Martedì, 27 Ottobre 2020
Politica / Italia

Voti comprati per 30 euro alle elezioni regionali: la polizia scopre i brogli

Dai 30 ai 50 euro per ogni voto espresso, da riscuotere dopo aver documentato con foto scattate le schede nei seggi elettorali e mostrate "a persone di riferimento". La polizia di Foggia ha già denunciato 4 persone ma le indagini continuano

Da 30 a 50 euro per un voto alle passate elezioni Regionali. È quanto accertato dalla polizia, nell’ambito dell’attività di vigilanza predisposta per le elezioni regionali e referendarie del 20 e 21 settembre scorsi. Le indagini portate avanti Digos di Foggia e dei colleghi della Sezione della Polizia Postale hanno permesso, al momento, di accertare la condotta illecita e di denunciare le prime quattro persone (ma le indagini proseguono). 

Secondo quanto accertato, in un esercizio commerciale cittadino avveniva il 'pagamento' del voto con la dazione di denaro a fronte della prova dell’avvenuto voto in favore di un candidato foggiano al Consiglio regionale pugliese. La preferenza veniva garantita attraverso la foto della scheda elettorale con documento di identità, scattata all’interno del seggio .

La somma elargita, quale corrispettivo illecito per le preferenze espresse, variava dai 30 ai 50 euro. Sequestrati nel corso delle indagini due telefoni cellulari e il 'registro' degli elettori, con le rispettive somme elargite. Altro materiale è tuttora sottoposto a verifica per riscontrare eventuali ed ulteriori fattispecie illecite.

A seguito dei primi accertamenti sono stati denunciati alla locale Procura 4 soggetti per reati in materia elettorale, mentre è tuttora al vaglio degli investigatori la posizione di altre persone. Come spiega Foggiatoday la prima a denunciare, con un esposto, la condotta illecita "avvenuta sotto gli occhi di tutti" è stata la pentastellata Rosa Barone

Regionali Puglia 2020, la presunta compravendita di voti a Foggia

La denuncia, depositata già da alcuni giorni, pone l’accento su una presunta compravendita di voti, “un vero e proprio mercimonio di cui, come si può evincere anche attraverso alcuni commenti sui social, anche la popolazione era al corrente”, tuona Barone.

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“Pare ci sia stato un certo circolo di soldi per garantire dei voti; un fenomeno non nuovo che però nell’ultima competizione elettorale è stato vistoso, quasi sfacciato. E credo sia assurdo – denuncia la pentastellata a FoggiaToday – che non si lavori e non si agisca per arginare questi meccanismi che inquinano la politica. Non si può permettere che i cittadini subiscano questo tipo di ‘ricatto’ da parte di chi si approfitta della difficoltà economica e sociale di alcuni per accaparrarsi voti”.

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