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Domenica, 22 Maggio 2022
VERSO LE ELEZIONI / Germania

Elezioni 2013: Bersani "prontissimo" a collaborare con Monti

Il segretario del Pd da Berlino tranquillizza la Germania e si dice pronto a collaborare con il Professore. Attacca Ingroia: “Ha scelto”. E Vendola?

“Noi siamo prontissimi a collaborare con tutte le forze contro il leghismo, contro il berlusconismo, contro il populismo. E quindi certamente anche con il professor Monti”. Le parole sono di Pierluigi Bersani. L’apertura è di quelle che pesa. Un po’ perché arriva a venti giorni dal voto, un po’ perché è stata pronunciata sotto il cielo di Berlino. Il dove in questi casi è fondamentale. Ci sono le elezioni, è chiaro, ma c’è di mezzo anche la governabilità del Paese e quella dose di autorevolezza pretesa dall’Europa. Parlare da Berlino è, quindi significativo visto che la Germania, senza troppi giri di parole, non ha mai nascosto di fare il tifo per il Professore.

Così sotto il cielo tedesco, con i mercati preoccupati per le ultime uscite/promesse di Silvio Berlusconi, Bersani ospite al German Coincil Foreign Relations sembra aver voluto rassicurare tutti: “Monti ha costruito una sua forza politica, è nella competizione. Ci sono schermaglie elettorali – ha dichiarato durante la conferenza stampa trasmessa da YoudemTv – ma io ho sempre detto che sono prontissimo a una collaborazione con tutte le forze che sono contrarie al leghismo, al berlusconismo, al populismo”.

E non è un caso forse che la domanda su Monti sia arrivata proprio da una giornalista tedesca. A Berlino la pratica è dottrina morale e politica. “Monti – ha continuato Bersani – è arrivato da solo. Era il professor Monti. Gli abbiamo dato noi la maggioranza. Lo abbiamo voluto noi. Abbiamo affrontato insieme il popolo per le riforme - ha proseguito - ci sentiamo protagonisti nel bene e nel male di questo anno e mezzo. Ora bisogna andare avanti e fare le elezioni, come in tutti i Paesi”. Le parole arrivano all’orecchio di Mario Monti che commenta soddisfatto: “Apprezzo ogni apertura e disponibilità, e anche questa frase di Bersani dalla Germania. Sarò disponibile ad alleanze con tutti e solo con coloro che saranno impegnati in riforme strutturali”.

Secondo il Bersani pensiero l’intesa starebbe in piedi per via di un avversario comune: Silvio Berlusconi e il berlusconismo. E poco importa se proprio qualche giorno fa Monti abbia aperto al Pdl spuntato del Cavaliere, o che l’idea di riforme strutturali contenuta nell’agenda faccia a cozzi con i piani di Sel. Cosa importa è che Berlusconi sia sempre più in campo e in ascesa nei sondaggi. Cinque punti, con i possibili fuochi di artificio che potrebbe riservare l’ex presidente del consiglio nell’ultimo scampolo di campagna elettorale, potrebbero essere pochi.

Pochi soprattutto al Senato. Il rischio reale infatti è che la legislatura nasca zoppa: ampia maggioranza alla Camera, numeri risicatissimi a Palazzo Madama. E allora forse per il Pd è arrivato il momento di fare un accordo preventivo. Almeno di massima. Vanno bene infatti le “schermaglie elettorali” ma poi ci sarà da governare. E in questa scelta il segretario dei democratici forse ha deciso di sposare l’anima più centrista che vive all’interno del partito.

INGROIA – Non a caso Antonio Ingroia, il leader degli arancioni, l’anima forse più radicale che approderà nel prossimo Parlamento, non ha gradito: “Bersani ha fatto la sua scelta. Quella di stare dalla parte dei poteri forti tutelati da Monti anziché dei cittadini senza potere che evidentemente siamo solo noi a tutelare. Gli elettori ne prendano atto”. Il ragionamento di Ingroia è ‘antico’, e formulato in tempio non sospetti: ricreare con il Pd e Vendola un blocco unico dei progressisti. Ipotesi che Bersani ha troncato sul nascere: "Bersani – ha continuato Ingroia – che si dichiara contrario al populismo e al berlusconismo, collaborerà col Professore, emblema di una destra alternativa a Berlusconi, portatore degli interessi ‘dei big’ e non certo dei cittadini. E Vendola che ne pensa? Anche lui crede che Monti sia meglio di noi?”.

VENDOLA - Ecco appunto, Vendola. Nessuna dichiarazione dopo le parole di Bersani. Solo un post su Facebook. Il tema è quello della difficile situazione che sta attraversando l’università italiana. E non manca una ‘picconata’ all’attuale presidente del consiglio: “Il governo Monti, che legifera anche quando è fuori tempo massimo, sta facendo un omaggio alla Lega e alla sua ideologia, offendendo la coesione sociale e nazionale che una istituzione come l’università rappresenta”. Come dire, diametralmente opposti. Vista così, una sorta di coalizione del dopo voto che contenga Sel da una parte, Monti, Casini e Fini dall’altra ed il Pd nel mezzo, appare improbabile. Il primo no molto probabilmente arriverebbe proprio da Monti che qualche settimana fa non ebbe troppi problemi a consigliare a Bersani di “silenziare” Fassina, la Cgil, ma anche Vendola. Se il progetto fatto uscire allo scoperto all’ombra della Porta di Brandeburgo dovesse andare in porto, Nichi Vendola e Sel dovranno scegliere cosa fare da grandi. Turarsi il naso e andare in avanti in nome del buon governo oppure rompere ed abbracciare il progetto Ingroia.

LEGA E PDL – E se Vendola sarà costretto a riflettere Pdl e Lega attaccano. “È evidente che – ha affermato Sandro Bondi – al di là della cortina fumogena appositamente concordata, dopo le elezioni Monti e Bersani si propongono di formare una intesa di governo che garantisca la Germania, come rivela l’incontro di Bersani con il custode del rigore del governo tedesco. Solo gli elettori possono sventare questo patto ai danni dell' Italia”. Ancora più duro il commento del leader della Lega Nord, Robero Maroni che affonda con una battuta sibillina: “Bersani si dice ‘prontissimo’ a collaborare con Monti. Che c’entri una certa banca di Siena? Più dell’onor poté l’inciucio...”.

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