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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
ELEZIONI

Dopo il caos liste torna il 'contratto con gli italiani'

L'idea di Silvio Berlusconi per far tornare a crescere il Pdl dopo lo 'stop' dovuto alla bagarre sui candidati e al caso Cosentino è un remake di quanto accadde nel maggio 2001 negli studi di Porta a Porta

Per ora è solo un'indiscrezione. Ma considerando la fonte - il Corriere della Sera - e il clima, il post "caos liste" che ha gettato ombra su un Pdl dato fino a qualche giorno fa in (lenta) rimonta, non ci sarebbe da stupirsi.

Silvio Berlusconi sta per tornare in campo e lo farà riproponendo una delle trovate mediatiche più geniali o assurde (a seconda dal lato politico dal quale le si guardi): il contratto con gli italiani.

Era l'8 maggio 2001 quando dagli studi di Porta a Porta Berlusconi firmò un documento con cui si simpegnava, in caso di vittoria elettorale, a varare varie riforme riassunte in cinque punti e, in caso di mancata realizzazione di almeno quattro punti, a non ricandidarsi alle successive elezioni politiche.


Contratto con gli italiani

tra Silvio Berlusconi nato a Milano il 29 settembre 1936 leader di Forza Italia e della Casa delle Libertà, che agisce in accordo con tutti gli alleati della coalizione, e i cittadini italiani si conviene e si stipula quanto segue.

Silvio Berlusconi, nel caso di una vittoria elettorale della Casa delle Libertà, si impegna, in qualità di Presidente del Consiglio, a realizzare nei cinque anni i seguenti obiettivi:

Abbattimento della pressione fiscale:
- con l'esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui;
- con la riduzione al 23% per i redditi fino a 200 milioni di lire annui;
- con la riduzione al 33% per i redditi sopra i 200 milioni di lire annui;
- con l'abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.
Attuazione del "Piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini" che prevede tra l'altro l'introduzione dell'istituto del "poliziotto o carabiniere o vigile di quartiere" nelle città, con un risultato di una forte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni.
- Innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese.
- Dimezzamento dell'attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di posti di lavoro.
- Apertura dei cantieri per almeno il 40% degli investimenti previsti dal "Piano decennale per le Grandi Opere" considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche, e opere idro-geologiche per la difesa dalle alluvioni.

Nel caso che al termine di questi 5 anni di governo almeno 4 su 5 di questi traguardi non fossero stati raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche.

In fede,
Silvio Berlusconi

Il contratto sarà reso valido e operativo il 13 maggio 2001 con il voto degli elettori italiani

GUARDA IL VIDEO DELLA FIRMA DEL CONTRATTO CON GLI ITALIANI

Dodici anni dopo, il contratto sta per tornare. E servirà, secondo quanto spiegato dal portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, e riportato dal Corriere della Sera, a spostare il dibattito politico "sulle cose concrete, con le quali vogliamo prendere impegni precisi".

Quali saranno i 'cinque punti' del 2013? Sicuramente l'abolizione dell'Imu. Quindi la detassazione per i nuovi assunti, fisco leggero "ma anche - giura qualcuno - una proposta 'choc' sull'economia".

Una proposta da presentare a fine campagna elettorale per spostare l'ago della bilancia verso il centrodestra.

E per accantonare il prima possibile le polemiche scaturite dal caos delle liste elettorali, Berlusconi sta seguendo con grande attenzione i sondaggi di quella Alessandra Ghisleri che tanti gradini sta scalando nel cuore dell'ex premier. L'obiettivo 20% era alla portata del Pdl prima dei vari 'casi' da Cosentino a Minzolini. Ora la crescita del Pdl si è fermata a quota 17%. E per ripartire servirà molta televisione e pochi momenti 'classici' da campagna elettorale.

Ecco perché i comizi saranno solo tre. Quattro al massimo. Uno venerdì a Roma al teatro Capranica quando, alla presenza del leader Silvio, sfileranno i candidati ma soprattutto 'le candidate' del Pdl: Mara Carfagna in prima fila, quindi Daniela Santanché, Michela Brambilla, Maria Stella Gelmini, Beatrice Lorenzin. Con loro, i giovani Raffaele Fitto, Maurizio Lupi, Luigi Casero.

Quindi, un comizio con Storace per le regionali del Lazio e uno con Formigoni per tirare la volata al voto lombardo e a Maroni candidato presidente.

RACCONTI E RETROSCENA. Per chiudere, e per capire il clima di 'gossip' che ancora regna intorno al caso delle liste, ecco l'ultima indiscrezione. L'ultimo retroscena. O, se preferite, l'ultima boutade. A parlare, o meglio a scrivere, è Selvaggia Lucarelli che, tramite facebook, così racconta il perché della scomparsa di Emilio Fede dalle liste del Pdl.

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