlamentari - ribatte il presidente della Liguria - ma non è così". Ancora La Russa: "Infatti, ne ha la metà".

Elezioni Quirinale, che cosa è successo oggi

Puntare almeno al numero dell'astensione raggiunto ieri e poi eventualmente rilanciare. Il centrodestra ha giocato la carta del presidente del Senato Elisabetta Casellati, sulla spinta di Fratelli d'Italia e Forza Italia. I centristi non hanno nascosto la perplessità sul tentativo di forzare la mano. La preoccupazione di Lega e Fdi era quella di contarsi ed evitare che nelle fila di Forza Italia e delle forze di centro della coalizione emergessero distinguo e defezioni oltre alle assenze giustificate. È andata male, con i franchi tiratori che hanno bersagliato il voto sulla presidente del Senato. Il risultato con 382 voti è stato di molto al di sotto delle attese: 400 preferenze per Casellati costituivano la linea di galleggiamento per evitare un disastro.  

Perché i franchi tiratori hanno stoppano Casellati al Quirinale

  • elezioni quirinale salvini-2

Il fronte progressista ha reagito al colpo di mano del centrodestra schierando davanti l'Aula le 'sentinelle' per monitorare il comportamento dei grandi elettori del Movimento 5 stelle in primis, ma anche di Pd e Leu per evitare i franchi tiratori che il centrodestra sperava di raccogliere in aula.

Letta, Conte e Speranza dal canto loro non ha raccolto l'invito di Salvini a un incontro chiarificatore. L'unico a presentarsi all'appuntamento è stato Renzi che gli ha chiesto di rimuovere i veti su Casini o Draghi. Sul trasloco dell'attuale premier da Palazzo Chigi al Quirinale pesa la contrarietà di Lega e M5s che vedono a rischio la tenuta del governo.

Salvini intende andare avanti con lo schema prestabilito. Sarà di nuovo Casellati il nome per il sesto scrutinio? Difficile. Si potrà tentare una convergenza su Casini superando le rimostranze avanzate sopratutto da Giorgia Meloni. In questo momento Draghi resta sullo sfondo ma pesa il rischio di chiedere un sacrificio a Sergio Mattarella che da sempre si è detto indisponibile per un reincarico al Colle. Resta la considerazione del presidente di Fratelli d'Italia: "Con questo parlamento siamo bloccati, meglio andare alle elezioni" chiosa Meloni.  Di certo lo scenario più funesto per l'economia italiana.

L'indiscrezione: Draghi presidente della Repubblica al sesto scrutinio?

I numeri in campo e le possibili 'alleanze'

  • Centrodestra + alleati d'area: 454 voti (mancano 51 voti alla maggioranza assoluta di 505)
    • Lega 212;
    • FI 136;
    • FdI 63;
    • Coraggio Italia 31;
    • UdC 5;
    • Noi con l'Italia 3;
    • Diventerà Bellissima 1
    • Noi di Centro 1
    • Rinascimento 1
    • Ai 454 possono essere aggiunti 4 parlamentari nel Misto (non iscritti) eletti col centrodestra;
  • Centrosinistra con alleati d'area: 436 voti (mancano 69 voti alla maggioranza assoluta di 505)
  • Italia viva: 45 voti.
  • Centrodestra con Italia Viva: 499 voti (mancano 6 voti alla maggioranza assoluta di 505)
  • Centrosinistra con Italia Viva: 481 voti (mancano 24 voti alla maggioranza assoluta di 505)
  • Gruppo Misto: 47 non risultano iscritti a nessuna componente (24 Camera e 23 Senato). Ma il bacino di voti del gruppone dei cosiddetti 'cani sciolti' è più ampio: al Senato il Misto conta 47 parlamentari, di cui 23 non iscritti ad alcuna componente (per lo più si tratta di ex M5s, ma ci sono anche alcuni senatori a vita); poi ci sono 1 senatore del Maie, i 3 di Italexit di Paragone, 1 di Italia dei valori, 1 di Potere al popolo e 1 del Partico comunista. Alla Camera il gruppo Misto è composto da 66 deputati, di cui 16 di Alternativa, componente che si colloca all'opposizione del governo Draghi e formata per la maggioranza da ex M5s; a loro si aggiungono le componenti di Maie-FacciamoEco che conta 8 deputati; Centro democratico 6; Minoranze linguistiche 4, ma sono voti che potrebbero convergere almeno in parte con il voto del centrosinistra; 24 i non iscritti ad alcuna componente.
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