Sabato, 27 Febbraio 2021

Tracollo M5s alle regionali, Di Battista ammette: "Abbiamo perso ovunque"

L'esponente pentastellato: "La più grande sconfitta nella storia del MoVimento"

Foto di repertorio

La vittoria del Sì al referendum sarà pure un "risultato storico" (Di Maio dixit), ma la giornata di ieri ci ha consegnato anche un altro risultato a suo modo storico: la sconfitta, o meglio il tracollo, del M5s alle elezioni regionali. I risultati arrivati dalle urne sono impietosi, le percentuali ben al di sotto delle più infauste previsioni.

Se al Nord il M5s si è (da tempo) semplicemente vaporizzato, a preoccupare – a questo punto – è soprattutto Sud dove il M5s ha il suo zoccolo duro di elettori. In Campania, il M5s scende dal 17% del 2015 al 10% di oggi. In Puglia cinque anni fa la candidata del MoVimento ottenne il 18% che sembra oro rispetto all’11% di ieri (per giunta ottenuto anche con il sostegno di un'altra lista).

Nelle Marche, poi, la Caporetto è stata totale: il 7% contro il 19 di cinque anni fa. Del Veneto meglio non parlare: nel fortino della Lega il M5S è passato dal 10,4 al 2,7. Anche in Toscana, dove Irene Galletti si è fermata al 6,40%, il MoVimento è ormai marginale. A livello comunicativo i dirigenti pentastellati hanno provato a sviare l’attenzione dalla debacle sottolineando la “vittoria storica” ottenuta con il taglio dei Parlamentari, ma con il passare delle ore la realtà ha preso il sopravvento.  

Di Battista: "Abbiamo perso ovunque"

Ed è vero che il M5s alle elezioni locali non ha mai brillato, ma l’impressione è che questa volta non ci siano attenuanti. La sconfitta ha contribuito ad alimentare le tensioni nel partito. Alessandro Battista non usa mezze parole: "Io credo che sia stata la più grande sconfitta della storia del Movimento 5 Stelle". "Abbiamo perso ovunque - dice Di Battista in una diretta facebook -, sia che andassimo da soli o in coalizione", afferma. "Se c'è una cosa sgradevole del giorno dopo le elezioni è che sembra sempre abbiano vinto tutti. Così non è, occorre affrontare la realtà con onestà intellettuale e lucidità". Un attacco a Di Maio? Al reggente Crimi? Certo è che nel M5s si respira un’aria pesante. 

"Partiamo dal referendum" dice Di Battista. "Io ero molto scettico sulla possibilità di portare a casa queste riforme. Il 70% dei voti del referendum non possono essere considerati solo un successo del MoVimento 5 Stelle. Occhio, ci andrei molto cauto: rischiamo di commettere un errore. Se il 70% ha votato sì, vuol dire che il quesito era giusto, comprensibile. Gli italiani hanno apprezzato che si intervenisse in maniera precisa e puntuale sul calderone. Ma è altrettanto vero che tante persone che hanno votato sì non apprezzano il Movimento, magari lo detestano. Un eccesso di esultanza è fuorviante, non credo sia giusto", afferma.

La sconfitta del M5s alle regionali, Di Battista: "La crisi è identitaria"

"Passiamo ai risultati: io credo che sia stata la più grande sconfitta della storia del MoVimento 5 Stelle" taglia corto Di Battista analizzando minuziosamente la debacle. "In questo momento – sottolinea -, parlare di alleanze è profondamente sbagliato", dice allargando il discorso. "Non è questo il tema del momento, il tema principale è la crisi identitaria del Movimento: è innegabile, non si tratta di essere disfattisti. Il sogno al quale hanno creduto tante persone oggi è in crisi, tantissime persone non ci credono più. Molti non sanno perché votare il Movimento, che si indebolisce sempre più: questo mi preoccupa". Parole che in vista degli Stati Generali del M5s pesano come un macigno. 
 

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