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Sabato, 20 Aprile 2024
Centrodestra sconfitto / Cagliari

Cosa cambia per Meloni e Salvini dopo le elezioni in Sardegna: "Siamo rammaricati"

Il candidato del centrodestra Paolo Truzzu incassa la sconfitta: "Colpa mia, voto contro di me". La nota congiunta di Meloni, Salvini e Tajani: "Riflettere sugli errori"

La sua città, quella in cui è nato e la stessa di cui è sindaco, lo ha tradito. Paolo Truzzu sa che sulla sconfitta alle elezioni regionali in Sardegna pesa il malcontento della sua Cagliari che gli ha preferito Alessandra Todde (Pd-M5S). Truzzu era candidato alla Regione per il centrodestra, ma nelle prime dichiarazioni ufficiali assolve la coalizione e si assume tutta la responsabilità del fallimento: "La lettura del voto è semplice: non sono state elezioni influenzate da fattori nazionali e il dato che lo prova è il risultato di Cagliari che, più che votare Todde, ha votato contro di me".

Truzzu: "Il voto dice che ho sbagliato io"

Truzzu dopo le formalità di rito siederà in Consiglio regionale, darà quindi l'addio al Comune. "Aspettiamo la proclamazione ufficiale", precisa. Per Truzzu il risultato "dice che ho sbagliato e i cittadini non hanno apprezzato quello che ho fatto. Al 99% rifarei le stesse scelte, ho cercato di dare una visione alla mia città e probabilmente non sono riuscito a comunicarla al meglio ai cittadini. Il sentimento - spiega Truzzu - è quello di chi non è riuscito a fare comprendere che il sacrificio dei cantieri si stava facendo per il bene di Cagliari. Se parliamo dei cantieri penso che quello che si sta facendo ora nelle strade di Cagliari si capirà solo più avanti: sarà un vantaggio per la città dei prossimi anni".  

Truzzu quindi assolve a pieno i big del centrodestra: "La responsabilità e mia". La sua è un'ammissione di colpa personale. Certo però è un segnale che Meloni non può ignorare. Lei si è esposta in prima linea per il sindaco di Cagliari e la sconfitta non è il miglior modo di aprire la stagione elettorale. Suggerisce quantomeno "limature" e dimostra che neppure l'indiscusso gradimento a livello nazionale della premier può bastare quando in un territorio il malcontento è forte. Lo stesso malcontento che il centrodestra ha evidentemente sottovalutato. "Sapevo - ammette adesso Truzzu - che c'era malcontento, ma non in queste proporzioni. Ero stato rassicurato anche dai candidati che tastavano il polso alla città". Intanto, almeno dalle dichiarazioni ufficiali, Truzzu e Meloni si sono sentiti solo per telefono. "Le ho mandato un messaggio", dice lui. Da Truzzu anche gli onori a Todde: "Ho chiamato e le ho fatto gli auguri. Le ho detto che, ovviamente, ci vedremo in Consiglio regionale e che sarò a disposizione per rappresentare gli interessi della Sardegna e dei sardi". 

"Non chiederemo alcun riconteggio - aggiunge - perché eventualmente lo fa il tribunale. Una volta che avremo i dati del tribunale valuteremo con i dati che abbiamo dalle nostre sezioni, dai nostri rappresentanti di lista, qual è la situazione e se pensiamo che ci sia un elemento per poter fare un ricorso lo faremo ma non è una cosa oggi all'ordine del giorno perché non ci sono le condizioni. Non sappiamo qual è il risultato, non abbiamo il verbale della Corte d'Appello. I ricorsi si fanno quando c'è un risultato conclamato".

Cosa cambia dopo il voto per Meloni e Salvini

Il centrodestra incassa il colpo. Se ci saranno "regolamenti di conti"  - la Lega è stata di fatto costretta al passo indietro per fare spazio a Fdi - non sono in pubblico, almeno non adesso. I dati disponibili sul voto in Sardegna "consegnano una vittoria per meno di 3mila voti alla candidata del centrosinistra Alessandra Todde sul candidato di centrodestra Paolo Truzzu. Siamo rammaricati per il fatto che l'ottimo risultato delle liste della coalizione di centrodestra, che sfiorano il 50% dei voti, non si sia tramutato anche in una vittoria per il candidato presidente". Così recita una nota congiunta dopo l'esito del voto in Sardegna firmata da Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini. "Da queste elezioni, dunque, non emergerebbe in Sardegna un calo di consenso per il centrodestra. Ma rimane una sconfitta sulla quale ragioneremo insieme per valutare i possibili errori commessi. Continueremo a lavorare imparando dalle nostre sconfitte come dalle nostre vittorie", concludono i tre leader nella nota congiunta.

"Dopo cinque vittorie consecutive una sconfitta - commenta il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine di un evento a Pescara - ci può stare. Quando il popolo vota ha sempre ragione. Non cambia il mio impegno di ministro con i sardi. Continuerò, ovviamente, a fare tutto quello che i sardi si aspettano e meritano. Quando si vince si vince tutti insieme, quando si perde si perde tutti insieme. I numeri dicono che il centrodestra ha aumentato i voti rispetto alle politiche, che la Lega e il partito sardo d'azione sono cresciuti di tre punti, però ha vinto la candidata M5S. In democrazia è giusto così". Per Salvini "bisognerà analizzare soprattutto il voto delle città dove la sinistra ha vinto anche con forte distacco mentre il centrodestra ha vinto nelle province e nei piccoli comuni. A Cagliari ha vinto abbondantemente il centrosinistra e su questo bisognerà fare una riflessione".

"Non c'è un segnale politico nazionale ma un segnale politico locale", e la sconfitta del centrodestra è avvenuta "per un soffio", ma su questo segnale politico locale "faremo le nostre riflessioni", interviene Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione nazionale di Fratelli d'Italia.

"Non ci sarà alcuna conseguenza dal voto in Sardegna -  dice il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri - non è che è cambiata la storia del mondo. La sinistra ha probabilmente vinto, perché il risultato finale ancora non c'è, per una manciata di voti. Si vince e si perde. Chi vince deve avere la consapevolezza che non si vince per sempre e deve restare coi piedi per terra. La sinistra sbaglierebbe a considerare questo successo come un'inversione di rotta clamorosa. E il centrodestra farebbe male a sottovalutare le prove elettorali o a pensare che, siccome abbiamo vinto, non ci sia mai una verifica. La politica è un cimento quotidiano e ogni giorno si riparte".  

"Trovo adesso poco elegante e inutile gettare la croce addosso al candidato o al governatore uscente. Le responsabilità quando si perde devono essere sempre collettive, quando si perde bisogna fare mea culpa tutti quanti e guardare avanti", dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ai microfoni di Ping pong su Radio1. "La classe dirigente del centrodestra - aggiunge - deve riflettere e imparare dai propri errori. Il governo è comunque saldo al suo posto".  

Todde: "Meloni vergognosa, è venuta qui a passeggiare" 

Il voto in Sardegna spinge alla riflessione anche il centrosinistra. Alessandra Todde ha vinto unendo Schlein e Conte. Alle scorse regionali, Pd e M5S erano divisi e la vittoria è stata del centrodestra. I numeri dicono al centrosinistra che la vittoria è passata dalla coalizione.

Intanto Todde non risparmia critiche alla premier Giorgia Meloni: "È venuta qua a passeggiare, ha fatto un'apparizione vergognosa. I sardi non si meritano il cabaret. Credo che la risposta a lei sia stata la risposta di Cagliari, delle grandi città, ma anche di tante comunità che si aspettano il cambiamento".

"Sono felice ed emozionata, è stato un testa a testa lungo e faticoso, ma i risultati valgono la pena. Felice e orgogliosa di essere la prima donna presidente della Sardegna, dopo 75 anni siamo riusciti a rompere questo tetto di cristallo e ad assumere un ruolo che nessuna di noi era riuscita ad avere. Sono contenta per ruolo avuto dalle donne nella mia squadra", aggiunge la neoeletta presidente.

"Io credo che la Sardegna non sia un laboratorio perché i sardi non sono delle cavie", spiega Todde rispondendo a una domanda sul "laboratorio" dell'alleanza. "Sono contentissima - precisa - di aver condiviso questo passaggio con Giuseppe Conte, con gli uomini e le donne del Pd e del M5s, credo che si sia trovato in Sardegna progetto solido per dimostrare che questo progetto di alleanza può funzionare. Ma dobbiamo parlare di Sardegna, dei sardi, delle priorità che interessano il nostro popolo".

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