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Lunedì, 16 Maggio 2022
ELEZIONI

Pierluigi sì, Nichi no: Monti traccia il 'suo' centrosinistra

Da Bergamo il premier uscente presenta la 'salita' in campo di Scelta Civica e detta il perimentro d'azione. Prima chiude una porta - "Con Vendola? Ma stiamo scherzando" - poi ne apre un'altra: "A sinistra ci sono importanti impulsi liberalizzatori".

Di 'rosso' per Mario Monti c'è solo la location del suo esordio in campagna elettorale: il Kilometro Rosso, parco scientifico di Alberto Bombassei, ex vice presidente di Confindustria in corsa per un posto in Parlamento.

Il 'centro' del suo intervento, infatti, parla chiaro: per Monti va bene tutto tranne un'allenza con Vendola. Il che non sarebbe un problema se non fosse per il (non) piccolo fatto che ormai Sel è da considerare come l'ala sinistra del Partito democratico.

L'intervento del premier uscente, quindi, stando il sempre più probabile rischio di pareggio al Senato potrebbe aprire, dopo il voto, ad uno scenario tutto nuovo: Bersani potrebbe essere chiamato a scegliere se continuare nel percorso dell'alleanza Pd - Sel oppure rompere il giocattolo e virare al centro. Ma di tutto questo, come detto, se ne parlerà dopo il voto.

IL DISCORSO DAL 'KILOMETRO ROSSO'. Mario Monti ormai è diventato un politico a tutti gli effetti, che nella sfida elettorale mette in gioco non solo la sua carriera, ma anche amicizie, passioni e perfino gli affetti familiari. Lo ha dimostrato domenica pomeriggio a Bergamo, nella manifestazione che ha aperto la campagna elettorale della lista "Scelta Civica", al termine della quale, dopo avere colpito duro tanto a destra quanto a sinistra, si è commosso. Stava parlando ai 400 candidati, davanti alla moglie Elsa e ai due figli, quando ha confessato che una volta lasciato Palazzo Chigi sarebbe stato volentieri più a lungo con i suoi nipoti (ha annunciato che il quinto è in arrivo), ma avrebbe fatto "un torto" ai figli e ai nipoti di tanti altri italiani che avrebbero rischiato così di vedere vanificati gli sforzi fatti nell'ultimo anno di 'lacrime e sangue'. E' questo che lo ha indotto a "salire in politica".

"NON SONO UN POLITICO". "Non vorrei che mi aveste preso per un politico. Oggi abbiamo parlato di speranza e di passione e vi assicuro che la passione mi è venuta", ha detto scherzoso dal palco del Kilometro Rosso, il parco scientifico di Alberto Bombassei, l'ex vice presidente di Confindustria in corsa per un posto in Parlamento. In realtà, più che nella conferenza stampa del 23 dicembre nella quale aveva già dismesso i panni del tecnico super partes, Monti il suo Rubicone verso la politica forse lo ha attraversato proprio a Bergamo. Il Paese, ha detto, non ha bisogno di moderazione intesa come "mezze misure", ma di "riforme radicali" e proprio il tasso di riformismo sarà la "cartina di tornasole" per valutare l'eventuale ingresso in un governo a guida Bersani.

"NIENTE VENDOLA". L'obiettivo resta però quello di un Monti bis e di fare autocritica, come chiesto da Nichi Vendola come precondizione per collaborare sulle riforme costituzionali, non se ne parla nemmeno: "Ma stiamo scherzando?" ha replicato duro al leader di Sel. "Ci sono a sinistra - è il ragionamento di Monti - importanti e apprezzabili impulsi liberalizzatori" che hanno portato di recente a un avvicinamento verso idee "che noi abbiamo da anni", dovremmo forse "rinnegarle" proprio ora che "una parte della sinistra" converge su queste posizioni? La chiusura è netta. Cosa comporterà, lo scopriremo dopo il voto.

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